Rifugio 7° Alpini - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

Vai ai contenuti

Menu principale:

Rifugio 7° Alpini

Dolomiti > Dolomiti bellunesi > Schiara Sud - Rui Frèt
                                                                  AL rifugio 7° Alpini
                                     
      Il rif. 7° Alpini (m.1498) costruito nel 1951, proprietà del CAI di Belluno

----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------




  Dai pressi di forc. Monpiana: M.Schiara, M.Pelf e rif. 7°Alpini


Ingrandimento della foto sopra

  
 La Cappella 'Regina alpinorum' (all'interno una statua donata da papa Pio XII) e le lapidi a ricordo degli alpinisti scomparsi.
  
 Prima della costruzione del rifugio, l'unico ricovero al Pis Pilòn era la spartana baracca del pastore Gelindo Guardiano detto  'Mariano' sita ove oggi c'è la cappella. (foto da 'La S'ciara de Oro' di Piero Rossi)



                La Gusèla del Vescovà (anticamente Pònta de Prièta) a dx (rosso) il Biv.Dalla Bernardina


Il giorno della inaugurazione del rifugio nell'estate 1951: Una cartolina di Dino Buzzati alla sua guida preferita Gabriele Franceschini (rit. da: FRANCESCHINI GABRIELE 'Vita breve di roccia').


  Articolo sul Corriere della Sera scritto da Dino Buzzati per l'inaugurazione del Rif. 7°Alpini



"S’inaugura il nuovo rifugio alla Schiara proprio sotto la grande muraglia: sarà una magnifica giornata.
Se ne parlava da almeno trent’anni; la Schiara per Belluno è la massima corona; da quella parte si apre la strada verso altri bellissimi gruppi di montagne.
Da Belluno la parete dello Schiara si vede in tutti i suoi particolari, quando ci batte il sole ha l’identico colore delle Dolomiti più famose: coi gialli appicchi, le sottili cenge orizzontali di ghiaia bianca, i tetri camini, e poi le crode nude e acuminate e, sulla cresta, la Gusela del Vescovà, l’esile guglia.
In certi giorni sembra di vedere sulla cima un puntino nero e allora si dice: c’è appollaiata un’aquila.
E la notte dormire dove?
I pastori sono brava gente che non dicono mai di no. Ma la loro malga in località di Pis Pilon 
era veramente desolante.
Per questi è bastata una notizia sola: che il rifugio avrebbe portato il nome del VII Alpini alla memoria dei caduti del reggimento. Perché la patria del VII è Belluno… Dino Buzzati"





                                 Anello per Rifugio 7°Alpini e ritorno per Casera Medassa
                                            (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Escursione ad anello molto panoramica sul gruppo del M.Schiara: per il rifugio 7° Alpini scavalca la forcella
 Pis Pilon e cala alla Casera-Bivacco Medassa ritornando poi al bivio di Ponte Mariano. (parte dell'alta via n.1 di Piero Rossi e Toni Hiebeler)

        
Lapide sul piazzale di Case Bortot a ricordo di Mario Brovelli, Toni Hiebeler e Pero Rossi, alpinisti ed ideatori delle alte vie delle Dolomiti. Sulla targa in bronzo è scritto: - Da quì ci suggerirono la via della montagna.
Sulla Schiara la Via Hiebeler-Gross sul torrione Agnoli è una delle più impegnative aperte dal rocciatore tedesco.


                                               Traccia GPS reale riportata suIGM-25000

 L'itinerario inizia a Case Bortot (Parcheggio-Ristorante bar) seguendo il sentiero n.501 che con un saliscendi di circa ottanta metri porta al primo ponte: Ponte Mariano-ore 0.45.
Si sale ora per ampia mulattiera superando ancora due ponti in cemento e salendo l'ultimo colle (Il Calvario) che porta al rifugio 7° Alpini (biv.invernale). ore 2.15 dal ponte Mariano.
Dal rifugio si prende verso est per sentiero n.505 che passa rasente ad uno sperone di roccia (palestra di roccia) e quindi si inerpica alto per pale erbose e con qualche passaggio provvisto di corde fisse cala poi nel canalone della forcella Pis Pilòn. (neve fino a luglio)

   
  Il rif. 7° Alpini (Adelio) con la forc. Pis Pilòn innevata anche a fine giugno.

Si sale evitando la neve sul bordo della dx orografica e poi con qualche stretto tornante sino alla forcella. (ore 1.15 dal rifugio.) Oltre la forcella dopo aver percorso circa cinquanta metri si incontra il bivio con il sentiero n.511 che cala inizialmente ripido, poi traversando le coste erbose scende a tornanti sino al Biv.Medassa che è sito sotto ad un roccione. (0.45 dalla forcella). Dalla Medassa si scende seguendo le indicazioni per sentiero ben battuto (superando una fontana d'acqua dopo circa 10 minuti) ed a tornanti ci si ricollega ad un sentiero che proviene da Cas.Palazza in località Maiolere, poi al sentiero n.507 che proviene da forc.Tanzon e Cas Palazza. Da quì si traversa sino a ricongiungersi al bivio di Ponte Mariano e quindi si ritorna per stessa strada fatta al mattino sino al Park di Case Bortot, ore 2 dal biv.Cas.Medassa.

Ore 7 escuse le soste - dislivello complessivo m.1250 - sviluppo km.15.5
Cartografia Tabacco 1:25000 GPS-UTM n.24
Ulteriori informazioni:
http://www.caibelluno.it

   Le Pale del Balcòn e la Gusèla del Vescovà. I cerchi indicano il Biv. Sperti (al centro) e Biv. Dalla Bernardina

                     
                             a sx Quarta Pala, Terza Pala, Torr. Bianchèt, Forc. Viel, Seconda Pala 


  La spalla est del M.Schiara dove è ubicato il Bivacco del Màrmol dedicato agli alpinisti Bocco-Zago

 
                           Gioacchino Viel  (Chino)                              Eugenio Da Rold  (Genio Pol)
Gli autentici pionieri  del gruppo della Schiara-Pelf che consentirono ad altri alpinisti di allargare la conoscenza di queste montagne. Chino e Genio erano entrambi formidabili cacciatori. (foto da 'La S'ciara de Oro' di Piero Rossi)                        

   
Foto ricordo dell'alpinista Piero Teza in occasione di una delle prime  ripetizioni della salita alla Gusèla e sulla cresta sommitale del M.Pelf (Foto dall'archivio Maria Teresa Contro).


1969: Creste M.Schiara. Una delle prime ascensioni invernali del M.Schiara. Armando Sitta, Gino ed Ernesto Lotto, Gian Garzotto, Walter Bellinazzi.   Foto a dx Walter Bellinazzi sulla ferrata Zacchi


                                     Salendo il sentiero verso il Biv. G.Sperti sfondo forc. Odèrz


 1971: lavori di ampliamento del rifugio 7° Alpini da sx Umberto De Col, Ernesto Lotto, Gian Garzotto, Gioacchino Casagrande, Ermes Viel


Ernesto e Gian al lavoro (la carriola poi mi si è ribaltata...)








 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu