Tour Tre Venezie - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Tour Tre Venezie

Ortles-Cevedale
CEVEDALE - TRE VENEZIE
 (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Giro ad anello dal rifugio Corsi in Val Martello. Si tratta di una escursione di quattro giorni compreso viaggio che inizia dal Rif. Corsi in Val Martello, sale il M. Cevedale per la classica via nord, discende per il M.Rosole al rif. Larcher, Attraversa il ghiacciaio del Careser calando poi al Rif. Dorigoni; Infine, passando per i bellissimi laghi Sternai, scavalca le creste per il passo di Saent calando nuovamente in Val Martello.



L’ambiente alpinistico è quanto di più completo possa apprezzare un alpinista, iniziando e tra i boschi dei 1900 metri poi per le morene, i ghiacciai, passando anche per brevi tratti di facili roccette.
Per motivi di dislivello, la partenza del tour è consigliabile dalla Val Martello, ed i disivelli da compiere complessivamente saranno 3500 metri in salita ed altrettanti in discesa, una buona metà del percorso si svolge sopra i 3000 metri. La quota massima è di 3760 mt. sulla cima del Cevedale.
La salita della cima del Cevedale da nord all’anno 2008 presenta un tratto di circa trenta metri di ghiaccio vivo con ottima traccia intagliata diagonalmente.
L’escursione, non per le difficoltà oggettive sul terreno, ma per l’austerità delle montagne e la quota che si presta ad improvvisi mutamenti di clima, oltre all’orientamento, è consigliabile almeno con un alpinista che abbia un buon background di esperienza su ghiaccio ed una conoscenza di quel tipo di terreno.

EQUIPAGGIAMENTO:   vestiario tipico invernale, muffole, ramponi e piccozza, corda da ghiacciaio, imbrago.
Sacco-letto leggero, pila frontale, carta topografica (ottima la Tabacco M.Cevedale) altimetro, Bussola o GPS.
STAGIONE: da luglio a metà settembre, è comunque preferibile in settembre in quanto i crepacci
sono ben visibili e quindi aggirabili con facilità, mentre in luglio la neve è abbondante,
è più facile la progressione e la discesa, ma il rischio crepacci aumenta.
PUNTI D’APPOGGIO: Rif. Corsi Val Martello - Rif. Casati Cai di Milano – Rif. Larcher al Cevedale –
Rif. Saent-Dorigoni

Il percorso si svolge interamente su sentieri ben segnati con vernice od ometti e su ghiacciaio con qualche palina.
In genere le piste vengono battute da alpinisti quasi giornalmente, ad esclusione del ghiacciaio del Careser dove la frequentazione è minore ed è consigliabile seguire attentamente le descrizioni che seguono.
In tutti i rifugi, comunque, vi è la presenza di guide pronte ad essere ingaggiate anche per tratti limitati di percorso.



 Salita al rif. Casati

Dal park del  rifugio Genziana in Val Martello, oltre il lago artificiale.
Dai parcheggi a pagamento alla quota di 2070 si segue il sentiero numero 150 con indicazione del rifugio Corsi e Casati , procedendo verso sud ovest. Si giunge al rifugio Corsi a metri 2265 in 45 minuti per largo sentiero. Dal rifugio Corsi sempre per sentiero con indicazione 150 si sale sul promontorio per la valle sino ad un bivio a quota 2318 con molte indicazioni. Verso sud ovest e poi ovest si prosegue rimontando la morena laterale. Si supera un rivo d'acqua a 2400 m e dopo una serie di tornanti sul filo della morena ( in vista del ghiacciaio) si perviene ad un lago pensile alla quota 2825. Bellissimo panorama sulla Vedretta Lunga. Sempre seguendo il filo della morena si prosegue fino alla quota 2915 dove si volge decisamente verso sud in piano, salendo poi verso ovest a tornanti dalla quota 2935 molto ripidi sino alla spalla 3080 m dove vi sono resti di baracche austriache, legname un po' dappertutto. Si scende verso est guadagnando il ghiacciaio ed alla quota di 3110 m sotto al Passo del Lago Gelato. si indossa l'attrezzatura con corda. Si prosegue a sud a lungo in vista del rifugio Casati iche e si raggiunge a 3254 m. (il ghiacciaio è crepacciato) circa 4-5 ore.

             







Rifugio Corsi


 Bivio a quota 2318


Lago pensile alla quota m.2825 - Vedretta Lunga, passo Lago Gelato  e Gran Zebrù che spunta a dx


La rocciosa ZufallSpitze del Cevedale e la vetta del Cevedale. Sotto, rocciosa,  la quota dei Tre Cannoni



 La Vedretta Lunga con il Passo del Lago Gelato e dietro ll Gran Zebrù


 Rifugio Casati e sullo sfondo il Gran Zebrù


Salita al M.Cevedale

Dal rifugio Casati si scende al bordo del ghiacciaio e si indossa l'attrezzatura. Si prosegue verso sud est sino alla quota di 3290 m,  poi verso SSest sino alla quota 3328 m quindi si segue il largo costone ghiacciato sino alla quota di metri 3600 dove, superato un crepaccio, si piega a sud ovest per diagonale molto più ripida e talvolta ghiacciata. Si sale a sud con tornanti sino alla vetta del Cevedale a 3769 m. Panorama meraviglioso sulle Tredici Cime, Gran Zebrù, verso est la ZufallSpitze m.3757.



  In vetta al M.Cevedale





 Il Gran Zebrù dalla vetta del Cevedale


Dalla Vetta del M.Cevedale al rif.Larcher

Dalla vetta del Cevedale si cala per roccette verso sud qualche metro poi si scende diretti per la dorsale sud del Cevedale , giù per ghiacciaio sino alla quota di 3500 m dove si è aggirano i crepacci puntando verso le rocce di Rosole che si sfiorano sulla loro paretina est. (Il bivacco Rosole è raggiungibile aggirando a sud la cima est di Rosole e scavalcando ad ovest per sfasciumi la cima Ovest.)
Dalle rocce di Rosole si cala verso sud est sino alla quota di mila 3330 m poi si obliqua verso est passando sopra affioramenti rocciosi e pervenendo diagonalmente al margine est del ghiacciaio alla quota di circa 3050 m dove si prosegue verso Sud est sino al passo a 3000 m. Si scende il canalone sulla dx orograf. Per macereto su tracce di sentiero talvolta anche ripido, si attraversa il fastidioso torrente alla quota di metri 2748 poi aldilà del torrentello si prende per sentiero ben visibile che diventa sempre più largo (bivio per la Forcola) e si porta alla fine con un passo in salita al rifugio Larcher alla quota di 2608 m.



 Tre alpinisti agordini scendono per le Tredici Cime (uno di loro è M.Costantini il cui padre e Gir Gianni ci lasciò su queste cime il 21 agosto 1972 )


Tre 'Gir' agordini in vetta al Cevedale



 Panorama sulle Tredici Cime dalla vetta del Cevedale


 Salita alla cima Zufallspitze del Cevedale.


 Il bivacco Rosole. telefoto dalla vetta del M.Cevedale


 Le rocce di Rosole e la dorsale sud del M.Cevedale


Salita al passo di Lagolungo.

Dal rifugio Larcher si seguono le indicazioni del sentiero numero 104 per il rifugio Dorigoni si sale verso est diagonalmente sino ad una selletta alla quota 2700. (lago Marmotta) Si scende sempre verso est sino ad un bivio tra i sentieri numero 104-148 che si oltrepassa raggiungendo un'ulteriore il bivio ( dove il sentiero numero 123 attraversa al lago del Caresèr) si prosegue in salita seguendo i segni fino ai laghi delle pozze dove vi è una forcella ed un gran vallone alla quota di 2775 m dove si volge verso sud est aggirando il lago alla quota di metri 2775. Dalla stessa quota si sale ripidamente verso nord est e poi nord con stretti tornanti per il sentiero ben segnato sul filo di cresta con qualche passo talvolta roccioso ma senza problemi sino al passo della Lagolungo quotato 3137 m. Un palo infisso con segnaletica. Meraviglioso panorama sul Viòz, Palon della Mare, Cevedale, Tre Venezie.





 Salendo il passo di Lagolungo. da sx Vioz, Palon della Mare, Rosole, dorsale sud del Cevedale


 Passo di Lagolungo


                            Dal Passo Lagolungo al Rif. Dorigoni per il ghiacciaio del Careser

Dal passo si scende per un macereto ripidamente verso nord-est e tra grossi macigni a mord-nord-est sino alla quota di 3060 m sul sommo di una morena (ometto - segnaletica). Da qui verso nord nord-est si scende e si attraversa la  lingua della vendetta sino a portarsi sull'altra sponda alla quota di 3000 m poi si risale il bordo del ghiacciaio verso nord ed a 3035 m e proseguendo verso nord-est ci si mantiene pressoché in quota. Poi ad est fino a riprendere nuovamente il ghiacciaio del Caresèr che va salito con un passo abbastanza pendente (m.3050). Il ghiacciaio del Caresèr non è crepacciato quindi lo si può traversare verso est a lungo senza essere legati ( i ramponi sono consigliati) Sotto alla cima Mezzena con un passo su ripidi sfasciumi si raggiunge la bocca di Saent 3085 m . Si scende per la cresta nord-est della cima mezzena (sentiero largo e ben segnato) e poi con stretti tornanti si cala per la dorsale settentrionale della cima Mezzena , laghetto pensile alla quota di 2764 m. Il sentiero piega verso est fino a alla Val di Rabbies che si traversa con un ponticello in legno.(m.2500) Al di là del torrentello il sentiero si segue ad ad est fino al rifugio Dorigoni alla quota di 2837 m



 Careser con Cima Venezia dal Passo di Lagolungo


 Ghiacciaio del Careser (la Cima Mezzena e la Bocca di Saent sono davanti alla nuvoletta)


 Attraversamento del Careser verso la Bocca di Saent (non crepacciato)


 Incontri alla Bocca di Saent a m. 3085


Rifugio Dorigoni


  Dal rif. Dorigoni alla Val Martello per i laghetti Sternai e Passo Saent

Dal rifugio Dorigoni si segue verso nord il sentiero che sale al lago Sternai a 2596 m. Il sentiero aggira ad est il largo e risale seguendo piramidi di sassi fino alla quota di metri 2745 dove il sentiero piega ad ovest, sfiora un laghetto che si lascia a nord alla quota di metri 2782, attraversa poi verso sud ovest fino ad un'altro laghetto alla quota di 2749 m. Aggirato ad ovest il laghetto si sale una sella e si prosegue sempre ad est fino a ricollegarsi (macereto) al sentiero che sale molto largo fino al passo di Saent m .2966.

  
I laghetti pensili Sternai


   Il Passo di Saent verso la Val Martello si intravede il laghetto di Saent

 Dal Passo si scende a nord seguendo ometti per la valle, grandi messi, dapprima per esile traccia (ometti,segni) poi per sentiero ben marcato ed alla quota m.2800 piega a nord-ovest raggiungendo una sella (2745 m) dalla quale prosegue verso nord (passaggio attrezzato). Con stretti tornanti si porta nella conca erbosa. Alla quota di 2400 m dove c'è un ponticello in legno, piega decisamente ad ovest e prosegue con saliscendi. Il sentiero è segnato, molto evidente e ben largo sino a giungere ad un bivio alla quota di 2132 m che porta in breve verso nord al parcheggio del rifugio Genziana (pista rotabile).



  
 Dal ponticello della quota 2400 dove il sentiero volge deciso ad ovest - margherite oltre 3000 m.



 
 
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