Cima d'Asta - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Cima d'Asta

Cima d'Asta-Lagorai
Percorso ad anello per rif. O.Brentari
 (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Un bellissimo giro ad anello attorno alla Val Malene per il Rif. O.Brentari alla Cima d'Asta.
Il percorso segue anche il sentiero attrezzato Gabrielli per la Cresta di Socede quindi l'attrezzatura deve comprendere anche imbrago, moschettoni. Il percorso è lungo ma veramente appagante per i panorami del circondario.
Si parcheggia in Val Malene presso il laghetto della malga Sorgazza. Si seguono le indicazioni per Forcella Magna che si raggiunge in circa un'ora e mezza. Si seguono poi le indicazioni per il rif. Brentari ed in particolare per la via ferrata Gabrielli.
Il sentiero che sale è ardito, scavato nella roccia e la ferrata è breve ma ben attrezzata, presenta un passaggio verticale di una ventina di metri tutto attrezzato con scala di ferro e corda metallica di protezione .Raggiunta la Cima di Socede si cala verso il lago ed il rifugio ben visibili da essa.
Si perviene al Rif. Brentari presso il bellissimo laghetto e da questo poi si segue il sentiero n.386 per il Passetto, su terreno roccioso, che lascia ammirare la parte alta della Val Tolvà.
Si aggira verso sud-est la Cima del Passetto per ottimo sentiero segnato che porta poi a scavalcare la costa erbosa sud della Campagnassa e cala quindi molto ampio in val Malene.
I rifornimenti d'acqua, oltre al rifugio, sono all'inizio dei tornanti per forc.Magna su torrentello ed ad est della Campagnassa, su rivo di sorgente.
Il percorso impegna per sette-otto ore. - Dislivello circa 1100 metri-

Cartografia 4Land - Lagorai Cima D'Asta GPS WGS84 1:25000
Ulteriori informazioni:
http://www.girovagandointrentino.it 



SALITA DAL RIF.O.BRENTARI (2473) ALLA CIMA D'ASTA (2847 MT)
SENT.364
La salita e' di grande panoramicità' in ambiente granitico
contornato da una moltitudine di laghetti glaciali.
La difficoltà' alpinistica può' essere data dalla neve sulla
discesa della forcelletta verso est a quota 2680. (eventuali
chiodi per assicurazione sul posto).
In mancanza di neve trattasi di percorso elementare su
sentiero militare attrezzato talvolta naturalmente con
gradini di pietra.
Dal rif.O.Brentari si imbocca il sentiero 327 verso est
passando sotto al cavo della teleferica.
Si prosegue dapprima in dolce pendio, poi per sfasciumi si
risale la cresta est che cala dalla Cima d'Asta fino alla
Forcelletta di quota 2680 mt. (o passetto) dalla quale e'
possibile ammirare il 'Cimone' d'Asta che sorge da un circo
detritico glaciale e sale da esso per circa duecento metri.
Si scende il ripido canalino del passetto alla sua sinistra
con tornanti talvolta aiutandosi con le mani fino al circo
detritico sottostante. (in caso di neve e' consigliabile una
doppia di 40 mt. che porta fino al ghiaione. Un chiodo e'
infisso dieci metri sotto alla forcella e circa venti metri
a sinistra scendendo.)
Si prosegue per detriti fino alla base di destra del
'Cimone' tagliando completamente il circo glaciale.
Qui' troviamo un quadrivio:
-Il sentiero 364 scende in val Regana mantenendosi sulla
sinistra orografica.
-Il sentiero del 'Col del Vento' si porta sul versante
opposto delle valletta ed aggira traversando a destra la
fascia di roccette portandosi sulle creste.
- Il sentiero che sale la Cima d'Asta sale diritto per gli
sfasciumi inizialmente per gradinata artificiale fatta di
sassi.
L'ultimo sentiero e' quello che ci interessa. Si sale per il
sentiero che i militari hanno meravigliosamente attrezzato
in modo naturale trasformandolo in una comoda gradinata di
granito che con ampi tornanti sale fino in vetta.
In vetta al 'Cimone' vi sono due croci, vi e' una lapide
commemorativa e due libri di vetta.
Sulla parte di cresta che si affaccia ad ovest vi era, ed il
muro e' ben solido tuttora, un osservatorio italiano di
guerra (ten.Tamagni).
Sottocresta di circa cinque metri, volto a sud, sorge un
bivacco con panche e tavola, ma senza brande. E' in muratura
ben coibentato contro il freddo. Il tetto e' in lamiera.
Ore 1.30-2 dal rif.Brentari.
in discesa ore 1 circa.
Dislivello mt.500 in salita e 100 in discesa.
Non vi e' acqua sul percorso.


.
DA FORC.DI VAL REGANA (2040) ALLA CIMA D'ASTA (2847)
Sent. 364
Si scende la forc. di Val Regana verso nord per un centinaio
di metri fino ad un bivio: il sentiero di sinistra taglia il
ghiaione e prosegue in discesa scendendo a sinistra per una
pietraia.(sent.364-segnavia) Il sentiero che prosegue
scendendo la destra della valle cala a Refavaie. (338)
Si sale molto dolcemente tagliando il ghiaione detritico che
attraversa tutto il vallone degli Orti di Regana,
oltrepassando un corso d'acqua, oltre il quale il sentiero
diviene decisamente piu' pendente.
Si sale per sentiero ben segnato e battuto con molti
tornanti e con pendenza costante mantenendosi sempre sulla
destra della valle: l'ultimo rifornimento di acqua lo si
puo' fare a quota 2500 circa, abbandonando il sentiero ed
attraversando un ghiaione per un centinaio di metri sulla
sinistra dove scende sempre un rigagnolo d'acqua. (lo si
sente gorgogliare dal sentiero).
A quota 2550 circa si entra nel circo glaciale della Cima
d'Asta ed il pendio si fa molto dolce, si oltrepassa
lasciandolo a sinistra, un laghetto piuttosto fangoso.
Si sale diritti per sfasciumi (il sentiero da qui' diviene
traccia molto esile in mezzo alla pietraia-seguire i segni)
puntando verso la parte destra del 'Cimone', dove vi e' un
bivio segnato molto bene sulle pietre.
Il bivio (mt.2650) offre tre possibilita' di percorso:
Verso sinistra (sud-est) si scende per sfasciumi e poi si
risale la forcellina (mt.2680) che cala poi verso il
rif.Brentari. (sent.364)
Verso destra (nord-est) il sentiero segnato del Col del
Vento cala sovrastando la Val Regana verso la Val Cia.
Su diritti verso ovest si sale la Cima d'Asta o 'Cimon' per
un bellissimo sentiero militare segnato adattato in maniera
naturale con scalini in pietra.
Dal bivio alla cima d'Asta si impiega circa 45 minuti. Sulla
cima vi e' un bivacco senza posti letto, ma con tavolo e
panche. Sotto la croce due libri di vetta.
Sulla antecima, cinquanta metri verso ovest, un osservatorio
militare ancora in ottime condizioni guarda i Lagorai.
Ore 3 circa dalla forc. di Val Regana.
In discesa ore 2 circa.
Dislivello circa 800 metri.
Acqua: rifornimenti frequenti fino a 2500 mt.
-----


DA MALGA SORGAZZA A RIF.BRENTARI PER M.COSTON E CAMPAGNASSA

SENT.386
Acqua: sotto il M.Passetto a mt.2340 circa. (tre ore dall'inizio)
Dislivello in salita: 1200 mt. In discesa 200 mt.
ORE 4/5 CIRCA

Il percorso e' piuttosto lungo ma di grande panoramicita' sulla
Val Malene e sulla Val Regana comprese le catene montuose che
racchiudono dette valli che vengono osservate frontalmente.
Meta' della salita viene superata salendo pressoche' sulla
verticale della malga Sorgazza ed il laghetto artificiale.
Buona parte del percorso e' in cresta ed e' sconsigliabile in
caso di temporali o forte nebbia.

Da malga Sorgazza (1450 mt.) (ristoro-bar) si prosegue per la val
Malene per la pista forestale, oltrepassando il laghetto ed il
monumento di guerra.
Dopo circa 15 minuti sulla destra scende il sentiero 386 che
attraversa il torrente Grigno per un solido ponte in legno.
La mulattiera e' ben scavata e segnata con segni rosso-bianchi,
si inoltra nel bosco con pendenza molto dolce e con molti
tornanti.
Praticamente si sale sulla verticale di malga Sorgazza per circa
trecento metri, fino a che a circa 1800 metri di quota il
sentiero taglia a lungo il prato scosceso fino ad arrivare in
corrispondenza di un ripido costone.
Inaspettatamente ed in forte contrasto con l'andamento
precedente, il sentiero si inerpica su per la costa per la
massima pendenza (pali segnaletici) guadagnando con duecento
metri di salita il M.Coston a 2000 mt.) dove in cresta vi e' un
segnavia visibile anche da fondovalle .

--- Dal monte Coston e' possibile scendere per il filo di cresta
sud fino alla pista forestale che, seguita verso sinistra, (est)
porta al camping Val Malene. E' altresi' possibile scendere, per
ripidi prati, fino a malga Tolva' in val Regana.
Possiamo considerare quindi il M.Coston come un quadrivio.---

Ora il percorso si inerpica per buona mulattiera su per il filo
di cresta del M.Coston ed il percorso volge sempre di piu' verso
il versante di val Regana.
A quota 2250 circa si supera una forcellina rocciosa che ci fa
calare una trentina di metri sul vallone sottostante e poi
continua con qualche saliscendi fino ai pascoli a sud del
M.Campagnassa.

---- Giu' per il vallone ora superato, proprio sotto alla
forcelletta, un sentiero cala in val Regana fino al colle subito
a monte di malga Tolva'---

Il sentiero con un saliscendi cala ancora portandosi nel vallone
sotto al M.Passetto (Bualon del Passetto).
Questo vallone in genere e' fornito di acqua. (2350 mt.)
Dal torrente si sale decisamente un centinaio di metri e poi
aggirando a sud il m.Passetto e portandosi a quota 2490 alla
forcellina del Passetto.
Bisogna fare molta attenzione alla segnaletica in questa ultima
mezz'ora di percorso, in quanto non sempre il sentiero e'
evidente, seppur facilmente agibile, questo a causa del terreno
roccioso ed uniforme.

--Alla forcella c'e' anche il bivio con il sentiero che scende
alla forcella Regana e lo fa scendendo la destra orografica del
vallone e superando la fascia di rocce un centinaio di metri piu'
sotto. Segnavia su palo e su roccia.

Dal passetto non si vede ancora il rif.O.Brentari, ma si puo'
ammirare distintamente la cima d'Asta con la sua bella parete
sud. Anche il Bivacco di vetta e' visibile.
Si tenga conto che il rifugio e' pressoche' sulla verticale
della cima d'Asta, quattrocento metri piu' sotto.
Si scende circa venti metri (ometti) in direzione cima d'Asta e
poi, con piccoli saliscendi verso nord-ovest rimanendo pressoche'
in quota, si seguono segni ed ometti per un terreno a lastroni di
roccia uniforme e micidiale in caso di nebbia o nevicate che
possano impedire la visibilita'. (in caso di scarsa visibilita'
seguire direzione NO con la bussola)
Il rif.Ottone Brentari e' a metri 2473.


 DALLA FORC.MAGNA AL RIF.BRENTARI PER FERRATA
Sent.375
E' un percorso che presenta tre tratti attrezzati molto bene
con corde e pioli metallici. I tratti ferrati sono di circa
80 mt , 25 mt, 10 mt. Il resto e' sentiero ben battuto o
facilissime roccette.
Da forc.Magna (2117) si sale molto ripidamente il costone
ovest della forcella, poi per una mulattiera si giunge fino
ad un bivio..
-A questo punto, volendo rinunciare alla ferrata, bisogna
imboccare il sentiero a destra dove su di una pietra e'
scritto -SORGAZZA- (si scende 200mt fino al bivio del
sent.327)-
Si sale per ottima strada militare fino ad un colle dal
quale e' visibile in parte la cresta della ferrata.
Si scende e poi si traversa fino ad una forcelletta nei
pressi della quale (versante Val Cia) inizia la ferrata con
una serie di zig-zag attrezzati con corde fisse che portano
ad entrare nel sovrastante canalone pietroso.
Si oltrepassa una forcella e poi si scende per risalire il
versante opposto dove, in corrispondenza di un canalino,
la via attrezzata sale con due balzi di clamere un gradone
roccioso di circa 20mt. (tempo fa si saliva il canalino
all'interno per traversare poi a sinistra, ma recentemente
sono stati messi i gradini di ferro.
Si sale il colle sovrastante per buon sentiero in cresta;
Dalla cresta, panorama sul rif.Brentari e Cima d'Asta.
Proseguendo in cresta, un'altra corda metallica aiuta la
traversata di una lastra di roccia e porta in cima al
costone.La discesa alla forcella sottostante avviene per
facilissime roccette e trincee militari che portano al di
la' della forcella sul versante di Cima d'Asta. Da qui' i
segni proseguono tagliando per sfasciumi rocciosi scendendo
in direzione del lago di Cima d'Asta (est) e salendo poi al
rif.Brentari.
Ore 2 in salita ed in discesa.
Dislivello circa 400 mt. in salita, 150 in discesa.
Non c'e' acqua sul percorso.


SALITA ALLA FORC REGANA (2040 MT) DA REFAVAIE
Sent.390-338
Si tratta di un percorso classico per raggiungere la Cima
d'Asta od il rif.Brentari dalla Val Cia.
Dal rif.Refavaie il sentiero si diparte proprio di fronte ad
esso, al di la' del torrente Vanoi. Bisogna oltrepassare il
ponte verso valle ed imboccare la strada forestale che
costeggia la sinistra orografica della val Cia. Dopo una
cinquantina di metri, sulla sinistra, la mulattiera sale in
mezzo al bosco con ampi tornanti.
Si sale il bosco (il sentiero e' il 390 ma e' privo di
segnaletica) che al 1990 era lavorato da boscaioli per
rimuovere moltissimi schianti.
Si giunge con un dislivello di circa quattrocento metri,
prresso il bivacco forestale Pront (1410mt.) sito presso la
pista forestale che taglia il pendio. Il bivacco non ha
posti letto, ma e' dotato di tavolo, panche e larin. L'acqua
e' nei pressi.
Si prosegue per la pista forestale verso est in discesa
oltrepassando un ponte, la strada compie un tornante, sempre
in discesa , fino a pervenire ad un bivio di strade
forestali. (mt.1290) La strada che scende a sinistra porta
nei pressi del Ponte Serrai ad 1.5km a valle di Refavaie
(chiesetta e parcheggio) ed e' una altra via (piu' corta e
con meno dislivello) per arrivare a questo quadrivio
importante.
La strada forestale che prosegue diritta verso est
attraversa un ponte ed aggira la costa boscosa
interrompendosi poi dopo alcuni tornanti in salita a
mt.1440.
Prima del bivio forestale, a destra, sale il sentiero per il
'Col del Vento' che porta poi alla Cima d'Asta, ed e'
segnato sia sul terreno che come segnavia.
Proseguendo oltre al bivio forestale, diritti verso est, ma
prima del ponte, a destra vi e' il bivio del sentiero 338
che sale la Val Regana.
Si sale per la mulattiera che e' ben battuta e segnata e ,
mantenendosi sempre sulla sinistra orografica (destra
salendo) della valle , per boschi e senza pendenza si
giunge alla radura di Campo Regana di Sopra, (tabella in
legno) dove un tempo sorgevano delle casere. (mt.1510).
All'inizio della radura, verso destra, si diparte un
sentiero che sale sotto il Col del Vento fino al circo
glaciale del 'Cimon d'Asta'.
Il sentiero prosegue in mezzo alle ortiche oltrepassando
qualche radura con erba molto alta e mantenendosi sempre
sulla destra della valle. A quota 1685 mt. il sentiero
oltrepassa la valle sulla sinistra ed a questa quota si
perde anche la poca acqua che scende dalla valle.
Ora si salgono i ghiaioni della alta val Regana mantenendosi
sulla sinistra della valle e con dei tornanti si sale fino
in forcella di Val Regana.(mt.2040)
Sia a destra che a sinistra della valle si possono scorgere
le fortificazioni militari della prima guerra mondiale. Vi
sono postazioni in caverna, due file di trincee sul lato
sinistro della valle (sembrano sentieri) muretti a secco ed
ancora filo spinato arruginito.
Un centinaio di metri prima della forcella, a destra, si
diparte il sentiero 364 che sale la Cima d'Asta e
rif.Brentari ( vi e' un segnavia).
Dalla forcella si puo' proseguire in tre direzioni:
-Verso est si puo' salire il ripido Col della Croce per
sentiero militare (387) e poi scendere lungamente fino a
forc. della Cavallara.
- giu' diritti nella conca boscosa molto aperta si scende in
val Tolva' per il Bualon dela Forzela (parte alta della
valle immediatamente sotto a noi) fino a malga Tolva'.
-Ad ovest un sentiero segnato di recente sale al
Rif.Brentari (2473 mt.) evitando il saliscendi del sentiero
364.
Ore 3.30-4 da Refavaie.
In discesa ore 2 circa.
Dislivello mt.1000 in salita e 150 in discesa.
Acqua: rifornimenti frequenti fino a dove si passa sulla sx
----- orografica. (mt.1685)



 SALITA ALLA CIMA D'ASTA PER FORCELLA SOCEDE
E FORC. CORONON, VALLONE DEI DIAVOLI E FORC.
DEI DIAVOLI
Il percorso non e' segnato su terreno, si svolge quasi
esclusivamente su terreno detritico ed offre una grandioso
panorama sul Coronon e cima Corma, lago del Bus, piu' oltre la
val Cia e la catena dei Lagorai. La faticosita' del cammino su
ghiaione e' largamente compensata dal paesaggio selvaggio, privo
di sentieri, e la possibilita' di fotografare minerali di ogni
genere e talvolta selvaggina.
Dal rif. Ottone Brentari alla Cima d'Asta (mt.2473) si segue
il sentiero nr. 375 che porta verso la ferrata Gabrielli, salendo
fino alla forc. Socede mt.2518 -20 min.- (la forcella e'
completamente trincerata, le fortificazioni salgono verso la
cresta Socede).
Dalla forcella, guardando verso Nord, la depressione piu'
evidente della cresta ed anche la piu' agibile e' la forc.
Coronon, a quota 2537 mt. (non e' riportata sulla carta, ma si
trova tra le quote 2599 e 2591). La si raggiunge tagliando i
ghiaioni in leggera salita verso nord, tenendosi il piu'
possibile sottocroda; talvolta vi e' una esile traccia.- 20 min.-
La forc. Coronon e' indicata su terreno in rosso su sfondo
giallo. Da essa si gode un panorama della cresta Socede e della
sottostante forcella Magna.
Dalla forc. cala un ghiaione limitato verso destra da un
costone di roccette. Bisogna scendere il ghiaione tenendosi a
destra (scendere circa cento metri di dislivello) ed appena
possibile, dove le rocce sono giallo-verdastre (2440 mt), si
aggira il costone risalendo l'altro vallone per un dislivello di
una cinquantina di metri.
NB--- Dal mezzo di questo vallone, sopra a noi di circa 180
mt. di dislivello, in direzione del cimone le cui roccette
sommitali sono da qui' visibili, vi e' la forc.del Canalon
(2670mt) dove passa una via normale per la Cima d'Asta (via
dei Bassanesi). La forc. e' raggiungibile per facilissime
roccette e sfasciumi in circa 20 min.
NB--- La bella forcella con canalino detritico molto
invitante che si vede ad est e pare essere la forcella da
risalire, va evitata, essendo la crestina erbosa verso nord la
prossima quota da risalire.
Dal centro del vallone sopra menzionato , siamo a quota 2480
mt circa, si punta in diagonale verso nord, risalendo la cresta
erbosa e rimontandola sul punto piu' semplice a quota 2550 mt.
NB--- Questa crestina prosegue a nord e termina sulla Cima
Corma (mt.2507) mentre a sud termina sulla Cima d'Asta.
Sotto a noi, il lago del Bus a mt.2288, ad est le creste del
Col del Vento e, tra noi e loro il ghiaione (vallone dei
Diavoli-da G.Busnardo-) che termina con la forc. dei Diavoli.
Si risale verso sud la cresta erbosa fino a dove il passo e'
sbarrato dalle rocce (camminando per circa 150 mt sino a quota
2600 mt.) (facendo il percorso in discesa, questa e la quota da
tenere presente per rimontare la crestina, che e' il punto piu' a
sud dove essa inizia)
Arrivati sotto alle rocce, scendiamo sottocroda verso est
una decina di metri e proseguiamo, dapprima sottocroda rasente ai
nevai, poi tagliando tutto il ghiaione in leggera salita fino
sotto alla parete di roccia (mt.2650) che cala dalla quota
2808mt. ( e' l'ultima e piu' elevata quota delle creste del Col
del Vento che purtroppo non ha nome.)
Effettuando ora una specie di tornante (serve per evitare
le roccette ed il canalino che scende diretto dalla forc. dei
Diavoli che e' piuttosto ripido) si punta verso sud (direzione
del Cimone) risalendo per sfasciumi ancora in diagonale fino alla
forcella dei Diavoli a mt.2700 circa. (da forc.Coronon circa
1.15)
Dalla forcella verso sud si scende per detriti (e talvolta
nevaio) per il vallone fino ad incrociare il sentiero segnato che
proviene da sin. (Col del Vento-a trenta mt. acqua sul sentiero
per il Col del Vento), e subito dopo a quota 2650 mt. si incrocia
anche il sentiero nr.364 per val Regana e rif. O.Brentari. -10
min- Da qui' si risale il bel sentiero militare segnato che porta
in vetta al Cimone in circa 30 min. (in vetta bivacco in muratura
che puo' ospitare 6-8 persone senza brande)
NB--- La discesa consigliata e' la via normale di salita per
cresta ovest e canalone sud cosiddetta 'dei Bassanesi', che,
passando per la forcella del Canalone, permette di rivedere
dall'alto buona parte del percorso appena effettuato.
La discesa suddetta ha inizio giu' per la cresta ovest nei
pressi di una grande piramide di pietre vicina all'osservatorio
Tamagni. (tempo circa 40 min.)
Dislivello in salita circa 550 mt.
in discesa 180 mt.(saliscendi di forcelle)
Acqua: nevai su tutti i canaloni.
----- fusione su entrambi i vers. di forc. dei Diavoli
ore di cammino sola salita: 2.30 circa escluse soste.
Giro completo ad anello ore 3.10 circa escluse soste.


 SENTIERO A.NEGRELLI DA FORC.REGANA AL
RIF.OTTONE BRENTARI ALLA CIMA D'ASTA

Si tratta di un percorso militare ormai andato in disuso e
rimesso in sesto con la promozione di una associazione di
Schutzen. All'agosto 1991 si presenta molto bene scavato ed
attrezzato per qualche metro con catena in ferro.
E' un percorso molto ripido ma che sale con innumerevoli
tornanti, cosicche' non e' eccessivamente faticoso.
E' una ottima scelta per chi voglia fare un giro ad anello
partendo dalla val Malene e salendo la val Regana e codesto
sentiero al rif. O.Brentari per poi scendere la val Sorgazza.
E' inoltre piu' diretto per coloro che vogliono giungere al
rif. O.Brentari da Refavaie, risparmiando un saliscendi di un
centinaio di metri.
Da forc. Regana a mt. 2047 si seguono le ottime indicazioni
per il sentiero A.Negrelli, procedendo in quota verso ovest e
seguendo la ottima segnaletica bianco-rossa.
Ben presto dopo 15 min. si giunge presso un 'fontanello'
manufatto in pietra e cemento con un tubo in plastica che sporge,
esso sara' l'ultimo rifornimento di acqua prima del rif.
O.Brentari.
Si prosegue ed il percorso oltrepassa il fondovalle e
tenendosi al centro del vallone con molti tornanti giunge ad un
ricovero con tettoia ricavato a ridosso di un masso, (puo'
riparare circa due-tre persone).
Sempre salendo a tornanti, il sentiero affronta la pala
erbosa che chiude a sinistra il vallone e si inerpica su di essa
con pendenza moderata ma con moltissimi tornanti, e superando un
canalino roccioso (catena metallica di circa cinque metri) si
porta fino ad uscire verso sud sulla spalla rocciosa chiamata
Forcella della Cresta a 2435 mt.
Di qui' abbiamo di fronte il M.Passetto e possiamo
intravedere il sentiero che proviene da Campagnassa al di la
della valle, grossomodo alla stessa quota.
Aggirata la cresta, si prosegue verso ovest per sentiero su
terreno roccioso ed erboso, ma sempre ben segnato. Esso aggira
una valletta franosa per giungere alla forcella del passetto a
mt.2498 (segnaletica su palo). Bivio per Campagnassa e Sorgazza
per sentiero nr. 386 verso sud.
Dalla forcella del Passetto in direzione nord-ovest si
scende per circa venti metri e si risale il versante opposto
continuando per terreno roccioso (ometti) uniforme e con
segnaletica decisamente piu' sbiadita con qualche piccolo
saliscendi fino al rif. O.Brentari. a 2475 mt.
Dislivello mt. 400
acqua: al fontanello.
tempo ore 1.20 circa


 TRAVERSATA DAL RIF.OTTONE BRENTARI A REFAVAIE
PER LE CRESTE DEL COL DEL VENTO

Si tratta di un bellissimo itinerario segnato dal CAI-SAT
che si sviluppa interamente per mulattiera militare.
Esso offre un completo panorama sia sulla val Regana che
sulla val Cia per le numerose finestre che si aprono sul
percorso. La discesa di oltre millesettecento metri offre una
varieta' floreale e di paesaggio che e' in continuo cambiamento:
dalle rocce nude con muschi dei 2600 metri ai baranci dei 2000
metri fino alla lussureggiante vegetazione alpina dei 1500
metri. Grande e' la possibilita' di incontrare specie
faunistiche.
Il percorso e' consigliato alle persone che abbiano
dimistichezza con le vie ferrate, non perche' il percorso
presenti obbiettive difficolta' alpinistiche, ma per i tratti
esposti che vengono percorsi da questa grandiosa opera
militare scavata per il cinquanta per cento nella viva roccia.
I numerosi saliscendi che impone il tracciato fa si che si
arrivi in pratica alla fine delle creste (sopra Refavaie) ancora
con una quota di 2300 metri, dopodiche' il sentiero precipita a
valle ma sempre con pendenza da mulattiera.
Il percorso e' costellato da posizioni di guardia sulle
forcelline che appaiono fortificate: con probabilita' si trattava
di opere di seconda linea di difesa, mentre la prima linea di
fuoco era sul versante opposto della val Cia, sotto i Lagorai.
La particolare cura nel costruire gradinate con enormi massi
e la pendenza costante dell'itinerario lasciano supporre che vi
passassero i muli carichi di rifornimenti. In pratica era la
strada di servizio delle creste del Col del Vento, che , assieme
alla cima d'Asta ed alla cresta Socede e Cengello erano un
formidabile baluardo naturale per l'avanzata austriaca.
DESCRIZIONE TECNICA
-------------------
Dal rif.Ottone Brentari mt.2473 si segue verso nordest il
sentiero nr.364 che ci porta a superare la spalla della cresta
che scende da cima d'Asta in prossimita' di una ex casermetta
militare (mt.2680) dove si scende per sentierino giu' nel grande
anfiteatro detto Laste' dei Fiori che si taglia completamente
verso nord fino ad arrivare ad un bivio (mt.2650)
Il sentiero e' sempre segnato con segni bianco-rossi ed a
questo bivio si diparte in salita il sentiero che in 30 min. sale
la Cima d'Asta. Il sentiero nr.364 a questo punto cala giu' nel
Laste' dei fiori verso un laghetto, quindi dobbiamo abbandonarlo
per seguire l'indicazione per il Col del Vento.
Si oltrepassa ,proseguendo ad est, la valletta che scende
dalla forcella dei Diavoli (sita tra la Cima d'Asta e la quota
mt.2808 senza nome) e qui' vi e' in genere acqua di fusione
proveniente dal nevaio superiore. Poi si salgono le roccette
della spalla che scende dalla quota mt.2808 sempre seguendo i
segni che sono sempre ben visibili.
Rimontata la spalla, il tracciato piega a nord, puntando in
direzione del Col del Vento. (la spalla appena rimontata finisce
con due belle cime ad est quotate 2617 mt. che precipitano in val
Regana).
Si scende una cinquantina di metri di dislivello (tenendosi
alla sinistra del grande vallone -laghetto- che scende giu' a
Campo regana di Sopra) , fino ad un bivio con il sentiero che
risale detto vallone.(vecchi segni bianco-rossi che calano giu'
ripidi ad est verso il lago)
Il bivio e' caratterizzato dal una piazzola massicciata
militare dove probabilmente si ergeva una costruzione-baracca ed
il nostro itinerario ora risale tagliando una costa ed
affacciandosi ad un bel vallone delimitato a nord da belle torri
di granito e con un laghetto ghiacciato nel fondo. Si scende per
ottima mulattiera con massicciate e si raggiunge il laghetto
(mt.2553 -acqua sul sentiero). Di fronte a noi il Col del Vento e
si puo' vedere anche il sentiero che taglia il suo ripido costone
erboso.
Dal laghetto si aggira verso sinistra con un passaggino un
po' delicato (sentiero in parte franato ed esposto) la spalla
rocciosa.
Il sentiero da qui' e' molto esposto e si prosegue in
direzione nord e con molti strettissimi ed esposti tornanti si
cala giu' alla forcella del Col del Vento mt.2500. (Il sentiero
in questo tratto e' completamente scavato su roccia con
massicciate di pietra e supera una parete di roccia in modo
esemplare, lasciando stupefatti per l'audacia del manufatto che
pur sempre e' molto largo e ben percorribile)
La forcella del Col del Vento e' fortificata ed offre un
bellissimo scorcio sul lago del Bus (2288 mt.)ed il Vallon dei
Diavoli. E' visibile molto bene anche la cima Corma. La
forcella e' percorribile verso il lago del Bus.
Ora la mulattiera sale qualche metro e poi ridiscende per
grandi gradoni e taglia tutta la costa del col del Vento per
sentiero su fondo erboso. Si aggira una costa e si scende per
ghiaioni, ma il sentiero da questo punto effettua tutta una serie
di saliscendi, affacciandosi due volte a due forcelle che danno
un bel panorama rispettivamente nella valle del Bus Nero e poi
sulla valle della Busa dei Morti (...i luoghi pero' sono
bellissimi).
Ancora con qualche saliscendi alfine si aggira una costa a
circa 2350 metri e si perviene ad una costruzione in pietra
diroccata, appoggiata alla montagna, forse una casermetta.
NB---Poco piu' avanti, un sentiero trincerato aggira la
costa verso ovest e termina con una posizione fortificata scavata
nella roccia a mo' di osservatorio.
Dalla casermetta diroccata ora il sentiero, con molti
tornanti ed infilandosi nella vegetazione che comincia a farsi
vedere, cala nel versante della val Regana e, dopo un dislivello
di circa duecento metri, sempre scendendo a zig-zag , si supera
un salto di roccia di circa 3 metri (cordino di ferro precario
con chiodi saltati via all'agosto 1991) .Il salto di roccia
presenta difficolta' di terzo grado non volendo aiutarsi con il
cordino, ma non e' esposto.
Sempre in mezzo alla vegetazione che ora e' anche di mughe,
si cala con tornanti fino alla quota 1900 mt. dove vi e' un bel
pianoro e si cominciano a contare i primi pini e larici.
Ora il sentiero, con pendenza militare classica e con una
quantita' indescrivibile di tornanti (il fondo del sentiero da
qui' e' morbido ad aghi di pino, bellissimo da percorrere) cala
per ben 550 mt. fino a raccordarsi con il bivio di piste
forestali a quota 1330 mt. -Fontana naturale con acqua al bivio-
Questo bivio presenta una pista che verso sud sale verso
malga Vallisella di sotto aggirando una costa boscosa. (porta
anche al sentiero per Val Regana)
Altra pista sale verso nord-ovest verso il vicino bivacco
Pront (mt.1400 -cucina e tavolo con panche -senza brande 20 min.)

La pista che scende porta con tornanti e con un dislivello
di trecento metri alla chiesetta (mt.1060) sulla strada asfaltata
che dista 1.5 km dall'alberghetto di Refavaie (telefono).
Qui vi e' un posto da pic-nic.
Dislivello in salita circa 400 mt.
Dislivello in discesa circa 1800 mt.
Ore 4 circa dal rifugio
Acqua: bivio del sentiero sotto il Cimone a quota 2650 mt.
----- laghetto di quota 2553 mt.
bivio piste forestali a 1330 mt.



GIRO AD ANELLO DA MALGA SORGAZZA:
VAL VENDRAME-CENGIELLO- VAL DI FUMO

Sentieri 360-373-380
Dislivello mt.1000 circa
Acqua: frequente salendo la val Vendrame
frequente scendendo la Val di Fumo
Tempo: circa 5-6 ore escluse le soste.
Il percorso si snoda tutto su mulattiere militari, alcune
ancora in perfette condizioni, altre, come quella della Val di
Fumo, in rapida cancellazione data la rigogliosa vegetazione del
fondovalle.
Il percorso tocca la forc.delle Buse Todesche a 2309 mt. la
forcella Nord del Cengello a 2280 mt. ed e' di grande
panoramicita' sulla val Malene, Cima d'Asta e val Campelle.
Molto interessante anche dal punto di vista storico in
quanto le mulattiere si snodano sulle prime linee italiane della
prima guerra mondiale.
Piuttosto insolita e' la camminata sul lastricato granitico
che caratterizza codesti sentieri militari e che rende piu'
faticosa il percorso.
Percorso: da Malga Sorgazza a f.delle Buse Todesche
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Da Pieve Tesino per Val Malene (12 km) fino a M.Sorgazza per
rotabile asfaltata.
Da Malga Sorgazza (bar-agriturismo) a mt.1450 si prosegue
per la val Sorgazza oltrepassando il bacino artificiale ed il
monumento ai caduti di guerra. La strada sale dolcemente in mezzo
al bosco di pini, dopo 20 minuti circa, dopo aver oltrepassato un
ponte in legno (40 mt.a sinistra) a quota 1540 mt. si diparte la
mulattiera della Val Vendrame.(segnavia sul muretto nr.360) che
si inoltra decisa nel bosco di pini.
La mulattiera sale con pendenza sempre costante con molti
tornanti superando il salto di roccia e la cascata di acqua che
sbarra il fondovalle mantenendosi sempre sulla destra
(sin.orografica) del torrente.
A quota 1890 il sentiero diviene piu' dolce e corre in piano
oltrepassando (senza perdere quota) un'avvallamento di una
cinquantina di metri dove si inabissa un torrentello. Questo
avvallamento e' formato da una grande frana di massi granitici
precipitati chissa' quando dalla Cima Segura, (mt.2234) che
salendo possiamo notare alla nostra sinistra.
Si oltrepassa il fondovalle e la mulattiera si inerpica per
la costa morenica a sinistra della valletta, superando talvolta
qualche passo dove il sentiero e' franato. Guardando dalla costa
giu' in fondo alla val Vendrame, sotto alla bella e verticale
parete nord della Cima Segura, possiamo scorgere un pianoro
verdeggiante con la piazzola di atterraggio per
elicotteri.(mt.2000 circa)
(Ora si notano bene le creste che scendono dalla cima Segura
a forc.Orsera e proseguono per la Cima Orsera verso forc. delle
Buse Todesche che pero' si vedra' solo all'ultimo momento.
Diritti sopra a noi, La Tombola Nera 2413 mt.)
Si prosegue con tornanti su per la costa erbosa fino a
pervenire al bivio con il sentiero nr.373 nei pressi di una
caseretta diroccata, a mt.2264.
Qui', una grande caverna ad una cinquantina di metri verso
nord per il sent.373 puo' offrire riparo in caso di maltempo.
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NB--- Altri segnavia si vedono verso sinistra, sulla costa,
ma sono illeggibili. A circa trenta metri dal bivio, in direzione
nord (forc.Magna) vi e' una bellissima fontanella (opera di
guerra): sul sentiero superiore vi si trova la cisterna
dell'acquedotto, mentre la fontanella sgorga sul sentiero
inferiore a distanza di circa 10 mt.
NB---Il segnavia precedentemente superato indica verso sud,
ed e' ben visibile, la mulattiera che, oltrepassando il vallone
della forcella con un saliscendi, porta alla forc.Orsera e
forc.Segura nr.373. (1 ora circa)
Inoltre, da qui',Salendo su per tornanti, una mulattiera
sale la Tombola Nera (2413 mt.) che raggiunge con un dislivello
di 200 metri. Il sentiero poi prosegue per le creste verso il
m.Cengello (mt.2439)
Altro sentiero segnato (nr.373), dapprima in piano poi in
leggera salita, corre in direzione nord, verso forc.Magna, e
sara' il sentiero che verra' poi descritto sino alla forc.nord
del Cengello.
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Per raggiungere la forcella delle Buse Todesche bisogna
salire verso sud per circa trenta metri, raggiungendo i segnavia
illeggibili e proseguendo per bella strada militare con muro di
sostegno in condizioni sorprendentemente buone che porta fino in
forcella.
La forcella, nel periodo bellico era fortificata, lo
dimostrano i trinceramenti che salgono sia verso Cima Orsera che
verso La Tombola nera, e la finestra in cemento di una postazione
di mitraglia. Poco prima della forcella vi sono degli spiazzi che
indicano chiaramente la presenza di baraccamenti.
Dalla forcella delle Buse Todesche (mt.2309) si gode un
bellissimo panorama sulla val Campelle, malga Conseria, malga Val
Sorda e la sottostante Val d'Inferno con i suoi laghetti di
origine glaciale.
A destra possiamo ammirare il M.Cengello, visto da qui'
sembra un panettone.
Dalla forcella scende il sentiero nr.360 che porta a malga
Caldenave (mt.1792) e quindi al rif.Carlettini in val Campelle.
Si dipartono inoltre le trincee sia per le creste della Cima
Orsera sia per le creste della Tombola nera, e sono percorribili
anche se non segnate su terreno.
Proseguimento: da f.delle Buse Todesche a f.Nord Cengello
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Dalla fontanella prima della forc.delle Buse Todesche si
prosegue per la mulattiera verso Nord, superando una caverna e
salendo un tornante ci si porta sulla spalla dalla quale si gode
un bel panorama della Cima d'Asta e forc.Magna.
Il sentiero ora, talvolta in piano, con qualche dolce
saliscendi taglia tutta la costa est della Tombola nera e del
M.Cengello, pervenendo in circa 45 minuti alla forcella nord del
Cengello .Durante il percorso, si nota, evidente, la mulattiera
che cala in val di Fumo.
Lungo questo tratto si incontrano due bivi:
un sentiero (dopo 15 min.circa) che sale il crinale della
Tombola Nera con pendenza costante, si notano evidenti le
massicciate, ma bisogna andare diritti e non effettuare il
tornante.
Altro sentiero scende dolcemente (dopo circa 25 min) verso
la val di Fumo e raggiunge la mulattiera a quota 2160 mt.
Dobbiamo evitarlo imboccando la diramazione in salita.
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La forcella Nord del Cengello ( mt.2320) e' caratterizzata
da grandi opere militari in caverna. Si puo' subito notare una
grande caverna alla quale si accede per una scalinata (quasi
architettura ecclesiastica): essa e' profonda una trentina di
metri e presenta finestra che guarda la val Conseria con i
giaroni del Cengello. Altra finestra di destra e' crollata.
Altre caverne con finestre si trovano piu' avanti, verso
nord, in direzione Lasteati, sul filo di cresta.
Un sentiero sale la forcella con guglia ad est del
M.Cengello e da qui' il monte stesso.
Un altro sentiero taglia scendendo i ghiaioni del vallone
verso la val Campelle e passando sotto i M.Lasteati scende in
direzione del passo Cinque Croci.
Dalla Caverna piu' grande, quella con la scalinata, scende
(segnavia su masso) la mulattiera della val di Fumo, mentre
prosegue circa in quota il sentiero n.373 ed un altro sentiero
sale ripido verso le trincee del filo di cresta.
L'acqua e' presente giu' per la val di Fumo, una cinquantina
di metri di dislivello, al centro del circo ghiaioso.(5 minuti).
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Percorso: dalla f.Nord del M.Cengello a malga Sorgazza
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L'itinerario scende la val di Fumo, essa si snoda dalla val
Sorgazza in direzione est-ovest e termina ed e' chiusa dalla
parete est del M.Cengello.
Questo percorso non e' segnato su terreno.La mulattiera
tuttavia ad esclusione della parte piu' bassa sommersa dalla
vegetazione, appare sempre evidente per il lastricato molto ben
costruito.
Dalla Caverna presso la forcella si cala giu' per sinistra
del vallone per mulattiera militare che va attentamente seguita,
in quanto i segni su terreno non esistono.
Con qualche tornante si cala giu' verso il fondo del circo
detritico (acqua), lasciando perdere la mulattiera che proviene
da sinistra (da dietro il costone.)
Dal fondo del circo detritico la mulattiera sembra saltar
giu' nella valle, ma essa e' sempre ben evidente e lastricata.
Scendiamo con molti tornanti fino a quota 2160 mt. dove
c'e' un bivio: verso sud si sale dolcemente verso la Tombola
Nera, incrociando il sentiero nr.373 (a meta' strada circa tra
la f.Nord del Cengello e f. delle buse Todesche.)
Noi effettuiamo il tornante scendendo giu' ancora per la val
di Fumo.
Il percorso segue quasi sempre parallelo il torrente,
dapprima tenendosi alla sua sinistra orografica e poi
attraversandolo e proseguendo sempre con tornanti e pendenza
classica militare.L'acqua non manca mai di certo.
Si oltrepassa anche un pascolo con una baracca in legno
addossata ad un masso (1850 mt) , ma la mulattiera a questo punto
gira decisamente a destra aggirando il colle in mezzo all'erba
che in estate inoltrato e' piuttosto alta.
Se la giornata lo permette, e' sempre visibile la strada per
forc.Magna sulla sinistra, che e' utile per avere un riferimento
visivo.La mulattiera finisce poi in corrispondenza della prima
curva per salire verso forc.Magna, sulla strada militare
(sent.nr.380) Segnavia su un masso . mt.1800 circa.
La discesa richiede circa 1 ora. ( 500 mt. di dislivello)
Non e' possibile correre a causa del lastricato granitico in
mezzo all'erba che rende il cammino accidentato.
Dal bivio si prosegue in discesa scendendo la val Sorgazza
per la strada militare.
Si supera a mt. 1647 la teleferica con baracca che serve il
rif.O.Brentari (bivio con sent. 327 per il rifugio) e proseguendo
sempre in leggera discesa si oltrepassa il bivio di quota 1540
mt. della Val Vendrame (che avevamo prima salito) e superato il
ponticello si arriva in un quarto d'ora alla Malga Sorgazza.
(1450 mt).



     DA STRIGNO AL BIVACCO ARGENTINO VANIN

Il percorso ha inizio a Strigno, ove vi e' la casa di Ottone
Brentari, alpinista e descrittore ottocentesco dei monti del
trentino.
Per strada rotabile da Strigno si raggiunge la localita'
Tomaselli dove si prende la strada di sinistra che porta a
localita' Samone e quindi al vivaio Lunazza dove vi e' un
ristoro-bar.(mt.916)
Da Lunazza si diparte una pista forestale che si segue con
molti tornanti fino al bel Maso Pra' Fiscali a mt.1434.
Questo maso presenta una casera in ottime condizioni, con
possibilita' di accendere fuoco e pernottare. Vi e' una fontana.
Poco distante, (300 mt) ad est si scende a casera Tizzon,
anch'essa in buone condizioni.
Si prosegue su per il prato fino ad aggirare la costa ,
quindi ci si immette nel bosco ed in salita si perviene ai prati
sovrastanti il Maso dove vi e' una area adattata a pic-nic e vi
e' un'acquedotto.
Il sentiero, dalla casera, non e' segnalato dal CAI-SAT ma
e' molto battuto. Esso era mulattiera militare ed e' sempre
evidente, proseguendo nel bosco, talvolta anche rifinito con
acciottolato, laddove la pendenza aumenta.
Dopo molti tornanti si lascia sulla sinistra il Baito del
Cacciatore che pero' non e' evidente dal sentiero.
Si supera una spalla ove un tempo vi era una casera,
(ortiche e lamponi) e si perviene ad una sorgente che sgorga a
destra del sentiero a quota 1750 mt.
Oltre alla sorgente vi e' un bivio con un sentiero che
prosegue diritto verso una valletta in leggera discesa. Noi
seguiremo la diramazione di destra, che passa sotto ad una
roccia, con un tornante.
Si giunge ad un grande roccione granitico posto a terrazzo
che offre un bel panorama della val Sugana. Da qui' possiamo
scorgere, in alto a destra, le guglie e le roccette terminali del
M.Tauro. (Sotto alle roccette e' sito il biv.Argentino Vanin)
Si continua volgendo a sinistra ed in breve si giunge alla
forcella del Dogo. Essa e' pratosa e molto ampia. Qui' il
sentiero diviene scarsamente visibile. Alla sinistra del Dogo vi
e' una cava di quarzo. Si prosegue diritti verso il punto piu'
basso della forcella, per prato, e la si oltrepassa di qualche
metro, incrociando la mulattiera che sale da malga Primalunetta
verso il bivacco. (segnavia cai-sat sent. 333)
Si sale ora sottocresta seguendo il tracciato di trincee e
con un paio di grandi curve si perviene al Biv. Argentino Vanin
mt.2100. Sopra il bivacco, in cresta, le fortificazioni delle
creste di Ravetta e M Tauro.
Il Bivacco non ha acqua a disposizione, poiche' l'acquedotto
che sale verso le creste di Ravetta e' secco (ago-1990).
Eventuale acqua bisogna portarsela sullo zaino.
Il bivacco offre sei posti letto, cucina. fornello a gas, e'
corredato di pentolame, vi e' legna in abbondanza con
attrezzatura per segare e tagliare.
Da Lunazza ore 3-3.30 circa.
Dislivello mt. 1200
Acqua: Maso Pra' Fiscali: fontana
------ a quota 1750 vi e' la sorgente


TRAVERSATA DAL BIV.ARGENTINO A FORC.MAGNA

SENT.332-328-373
E' un percorso tutto sopra i 2000 mt. per sentieri e
mulattiere di guerra (1916-18) in ambiente di grande
panoramicita' attraverso le creste del sottogruppo di Rava.
Il percorso e' disseminato di trincee alcune ancora in
ottimo stato, caverne, ricoveri militari ed opere di
fortificazione che testimoniano i combattimenti della prima
guerra mondiale.
Dal Bivacco Argentino Vanoi (mt.2100) si prosegue
costeggiando l'acquedotto (secco nel 1990) per traccia molto
esile verso nord-est seguendo i segni bianco-rossi ed a
meta' costa si abbandona l'acuedotto puntando direttamente
in cresta del M.Tauro (2266). Sulla cresta vi sono caverne
di mitragliatrici e sottocresta, ad est, i ruderi dei molti
baraccamenti militari.
Si prosegue per la mulattiera che dal filo di cresta punta,
mantenendosi in quota, verso sinistra (nord), passando sotto
alle fortificazioni del M.Primaluna fino a forcella
Ravetta.(mt.2219)
Qui' vi e' un segnavia che indica quattro direzioni:
-Il sent.360 che proviene dal M.Tauro dal quale siamo
arrivati.
-Il sent. 332 che scende a sud nella conca erbosa dove vi
sono le malghe Ravetta di sopra, Ravetta di sotto, malga
Rava di sopra(laghi) e malga Rava di sotto. Esso prosegue
per la valle del Rio Gallina.
-Il sent.332 che scende a nord per la Val di Ravetta a malga
Caldenave.
-Il sentiero 332 che prosegue in quota verso est fino al
Forzelon di Rava.
Si prosegue per quest'ultimo sentiero, dapprima in piano ben
battuto, poi con qualche tratto incerto ma con
segnaletica sempre evidente. Si sale tagliando la costa
passando sopra al lago Grande e sotto alla Cresta Ravetta,
fino a pervenire diagonalmente alla sella piu' a nord del
Forzelon di Rava. mt.2397.(Vi sono due selle distanti tra di
loro un centocinquanta metri).
Dalla sella nord una mulattiera sale verso la Cima Trento
(nord).
Noi proseguiamo in cresta a destra verso sud fino alla sella
sud seguendo trincee e muretti. (tre minuti).
Alla sella sud del Forzelon di Rava vi e' un Quadrivio che
pero' non e' indicato dalla segnaletica, ma le tracce sono
molto evidenti: guardando il Cimon di Rava mt.2436 a sud,
seguendo il sentiero che scende a destra nel vallone (365)
scendiamo al lago di Mezzo e Malga Rava di Sopra.
Seguendo il sentiero che costeggia i ghiaioni a sinistra
del Cimon (in leggera salita) (nr. 366) possiamo scendere
alle malghe Fierollo.
Noi scenderemo direttamente dalla sella sud verso la
evidentissima piazzola con gradini che e' stata costruita
dai militari sotto il Forzelon di Rava ad est, nei pressi di
un laghetto (ora secco). Dobbiamo quindi abbassarci di circa
venti metri ad est. Segni rosso-bianchi.
Qui' inizia una comodissima mulattiera (328) che scende
verso est, aggirando la Cima Trento e pervenendo alla
forc.Quarazza o Forzelin dei Partigiani (mt.2309)
Prima di giungere in forcella vi e' un sentierino, che sale
su a sinistra ed e' segnato in giallo, che porta alla cima
Trento.
Dal Forzelin dei Partigiani si puo' godere un bellissimo
panorama sulla Cima d'Asta, e giu' il lago artificiale di
Costa Brunella , sotto vi e' il torrente Grigno in localita'
Sorgazza.
Al di la' della forcella si prosegue in quota e si
oltrepassa il bivio del sent. 328 che scende verso il lago.
Si possono notare le abitazioni di servizio e custodia Enel
che sono sempre abitate.
Ora il sentiero (373) punta verso la forc.Segura (2439) che
si vede poco distante a Nord. Si sale per mulattiera fino a
pervenire in forcella , ma il sentiero non scende dalla
parte opposta, (vallone ghiaioso con ruderi di una
costruzione), bensi' sale ancora a sinistra fino in cresta
per una cinquantina di metri pervenendo ad una spalla
erbosa di grande panoramicita'.
Questa spalla sovrasta la Val Orsera ad ovest; sotto di noi,
a nord, la forc.Orsera con la val Vendrame che scende a
Nordest. (piazzola elicotteri). Si scorge a nord la
bellissima strada che taglia il pendio scendendo dalla
Forc.delle Buse Todesche verso la val Vendrame.
La descrizione del tratto che segue, fino alla forc.Orsera,
e' il tratto alpinisticamente piu' bello del percorso.
Il sentiero ora diviene veramente ardito. Esso scende con
numerosi stretti tornanti la spalla erbosa molto
ripidamente. E' talvolta intagliato nella roccia ed e' molto
aereo, pur rimanendo sempre largo e facilmente agibile.
Un canalino roccioso molto stretto, attrezzato dai militari
con scalini, scende quasi verticalmente fino ai ghiaioni
sottostanti.
Si prosegue ora per mulattiera fino alla forc.Orsera
mt.2306 fortificata con trincee ed appostamenti di
mitragliatrici in galleria. Vi e' appunto una caverna che
puo' offrire riparo in caso di temporali improvvisi.
Ad ovest in basso si puo' notare , in val Vendrame, la
piazzola di atterraggio per elicotteri e la mulattiera che
la sale. Val Orsera non presenta sentieri che salgono in
forcella, la risalita, comunque, non dovrebbe presentare
difficolta' fino in forcella dove vi e'una fascia di rocce
granitiche terminali che sono facilmente aggirabili. (40mt)
Il sentiero prosegue attraversando verso nord sotto la Cima
Orsera (2471) e la Cima delle Buse Todesche (mt.2413) e
traversa scendendo e risalendo la valletta che porta alla
Forcella delle Buse Todesche (mt.2309) incrociando la
mulattiera con un bellissimo muro di sostegno che scende
diagonalmente verso la val Vendrame e che gia' si era notata
fin da forcella Segura.
La forc. delle Buse Todesche porta verso nordovest al Baito
Lastei e quindi a malga Caldenave. (sent.360)
Si scende verso destra fino ad un bivio: segnavia
illeggibile sulla costa, piu' sotto segnavia nuovo. Il
sentiero 360 cala in val Vendrame, mentre il sentiero 373
prosegue verso Nord dapprima in pianura, poi in leggero
saliscendi.
Al bivio di questi due sentieri, vi e' una sorgente di acqua
con una piccola gronda che pero' non e' evidente. Bisogna
imboccare per qualche metro il sentiero 373 per trovarla.
Pozze d'acqua sono presenti anche un centinaio di metri
sotto il bivio.
Si prosegue per il sentiero 373 sempre molto ampio e segnato
bene, ad un tratto si presenta un bivio con la mulattiera
che scende ad ampi tornanti verso la val di Fumo; imboccare
la mulattiera che sale a sinistra e che poi porta fino sotto
alla forcella nord del M.Cengello. Qui' vi e' un bivio in
corrispondenza di una profonda caverna di guerra che e'
accessibile con una gradinata: il sentiero che scende cala
in val di fumo, mentre e' possibile salire la forcella per
un sentiero che cala nel versante nord ovest verso i laghi
Lasteati. Aggirando la costa la mulattiera si avvicina alla
cresta ed un segnavia indica, salendo a sinistra in cresta,
il ricovero del Ten.Calvi.(lapide)
Il ricovero del Ten.Calvi e' raggiungibile percorrendo le
trincee in ottimo stato che aggirano la quota 2408 dove vi
e' una croce ed un sasso a somiglianza di una Madonnina.
Continuando verso forc.Magna ed aggirando in discesa il
costone si perviene al ricovero del Ten.Cecchin con una
lapide commemorativa.
In breve per ampi tornanti si scende al laghetto di
forc.Magna (2165mt.) (gallerie) e giu' ancora fino a
forc.Magna (2117mt.), percorrendo questo ultimo tratto, la
mulattiera diviene talmente larga da essere anche rotabile.
Da forcella Magna sono possibili i seguenti itinerari:
(Segnavia sulla forcella.)
-Traversata a sinistra verso il passo 5 Croci per sentiero
nr.326.
-Discesa a malga Socede Alta (Biv. della Forestale) in alta
Val Cia per un sentiero segnato che scende tagliando il
pendio a destra della valle verso nord.
-Discesa per sent. nr.380 a malga Sorgazza.
-Salita a nordest al Rif. Ottone Brentari (rif.C.d'Asta) per
sentiero nr.327 (saliscendi)
-Salita a nordest per sentiero in parte comune al precedente
al rif.Ottone Brentari (rif.Cima d'Asta) per ferrata
(sent.375) attraverso P.ta Socede per le creste.
Circa 7-8 dal biv.Argentino Vanoi
Percorso inverso stesso tempo.
Dislivello circa mt. 600 in salita ed altrettanti in
discesa.
Acqua: sotto forcella delle Buse Todesche vers. v. Vendrame.
----- forc.Magna (laghetto)


Escursione ai laghetti Bella Venezia
 (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Una escursione in ambiente poco frequentato, per sentieri militari della grande guerra, con alcune divagazioni esplorative delle postazioni di guerra ormai sommerse dalla vegetazione.
Si inizia dal Rif. Spiado, oltre il quale non è possibile proseguire con l'auto senza un permesso comunale. Si compiono un paio di tornanti e si seguono le indicazioni per la Malga Fierollo di sotto che si raggiunge in circa 1 ora di cammino.Si prosegue per sentiero n.366 che porta alla malga Fierollo di sopra e prosegue per i laghetti della Bella Venezia ove vi è un Bivacco in Muratura (sempre aperto)

Il sentiero 369 poi ci porta al passo Fierollo (grande muraglione).La nostra traccia porta in vetta al Monte Fierollo con deviazioni in cresta per vedere tutta una serie di fortificazioni militari della grande guerra.Si discende poi ancora per sentiero n.369 che porta con innumerevoli tornanti sino alla pista forestale.
NB: noi abbiamo parcheggiato -con permesso comunale- alla Malga Fierollo di Sotto, la traccia GPS inizia e finisce qui.
Cartografia: 4LAND n.113-Lagorai-Cima d'Asta GPS-WGS84 1:25000
Circa 4-5 ore per il percorso dal Rif. Spiado


 
 
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