Lagorai occidentali - Piumovimento dalle Dolomiti

Escursioni e curiosità storiche con testi di Gian Garzotto
(Sito parzialmente in costruzione)
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Lagorai occidentali

Lagorai C.Asta

Traversata dei Lagorai dal Pajon del Cermis al Rif. Malga Conseria
per Forc.Lagorai sent. L03 – 353 - 316

Si tratta di una entusiasmante traversata per mulattiere militari resa fattibile in una giornata grazie alle funivie del Cermis che portano ben oltre i duemila metri.
Dalla stazione della funivia del Cermis di Cavalese (m.990 circa) l’ovovia scende ad altra stazione sita a m.850 circa e, senza dover scendere dalla cabina, sale poi alla stazione intermedia del Dos dei Laresi a m.1278. Altro balzo di ovovia sino a quota m.2000 presso l’Eurotel Sporting dove si sale ancora con seggiovia sino al Pajon del Cermis a quota m.2229. Ristorane-Bar.



 

Si segue la stradina che passa ad ovest del ristorante e cala per percorso segnato come L03 sino alla forcella di Bombasèl (m.2180 - segnaletica) ove è sito un posto di ristoro.
Si seguono le indicazioni per percorso L03 e 353 – Laghi Bombasèl infilandosi a sud per un vallonetto intagliato nella roccia che scende ripidamente con scalini e corda metallca d’aiuto, ma ben largo ed agibile.
NB: andando diritti in salita per percorso L04 si salgono le creste del ‘Cimon del To della Trappola’ per percorso attrezzato dei Laghetti.
La mulattiera, sempre larga ed agibile, sale in circa 30 minuti ai laghetti di Bombasèl che appaiono improvvisamente ad una curva del percorso. Si  costeggia a N.Est il lago a m.2268 lasciando a sx il lago più piccolo ove vi è anche il ricovero Bombasèl (ma non lo si vede). 
Si sale alla Forc. del Macaco sopra il lago a quota m.2278.



 

 


Il lago e la Malga Lagorai scendendo verso il bivio del Valòn



NB: in forcella perviene il sentiero della ferrata dei Laghetti che porta alla vetta del Castel di Bombasèl.
Oltre la forcella, Il sent. L06 – 353 scende diagonalmente molto intagliato nel pendio, superando un piccolo tratto dove infissi metallici aiutano il cammino. Un tratto evidentemente franato è stato riadattato con pali di legno e quindi, con qualche tornante si raggiunge il centro del canalone che dal Lago e Malga Lagorai porta alla forcella del Valòn sita  sopra al bivio con il sentiero 353A che sale alla forcella. (segnaletica – m.2100). Si prosegue in quota raggiungendo un pascolo con un grande masso granitico squadrato quindi il sentiero diviene un poco incerto per l’erba alta e piega a n.est (sinistra) scandendo lievemente ad un bivio con sent.316 a m. 2105.


NB: questo è il bivio dove chi percorre il tragitto in verso contrario, errando cala giù diritto verso il Lago Lagorai invece di mantenersi in quota girando a sx in leggera salita.


Si segue la mulattiera ben lastricata con pendenza classica militare che sale con tornanti e raggiunge il più ampio dei Laghetti Lagorai alla quota di m.2270. Traversando lungo la sponda est del lago vi è un bellissimo fontanello, oltre un basso ricovero sotto ad un masso con tracce biologiche che lasciano supporre la presenza dell’orso.
L'ambiente è veramente selvaggio, domina il silenzio rotto talvolta dal gracchiare di volatili e l'occhio si confonde osservando il grande circo granitico della 'Busa de l'Or' ad ovest.



 

La mulattiera sale a tornanti sino alla Forcella di Lagorai a m.2372 deve si incrocia il sent. 321 della Translagorai (segnaletica). Molte tracce di fortificazioni militari della grande guerra, ripari in caverna e massicciate di sostegno costruite dalle truppe austroungariche nel primo conflitto mondiale. Ore 2:30  dal Pajon del Cermis.
Ci si affaccia verso est al muraglione di pietre che sbarra la forcella ed è possibile ammirare il grande vallone di grosse pietre granitiche che scende in Val Ziotto. Ora non vi è più sentiero ma solo tracce tra le pietre ben segnate in bianco-rosso. In alto a dx caverne di guerra ed un lungo zigzagante trincerone ancora con filo spinato che costeggia alto la valle sulla dx orografica. Si cala di centocinquanta metri tra le pietre e poi il sentiero riprende forma puntando verso il pascolo sottostante che si raggiunge al centro della valle ove affiora e scorre un rivo d’acqua (m.2150) ed a sinidtra (sud) vi è un ricovero rettangolare in grotta sotto ad un macigno adatto più agli orsi che alle persone.


Ritaglio IGM 1:25000 levata 1948



tracciato del percorso sent. SAT 316






Alla quota di 2150 mt. dai pascoli alti della Val Ziotto il percorso devia decisamente da est a sud ed attraversa il rivo d’acqua costeggiando in lieve salita tutta la affilata costa che delimita il vallone. ( la dorsale est della Cima Lagorai). Sotto vi sono i boschi della Val Ziotto ed una singolare striscia prativa ove un rivo cala con moltissime serpentine sino ai pressi della ex malga Val Ziotto.
Si raggiunge in salita un forcellino di cresta per terreno sabbioso mt.2200 circa - magnifico panorama verso Cima d’Asta, Col di San Giovanni, sulla Maga Val Cion, Col dei Fiori. Il sentiero scende molto ripidamente sino alla banca prativa sottostante una quarantina di metri e quindi prosegue in leggera discesa verso sud-ovest. Con qualche piccolo saliscendi si traversa sotto al Col dei Fiori giungendo al passo di Val Cion m.2076.




dalla cresta est del M.Lagorai : Malga Val Cion, Col di S.Giovanni e Giovannino, passo Val Cion,  Col dei Fiori

 
foto a dx: Il passo Val Cion ed il sentiero in salita (60mt.) che porta al valico di Val d'Ornelle



Malga Val Cion presso la rotabile del passo Cinque Croci

NB: per raggiungere il Rif. Malga Conseria: in caso di cattivo tempo od oscurità è meglio scendere in circa 20 min. alla Malga Val Cion m.1972 (dove vi è anche un locale adibito a bivacco) proseguendo per pista forestale sino al passo Cinque Croci m.2018) e scendendo al Rifugio Malga Conseria (m.1857) ore 1:120 dal passo Val Cion.

Molto più panoramico è passare tra Col di S.Giovanni e Col S.Giovannino (Col della Palazzina) per la Val d’Ornelle.
Dal Passo di Val Cion m.2073 si seguono le indicazioni e si prende il sentiero verso sud in leggera salita che, lasciando un laghetto a dx raggiunge la quota mt. 2131 dove diviene dapprima pianeggiante in terreno paludoso e quindi prosegue sempre ben segnato in discesa infilandosi tra il Col di S.Giovanni (a sx) e la lunga dorsale del Col della Palazzina a dx anch’esso fortificato dagli Alpini durante la grande guerra.
Il sentiero supera zone paludose e si porta sulla dx orografica della val d’Ornelle superando un rivo d’acqua e raggiungendo con una decisa curva a sx (est) m.1910 la pista forestale rotabile del Passo Cinque Croci. Si scendono due stretti tornanti e si raggiunge il bivio (segnaletica) che porta sino al Rif. Malga Conseria m.1857. 
Ore 1 circa dal passo Val Cion.
La traversata completa dal Pajon del Cermis si effetua in circa 5/6 ore escluse le soste, vi sono abbondanti punti per il rifornimento di acqua. Dislivello complessivo in salita mt.650, in discesa mt.750.


Il rifugio Malga Conseria m.1857 all'alba: a sx il Col di S.Giovanni a dx Cima Socede






     DAL PASSO DEL MANGHEN AL LAGO STELLUNE
(CON UN PERCORSO AD ANELLO)


Il Lago delle Stellune ed in fondo Malga Cazzorga Alta (Baito delle tellune)

L'itinerario si svolge interamente su mulattiere militari
risalenti alla prima guerra mondiale, la quota si aggira
sempre oltre ai duemila metri, mentre l'ambiente porfidico
e la presenza di molti laghetti glaciali donano al percorso
un particolare fascino.
E' consigliabile il percorso da luglio a settembre, il
percorso si presta anche allo sci-alpinismo, dati gli scarsi
dislivelli, limitati a frequenti saliscendi.
Il percorso e' in verita' un grande giro ad otto, ora
percorrendo il versante sud, ora quello nord di questa parte
della catena dei Lagorai.
E' previsto un pernottamento alla malga Stellune, (Cazzorga Alta) provvista
di tavolato, cucina economica, tavolo e legna, mentre lascia
a desiderare la pulizia dell'ambiente.
Alpinisti ben allenati possono compiere il giro in 7-8 ore,
facendo andata e ritorno in un solo giorno.

Carta topog.KOMPASS 1:25000 -Cima d'Asta e Lagorai
TABACCO 1:25000 -Nr.14-V.Fiemme,Lagorai,Latemar

Dislivello complessivo circa 1100 mt.
ore complessive 9-10
Acqua abbondante lungo tutto il percorso.




DESCRIZIONE DEL PERCORSO

Si puo' parcheggiare l'auto al passo del Manghen (mt.2047)
pervenendovi o dalla Val di Fiemme (Cavalese) oppure dalla
Valsugana (Borgo Valsugana). Vi e' un parcheggio al tornante
tra il passo e il rif.Manghen.
Dal parcheggio sul tornante si risale obliquamente la piccola
scarpata che porta ai prati siti all'altezza del passo e si
segue la mulattiera che in direzione est punta alla Forcella
del Frate; essa e' sita tra la Cima di Valsolero che la
limita ad ovest ed il M.Ziolera che la sovrasta a Nord-est.


Verso Forc. Del Frate a dx Cima Valsolero (m.2283)


Passo Manghen dalla Forc. del Frate a m. 2230

Si perviene alla forcella in quarantacinque minuti, compiendo
qualche tornante sulla parte alta.
La forcella del Frate e' sita a mt.2283; da essa di dipartono
le tracce di sentiero che risalgono le due montagne sopra
menzionate.
Si sale qualche metro sulla costa del M.Ziolera, poi ad un
bivio si prosegue in leggera salita aggirando la montagna in
direzione est, giungendo in circa 15 minuti ad un fontanello
che permette il rifornimento di acqua.
Si taglia diagonalmente in salita la costa sud della
montagna, pervenendo ad un punto panoramico appena sopra alla
forc. Ziolera che permette una bella visione a nord del lago delle Buse. 


M.Ziolera m.2481



Da Forcella Ziolera (m.2281) versoil Lago delle Buse (m.2060)


Foto in direzione del M.Valpiana, tutte le creste erano fortificate

Da questo pulpito panoramico vi sono molte tracce di
sentiero, bisogna scendere qualche metro verso la forcella,
poi, il sentiero passa sul versante nord, molto ampio, e
perviene in forcella con un passaggio attrezzato su cengia
rocciosa, molto facile. (mt.2250). (Fortificazioni)
(e' altrimenti possibile puntare diritti giu' verso la
forcella, ma bisogna scendere un ripido canalino ghiaioso)

NB: Dalla forc.Ziolera una mulattiera cala verso il Lago delle Buse.
Si raccorda con una strada militare (Segnavia nr.361)
dalla quale il sentiero nr.322 si stacca a sinistra trecento
metri oltre il lago e riporta al passo del Manghen.
Il giro ad anello completo richiede circa 2.30-3 ore, il
dislivello e' di circa trecentocinquanta metri.



Dalla forcella si segue la mulattiera militare (sent.322)
che in leggera salita, superata una grotta militare sulla
sinistra, aggira il Montalon a sud pervenendo ad un pulpito
a mt.2300 (sotto al pulpito una postazione militare in
grotta). Poco prima si lascia sulla destra una mulattiera che
in leggera discesa segue tutto il sistema di creste del M.
Valpiana, fortemente fortificate dagli austriaci durante il
primo conflitto mondiale.
Dal pulpito molto panoramico si possono scorgere in basso le
malghe di Montalon e, sotto le crode della Pala del Becco, il
sentiero del lago di Montalon, ben visibile da qui'.
Ora si traversa alti sopra ad una fascia di rocce e si
perviene in leggera discesa alla forcella della Pala del
Becco, dove vi e' il bivio a mt. 2248 sul lato est della
forcella fortificata.



Dalla Forcella Della Pala Del Becco verso la Valle delle Stue, il Col Mugon, Stellune

Dai pressi di Forc. Pala del Becco: In basso a dx Malga Montalon, sfondo Cima d'Asta e Passo 5 Croci





Si scende il versante nord della forcella per sentiero che
presenta due tornanti ed altrettante scorciatoie, si perviene
in prossimita' di un rivo d'acqua e di una lama d'acqua (Pian delle Fave).
Qui' v'e'il bivio del sentiero 322 /322A che seguiremo in discesa
verso nord-est, superando un terreno con frequenti rivi e con
piccoli saliscendi, alfine superata la costa nord della Pala
del Becco, il sentiero cala nella valletta alta (m.2075) del Pian
della Maddalena.

Il Bivio di sentieri presso Il laghetto m.2150 - Pian delle Fave 


Si risale verso la forcella di Montalon, incrociando subito
la strada che perviene da nord ( Da Malga Cazzorga - sent.362) che
seguiremo sino alla forcella Montalon, con un dislivello di
una quarantina di metri.

NB: La forcella di Montalon (mt.2133) e' recintata perche' in
stagione vi e' pascolo di bovini. (vi e' un cancelletto).
Sul versante sud possiamo ammirare il lago di Montalon, ricco
di trote ed il sentiero che lo costeggia sulla dx orografica.
Nei pressi della forcella, verso est, vi sono delle caverne
militari che possono offrire riparo in caso di maltempo.




M.2133  Passo di Montalon verso il laghetto omonimo: a sud Sopra il Lago, in cresta, il Tombolo di Montaletto

Dalla forcella Montalon, si segue il sentiero n.322
(segnaletica) verso nord-est, rimontando in salita diagonale
sino al costone del M.Mugon ed aggirando la  Cima delle Buse
 ed il M.Montalon a nord.
Si sale ancora e si traversa per sfasciumi sino a che appare,
a nord sotto di noi, il Lago delle Stellune. Siamo a mt.2250 in
mezzo a grossi massi, un pulpito veramente panoramico.
Di qui' si può scendere direttamente al lago e vi si puo' pervenire
in circa 15 minuti, e da qui' in altri 15 minuti si scende a
malga Cazzorga Alta (delle Stellune) che e' ben visibile da questo pulpito.
Si prosegue tagliando il ghiaione verso est in leggera
discesa, puntando verso la Forcella di Val Sorda.

A mt.2230 vi e' un bivio dal quale  e'
possibile andare sino alla forcella di Val Sorda seguendo la
strada militare che vi perviene; oltre alla
forcella vi sono due laghi (Laghi delle Buse Basse) uno dei quali è 
visibile oltre il trincerone della forcella.(m.2256)


Il lago superiore di Val Sorda, Forc. Val Cion, Cima d'Asta e Col di S.Giovanni e della Palazzina


Pulpito a m. 2250: Il Lago delle Stellune, in alto a dx la larga forc. di Val Moena

Dal bivio della forcella si scende  con un paio di tornanti sino al centro
della valle (Ruderi di costruzioni) e qui' troviamo un
altro bivio a mt.2202. Si segue in discesa il sent.n.318 per
la destra orografica sopra il lago sito  in basso alla
nostra sinistra. E' possibile scendere al lago con un
perditempo di circa cinque minuti, ed altrettanti per
riprendere la mulattiera.

NB: Al bivio un sentiero (nr.321) risale diagonalmente e quindi a zig-zag la
forcella di Val Moena che si presenta erbosa e con un
dislivello di soli cento metri.
Si puo' notare la selletta che limita il lago a nord: presso
di essa vi sono alcune piazzole che permettono uno speciale
campeggio, ed in quel punto giunge il sentiero che calava
giu' diritto dal pulpito di quota 2250 prima menzionato.

La mulattiera scende diagonalmente sino al bel pascolo che
sovrasta la malga; si attraversa un terreno un po' paludoso
e poi la mulattiera cala alla malga superando un corso
d'acqua. (15 minuti dall'ultimo bivio).



NB: La Malga Cazzorga Alta (delle Stellune ) e' un grande edificio adibito a
stalla e di fianco ad esso vi e' una caseretta che puo'
offrire riparo per la notte.
Al l'anno 1994 vi e' un tavolato inferiore ed uno superiore, una cucuna
economica ed un tavolo. Un focolare malmesso.
Il tetto e' in lamiera ed in buono stato, cosi' le finestre.
La casera non e' ben tenuta nonostante un invito scritto.
La fontana e' in disuso e la provvista d'acqua va fatta al
rivo incontrato sulla mulattiera. (cinque minuti).
Si tenga presente che la residenza dei pastori e' alla casera
sottostante con malga, dove arriva la pista forestale.
Vi si puo' arrivare in un quarto d'ora ed e' sulla via del ritorno.

Tempo per arrivare sino alla malga: 4-5 ore dal Passo del
Manghen, superando un dislivello complessivo di circa 450 mt.



DALLA MALGA STELLUNE AL PASSO DEL MANGHEN

Si riprende a scendere per la mulattiera che si snoda a monte
delle costruzioni  sent. SAT 318.
Si oltrepassa un largo pascolo e quindi la mulattiera scende
con stretti e ripidi tornanti alla grande malga sottostante (Malga Cazzorga)
dove giunge per la dx orografica anche la pista forestale.

In vista della malga e' possibile vedere il sentiero n.362 che sale
verso il Pian Della Maddalena, proprio frontalmente alla
malga, diagonalmente compie due tornanti tagliando un ripido prato.


Malga Cazzorga m.1845


Si giunge dietro alla malga e si passa di fronte ad essa, poi
subito si segue un recinto che porta giu' al torrentello,
qui' bisogna attraversare il torrente (tavola di legno) e
superare ancora il recinto elettrificato.
Il sentiero non e' ben visibile a causa dell'erba alta, ma
esso sale diagonalmente verso destra tagliando il prato , poi
compie un tornante e rasenta il bosco fino alla fine della
radura dove con un altro tornante si infila decisamente nella
macchia. (sent. 362)
Ora la strada militare e' ben visibile in tutta la sua
ampiezza, essa e' lastricata ed ha una carreggiata per la
quale probabilmente un tempo venivano trainati i carri e cannoni.
Si perviene ai pascoli del Pian della Maddalena che sono
tagliati da piu' rivi d'acqua che calano dalla costa del Mugon.
Si prosegue ancora in direzione della Forcella di Montalon
(precedentemente gia' attraversata in quota) e vi si perviene
dopo aver superato un bivio (segnaletica sent.322) a quota mt.2090 circa.
Si sono superati circa trecento metri di dislivello per
giungere alla forcella la cui quota e' mt. 2133. (Ore 1.20)


La Forcella Montalon (2133) recintata



Si oltrepassa la forcella Montalon attraverso il cancello in
legno del recinto e si prosegue lungo la mulattiera che
cala costeggiando  il lago sulla sua destra orografica.
Superato il lago si giunge ad un bivio: il sentiero che passa
sulla sinistra e' il nr.362 e porta alle malghe di Montalon
ed al rifugio Carlettini in circa un'ora.
Bisogna prendere il sentiero a destra, nr.322b che aggira
alla base le roccie della Pala del Becco e risale abbastanza
ripido verso la forcella, attraversando un ghiaione con
grossi sassi (attenzione ai segni).
Si perviene alla forcella della Pala del Becco superando un
dislivello di circa 200 mt. in circa un'ora dalla forcella di Montalon.




Ora si ripercorre quella parte di sentiero che era stata
percorsa precedentemente, scendendo dalla forcella verso la
lama d'acqua, fino a ricongiungersi con il sentiero nr.322A.(m.2170)
Qui' conviene rifornirsi d'acqua, in quanto essa e' assente
nella prossima parte del tragitto. (Essa si trova percorrendo
per qualche minuto il sentiero n.322 verso est.)
Si segue il sentiero nr.322A verso ovest, scendendo un
tornante ed attraversando a nord del Montalon, si supera un
bel piano (si possono notare in basso a destra le costruzioni
della Malga Buse) ed in salita diagonalmente si perviene
proprio sotto alla forcella Ziolera, versante nord.
Sotto di noi, a destra, il Lago delle Buse con la strada.
Dopo aver calato di qualche metro ci si ricongiunge con la
strada militare che proviene dalla Malga Cadinello Alta,
sita sulla strada provinciale 2km sotto al passo del Manghen.


Il Lago delle Buse visto da entrambi i lati Est ed Ovest (sotto)



Si prosegue in piano lungo la strada che, lasciato il lago
a destra prosegue in leggera discesa.
Dopo aver lasciato il lago, circa trecento metri oltre ad
esso, si diparte sulla sinistra la mulattiera che dovremo
seguire. (segnaletica sent.322A)

Ora dovremo aggirare verso sud-ovest il M.Manghen per arrivare all'omonimo passo:
Si sale un colle mugoso e poi un altro con un saliscendi,
alfine, in vista della strada statale, si cala a lungo per
un sentiero pieno di roccette che rendono disagevole il cammino.
Giunti in prossimita' della strada il sentiero costeggia la
montagna in leggera salita, pervenendo al passo del Manghen
dove vi e' un laghetto detto Lago Cadinello.
Presso il Rifugio del Manghen vi e' una grotta con cippi e
dediche alle truppe austriache ed italiane cadute in guerra.


Da forc. P.del Becco il dislivello in salita e' circa 150 mt.
ed il tempo impiegato circa 1.45 ore.
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Dalla Malga Stellune il tempo impiegato e' di circa quattro
ore superando un dislivello di circa 650mt.






Anello per Valsorda e Stellune dal rif. Malga Conseria
con divagazione per forcella di Val Moena

Si tratta di una facile escursione che tocca la massima elevazione alla forcella di ValMoena verso Cavalese. Il percorso è però lungo e richiede una giornata di cammino. (Disl. Compl. m.800 – 6/7 ore escluse le soste)


Ritaglio da IGM 1:25000 levata 1948 - Val d'Ornelle-316 e Passo Val Cion

Dal Rifugio Malga Conseria - m.1857 - si risale per due tornanti la strada del passo Cinque Croci sino al tornante di quota m.1900 circa (segnaletica) si segue il sentiero, dapprima incerto (segni rossi) verso ovest e quindi ben marcato verso nord, la valle che si sale è la Val d’ Ornelle.


La Val d'Ornelle

Superato un rivo d’acqua che cala dal Col della Palazzina, il sentiero supera la sella a m. 2130 tra il Col di San Giovanni ed il Col della Palazzina (anche Col S.Giovannino ) per terreno paludoso ed in leggera discesa (laghetto sulla sinistra a m.2100 circa) si scende al Passo di Val Cion (segnaletica – m.2073) ore 1:20 dal rif.M.Conseria.

La larga forc. di Val Cion e sopra il Col dei Fiori e Cima Lagorai

 
Segnaletica alla Forc. Val Cion ed al Bivio per Malga Valsorda Seconda

Ritaglio da IGM 1:25000 levata 1948 - sentiero SAT 318 della Valsorda


da sx la forcella Valsorda, Cima delle Stellune, Forc. Busa della Neve, in basso a dx forc.Val Cion

Si prende in leggera discesa a sx -ovest per larga mulattiera del Sent.318 che scende traversando diagonalmente le pendici del Col dei Fiori sino ad attraversare un rivo a quota 2035. Si risale la costa opposta sino al bivio di m. 2086 dove si incrocia il sent.317 proveniente dalle malghe di Valsorda Seconda. La zona è denominata ‘Laghi di Rocco’.
Oltre il bivio si risale ripidamente per mulattiera incavata nella roccia sino ad ammirare verso ovest il lago delle Buse Basse sito a m. 2135.


Per una caratteristica dorsale erbosa si lascia a sx il lago superiore delle Buse Basse (m.2195) lasciando a dx il lungo trincerone difensivo sottostante alla forc. della Busa della Neve. Si perviene in piano per stretto passaggio naturale alla forcella di Val Sorda sita a m. 2256. (segnaletica). La forcella presenta evidenti segni delle opere  austriache  della grande guerra, con piazzole, massicciate, ricoveri in grotta. Ore 1:15 da forc. Val Cion.


Panorama verso Cima d'Asta risalendo la Valsorda

 


Ritaglio da IGM 1:25000 levata 1948 - Zona delle Stellune e Forc.Valsorda


Forc. Valsorda vista dal sentiero alto per forc. Valmoena


La forc. Valmoena attraversando alti il ghiaione


Il lago delle Stellune verso Malga Cazzorga

Valmoena ed il Castel de Bombasèl con la forc. del Valòn

Per arrivare alla forc. Di Val Moena vi sono due tracciati: sent. 317 che taglia i ghiaioni più alto della forcella di circa venti metri verso n.ovest oppure scendere un centinaio di metri per sentiero n.318 e quindi risalire la forcalla di ValMoena per sentiero n. 321. (per le persone anziane consiglio la seconda possibilità in quanto il ghiaione granitico comporta piccole acrobazie di passaggio tra grandi massi per lastricato dissestato.)
Descriverò la traversata alta per macereto ed il ritorno da Forc. ValMoena per lago di Stellune.


Si segue la mulattiera verso nord che subito si abbandona (segni- ometto) piegando a sx -n.ovest per lastricato alquanto dissestato che si snoda con lievi saliscenti tra grandi lastroni porfirici. Sotto a noi a s.ovest l’azzurro Lago delle Stellune. Alla fine del macereto il tracciato si snoda su terreno erboso sino alla Forcella di ValMoena m.2294.
Segnaletica su palo: il sentiero n.317 prosegue scavalcando la forcella per scendere la ValMoena, bellissima valle che non lascia però intravedere la Baita delle Stellune, perché troppo interna. Visibile il Passo del Valòn ed il soprastante Castèl de Bombasèl.
Ore 0.45 dalla forc. Valsorda.
Il sentiero n. 321 verso sud scende al Lago delle Stellune, mentre verso nord aggira la costa della Cima delle Stellune verso la Busa della Neve.
 
Segnaletica alla forc. di Valmoena

La discesa del percorso n.321 avviene per buon sentiero, sempre in vista del Lago delle Stellune, con molti stretti tornanti e quindi della quota di m.2222 una lunga diagonale per terreno paludoso su lastricato rado fa ricongiungere con il sentiero n. 318 alla quota di m. 2175: bivio con strada lastricata, volendo, una deviazione verso Sud-ovest di circa cento metri fa ammirare da vicino il lago delle Stellune.

segnaletica al bivio di m.2175 sopra il lago Delle Stellune

Si risalgono per ottima stradina lastricata con tornanti 
 circa cento metri di dislivello che riportano alla forcella di Val Sorda. (ore 0:50 da forc. ValMoena). 
Scavalcata la forcella verso sud per sentiero n.317-318 si scende per i laghetti delle Buse Basse sino al bivio (Laghi di Rocco) di m.2086 dove la segnaletica indica sent. 317 per Malga Val Sorda Seconda e rif. Carlettini. 
(ore 0:15 dalla forc. Val Sorda)

Il tragitto più breve per ritornare al rif. Malga Conseria è quello per forc. Val Cion scendendo la valle di Ornelle fatta al mattino. Il tragitto per la Val Sorda è facile, prevalentemente su pista forestale, ma piuttosto lungo, quindi va considerata la salita finale di circa un centinaio di metri per la strada del Passo Cinque Croci.

Si scende per la mulattiera dapprima ripidamente con stretti tornanti e quindi con moderata pendenza, oltrepassando un rivo a m.2065 e proseguendo verso sud sempre in discesa. Altro attraversamento di un rivo a m.2015 ed oltre a m.1975.
La mulattiera quindi, con leggeri saliscendi passa alta sulla valle lasciando sotto l’ultimo tornante della strada per Malga Valsorda Seconda. Sfiorato un precipizio roccioso dove la mulattiera passa ben larga, usciti dal bosco di larici e pini a m.1940 la vista si apre sulla Malga di Valsorda che non si raggiunge, puntando giù diritti per una cinquantina di metri verso la strada della valle che si raggiunge a m.1900 circa. (circa ore 1:15 dai laghi di Rocco)

Uscendo dal bosco verso i pascoli di Malga Valsorda Seconda


Seguendo la strada in discesa si oltrepassa un utile fontanello e si passa sulla sx orografica di Val Sorda proseguendo ( due chilometri dalla malga) con piccoli saliscendi e giungendo in leggera salita al bivio di m.1770 – Crocefisso di ‘Nardo’.
Ora, per la strada del Passo Cinque Croci, in salita, con un paio di tornanti si passa sotto alla Malga di Valsorda Prima e si giunge al bivio del rif. Malga Conseria (circa 1.6 km dal bivio)
Circa ore 1.30 da malga Valsorda Seconda






Da Cavalese: Val Moena, Passo di Valsorda, Rif.Conseria
per forcella Val Moena

Si tratta di una traversata dalla Val Avisio, Cavalese (m.995), al rifugio Conseria (m.1857) appena sotto il passo Cinque Croci che separa la Val Cia e l’alta Val Canpelle.
Il tragitto può essere compiuto in mezza giornata sfruttando gli impianti a fune che portano al Pajon del Cermis (m.2215 mezz’ora di funivie). Il percorso non presenta difficoltà.
Dal Pajon del Cermis ore 6/7 circa. Salita circa 800 mt
(Mancanza di copertura telefonica da Malga Nuova ai Laghi delle Buse Basse)

L’impianto a fune scende dapprima, oltrepassando il torrente Avisio, ai Masi m.860 (rimanere nella cabina ad aggancio automatico) per poi salire al Dos dei Laresi m.1275 circa. (ristoro) saliti sull’altra tratta si scende poi all’Alpe Cermis m.2000 c. (ristoro) per poi proseguire con seggiovia a quattro posti sino al Pajon del Cermis m.2215. Ristorante.
 
Dal Pajon del Cermis verso forc. Bomasèl- segnato in giallo l'itinerario L08 per forc. Salera

 
Laghetto a q. 2040 al Pajon del Cermis



Una stradina in lieve discesa porta a forc. Bombasèl m.2170 ove vi è un ristorante (Chalet) ed un bivio di sentieri. Seguire a N.Ovest le indicazioni per forc. Salera L08 sent.353.
Il sentiero, segnato ma non troppo frequentato, aggira due coste con lievi saliscendi, passando sotto ad un impianto di risalita e giungendo alla forcella Salera a m.2121 con un centinaio di metri di guadagno e perdita di quota. Segnaletica su palo. Ore 0:45
Dalla forcella, verso sud sale il sentiero L07 per le coste del Sass Ross e ‘Cimòn del To della Trappola’. Aldilà della forcella, verso Ovest, un ripido sentiero non segnato, in disuso, scende verso Malga Nuova in Val Moena.
Bisogna seguire il sentiero a Nord, in leggera salita in bosco di pini, che porta subito alla cima del colle dove è ubicato il Baito Salere. La costruzione di legno è serrata con lucchetto ma può offrire ottimo riparo per le intemperie in quanto vi è un terrazzo coperto.

 
Baito Salera e segnaletica a forc.Salera


Larga dorsale della Corda del To della Trappola a m. 2090 c.

Il leggera discesa ad Ovest si scende per la bellissima ed ampia costa detta ’Corda del To della Trappola’,  quando essa ha un flesso, in mezzo ad un prato, un bivio (m.2080 c.) su palo indica il percorso L08 che, verso est, riporta più basso, verso l’Alpe Cermis.
Si prosegue sempre in direzione Ovest (L08-L07) ove il sentiero si fa più ripido, sino ad un bivio (Segnaletica – m.2065 c.) in una valletta dove si abbandona il percorso L07 (che scende a N.Ovest per il 'Baito della Barèta' alle piste forestali sottostanti ) - Ore 0:35 da Forc. Salera.
Si segue il tragitto L08-317-SAT che cala verso Sud. e porta con moltissimi stretti tornanti su ampia mulattiera sino a dove il sentiero (m.1810) si fa pista forestale e giunge alla Malga Nuova di Val Moena a m.1745, attiva, con animali e pastori - ( 40 min. dal bivio di q.2065). Questo tratto di percorso è molto panoramico sulla ampia alta Val Moena, Busa della Neve, Stellune, forc. di Val Moena.
Poco oltre la malga vi è una fontana e, oltre la stradina ad Ovest, una costruzione isolata è il Bivacco Malga Nuova di Val Moena sempre aperto.

Percorso di discesa alla Malga Nuova di Val Moena, a sx il Bivacco
  
                                        Malga Nuova di Val Moena ed il Bivacco di Malga Nuova

Il percorso ora si svolge verso SudEst, con bellissima visione dei pascoli della Val Moena, per pista forestale che oltrepassa il Rivo di Val Moena e diviene comune con la pista che risale la valle sulla sx orografica. Si lascia a dx,   m.1793 la Fonte della Strenta ed oltre alla quota m.1840 (segnaletica) il bivio con sent.SAT-317b che, verso Nordovest, superando la Stalla Vecchia, risale le costa del Cimòn di Val Moena.

Alta Val Moena: da sx Cima Lagorai, forc. e Busa della Neve, Cima delle Stellune, forc. Val Moena

Alta Val Moena: Cima delle Stellune, Forcella Val Moena -  visibile la Stalla Vecchia



Alla quota di m.1910 - segnaletica, circa duecento metri prima del Baito delle Stellune (Bivacco sempre aperto) si segue il sentiero 317 (ore 1 dalla Malga Nuova). Si volge decisamente a destra (Sud) in salita per pascoli recintati per bovini. La forcella di Val Moena incombe larga verso Mezzogiorno. Il sentiero, poco battuto ma segnato con qualche segno rosso ed alcuni paletti, sale sino al macereto che poi risale, sempre largo e non pericoloso, all’ampia forcella erbosa a m.2294 – (ore 1:20 circa). Questo tratto è molto panoramico sia sulla Val Moena che verso il Cimòn della Roa che limita a Nord la forc. del Valòn ed a sud la forc. delle Buse Dall’Or. Anche verso Sud il panorama è splendido: La forc. di Valsorda con le opere di guerra, Il Montalòn, il Lago delle Stellune con tutto quel susseguisi di cime che limitano a Sud la Val delle Stue.


Salendo la forcella Val Moena: da sx Castèl di Bombasèl, Forc. del Valòn, Cimon della Roa

Il Cimon della Roa: a sx forc. del Valòn, a dx  forc. Buse da l'Or


Dalla forc. di Val Moena: verso il Montalòn e sotto il lago di Stellune

Dalla forcella non è visibile la cima delle Stellune, perché si è troppo sotto, è visibile invece la segnaletica ad est appena sopra alla forcella. Essa segnala il crocevia dal quale si possono seguire i seguenti sentieri:
Il sent. 317-SAT dal quale siamo pervenuti e che prosegue mantenendosi in quota per macereto molto disagevole sino alla forc. di Valsorda.
Il sent. 321-SAT verso est sale (attrezzato) alla Busa della Neve, Forcella Busa dall’Or e forc. Lagorai. E’ lo stesso che per una diramazione segnata sale alla Cima Stellune.
Il sent. 321-SAT in discesa porta a congiungersi con il sent. 318-SAT per forc. Val Sorda.

Avendo percorso entrambi i sentieri da forc. Val Moena per forc. Val Sorda, ed essendo piuttosto disagevole percorrere la vecchia mulattiera lastricata che traversa in quota per il macereto (sent. SAT-317), sconquassata dalle intemperie, consiglio di scendere per sentiero 321-SAT e risalire alla forcella per sentiero 318.SAT
Dalla forcella vera e propria non serve raggiungere la segnaletica: una ventina di metri sotto alla segnaletica, si traversa per prato in quota sino ad incrociare il sent. SAT-321 che scende a tornanti per il versante Sud ed a m.2260 compie una lunga diagonale discendente verso il macereto di una dorsale che cala dal m. Stellune a m.2200. Il terreno diviene paludoso e bisogna fare attenzione ai segni ed agli ometti sui massi. E’ già visibile la segnaletica sul sent. 318-SAT (vecchia strada militare austriaca) che si raggiunge attraversando un rivo. (acqua di sorgente – m.2175).
Si segue in leggera salita la bellissima strada che con un dislivello di circa 80 m. e due tornanti porta alla forcella Val Sorda (segnaletica) m.2256 – Ore 0:45 circa dalla forc. Val Moena.

Forcella di Val Sorda: asini al pascolo


Laghetti delle Buse Basse a m.2193, sfondo Cima d'Asta e Cime di Rava

Scavalcata la forcella verso sud per sentiero n.317-318 si scende per i laghetti delle Buse Basse sino al bivio (Laghi di Rocco) di m.2086 dove la segnaletica indica sent. 317 per Malga Val Sorda Seconda e rif. Carlettini. (fino a quì ore 0:15 dalla forc.). Si prosegue diritti seguendo il sentiero 318-SAT con buona discesa, si oltrepassa la valle molto vicini al laghetto ‘Effimero’ (si prosciuga nelle stagioni secche) ed aggirando con dolce pendenza il Col dei Fiori, si perviene all’importante Passo di Val Cion (m.2073 – incrocio di ben cinque sentieri.

NB: dal largo passo di Val Cion si dipartono i seguenti sentieri:
 Verso ovest il sent.318-SAT per forc. Val Sorda.
Verso est il sent. 318-SAT prosegue per malga Val Cion.
Verso Nord il sent. 316-SAT per forcella Lagorai.
Verso Sud  sale il sentiero non numerato per Val d'Ornelle e rif. Conseria.
Verso SudOvest il sntiero non numerato che  scende diagonalmente porta alla Malga Val Sorda Prima.

Il percorso più breve (consigliato) è quello che risale direttamente il colle a sud della forcella (segnato ma non numerato). Con una salita di circa 80 metri, supera un piccolo ma bellissimo laghetto pensile scavalcando l’ampia sella che divide il Col di S.Giovanni dalla dorsale trincerata dl Col della Palazzina. La valle che si scende ora è la Val d’Ornelle, non citata nelle carte, essa è un ottimo pascolo per bovini ed equini, presenta anche una sorgente sita sul sentiero a m.2015. A m.1910 il sentiero si raccorda alla strada forestale del Passo Cinque Croci. Si prosegue in discesa con due tornanti e poi si segue la diramazione della strada verso Est sino al parcheggio ed al rif. Malga Conseria. (m.1840 c. – ore 1:30 dal la forc. Valsorda)





Dal Rif. Malga Conseria al rif. Refavaie per  Malga Cupolà Alta
(alternativa alla strada forestale del passo Cinque Croci)

Si tratta di una traversata in mezzo alle foreste più estese del trentino, per sentieri pastorali e mulattiere della grande guerra, Il percorso è segnato e si sviluppa nella sua parte più bassa sulle piste forestali della Val Vanoi. 
Dal Passo 5 Croci copertura telefonica sempre assente


Biv. Malga Val Cion - sfondo da dx M.Cupolà, Lagorai, Col dei Fiori



(Ritaglio da MapyCz)

Il Rifugio Malga Conseria , il bivio ed il sentiero per il Passo 5 Croci

Dal rifugio Malga Conseria si percorre a monte (NordEst) la strada per circa cento metri sino alla segnaletica dove si seguono le indicazioni per il Passo Cinque Croci (sent.326-SAT). Si giunge in 15 minuti sopra al cocuzzolo boscoso (m.1936) ove è sito un cimitero militare della prima guerra mondiale.



NB: vi è segnaletica, da qui si diparte il percorso L35 verso SudEst – Sentiero delle Buse Todesche-per il Baito Cengello, Forcella delle Buse Todesche, Rif. Caldenave.
Salendo sempre in direzione NordEst, per pascolo aperto, si perviene al Passo Cinque Croci a m.2018. Segnaletica. Ore 0:30 dal Rif.
Al passo ci si raccorda con la strada forestale Ponte Conseria – Refavaie che si segue aggirando ad Est il soprastante Col di San Giovanni (m.2251). Proseguendo in piano ed in leggera discesa per circa 2 Km, si perviene alla Malga Val Cion (m.1972 - Locale adibito a Bivacco) – acqua - Ore 0:35 dal passo. Segnavia su palo.


Bivio di q.1936 presso il cimitero - Il Col di S. Giovanni


Il Passo 5 Croci, a dx il m.Setole e, più a dx il M.Valpiana

NB: il Col di S.Giovanni, al pari della opposta Cima Socede, fu teatro di aspri combattimenti tra italiani ed austriaci durante il primo conflitto mondiale. Esso fu tenuto dapprima dagli austriaci e poi conquistato dagli italiani perlomeno per sette volte, finchè il comando italiano decise di fortificarlo e presidiarlo stabilmente (Battaglione Feltre). Alle sue pendici vi sono opere in grotta e piccole opere in cemento, sulle dorsali e lungo la cresta sommitale trinceramenti ancor oggi agibili e visitabili.




I pascoli di M. Val Cion, a dx le propaggini del Col degli Uccelli. Sfondo M.Cupolà e Castel delle Aie



Dalla Malga Val Cion si abbandona la rotabile, seguendo un sentiero (‘Sentiero del Casarìn’ - 301-SAT, paletti, segni) che scende verso Nord aperto e senza vegetazione per la cosiddetta Aia delle Capre. Alla quota di m.1920 (palo) si piega decisamente a sx (ad ovest), tagliando la costa e seguendo una mulattiera che dopo circa 250 metri ad un bivio, piega a dx (NordOvest) e scende per il bosco (segni) nella valletta sottostante, aperta e ricca di acqua, ove scorre un rivo che andrà oltrepassato a NordOvest e seguito sino alla selletta di m. 1860 - percorso aperto ma non battuto). Oltre la sella, il sentiero, ora ben marcato, volgendo a Nord e mantenendosi in quota raggiunge i ruderi della Malga Val Ziotto, due edifici in muratura con tetto pericolante e crollato. (m.1840 – rivo d’acqua – ore 0:45 da malga Val Cion)


I ruderi della Malga Val Ziotto a m.1840


Dai pressi di Malga Val Ziotto, la piana del torrente Val Ziotto: in fondo  'Aia del Pastore'

Traversando rasente i ruderi della pendana crollata, si supera un rivo ed un capitello ricavato da un tronco d’albero, ove l’immagine sacra è stata rimossa. Il tracciato ora, meno battuto e sommerso dalla vegetazione prosegue in quota (m.1840 circa) verso est, superando un rivo per terreno dapprima sassoso, poi al limite del bosco. Sotto di noi la bellissima ed aperta Val Ziotto con l’Aia del Pastore. Questo è un ottimo pascolo di bovini, sempre presenti nel periodo estivo. Per la conca erbosa scorre, con ampie serpentine, il Rio Val Ciotto ( o Val Ziotto), caratteristico e ben ammirabile anche scendendo per a forcella Lagorai. Nel bosco (da m.1850) la mulattiera ridiviene ben visibile e sale con moderata pendenza, traversando anche su ponticelli in legno (funzionali per il tragitto di ippovia) pervenendo all’ampia sella ove è sita una croce in legno (passo di Copolà m.1950 – ore 0:45 da Malga Val Ziotto)


Passo Cupolà, la segnaletica è stata abbattuta: dalla croce si volta a dx


NB: cento metri prima del passo, verso est, si diparte un sentiero militare per il Col del Latte m.2085, fortificato, anch’esso una testimonianza storica della linea difensiva delle creste di: Punta Socede - Col di San Giovanni - Col degli Uccelli - Col del Latte. Da queste linee partirono i soldati del Btg Feltre per la conquista del M. Cauriol.

Dal passo Cupolà la mulattiera taglia diagonalmente verso est il Col del Latte con lieve pendenza sino a quota m.1930, poi flette verso nord con pendenza più accentuata, attraversando due rivi e pervenendo al pascolo della Malga Cupolà di sopra a m.1825 in mezzo ad erba alta.

Biv. Malga Cupolà di Sopra
  
Segnaletica a Cupolà di Sopra ed al sottostantebivio di m.1800

Malga Cupolà di sopra dal bivio di m.1800
La malga, ancora attiva con bovini al pascolo, è una costruzione in muratura ristrutturata recentemente (anno2020), ha una fontana con rubinetto (la presa d’acqua è circa cento metri a NordOvest della malga) panche esterne con tavolo. Vi è un locale adibito a bivacco sempre aperto con tavolo, stufa e posti per la notte. Una altra mezza ala dell’edificio è in fase di ristrutturazione ma può offrire ottimo riparo. Ore 0:30 dal passo Cupolà, ore 3 circa dal rif. Malga Conseria.
Si segue ancora il percorso 301-SAT in direzione est per circa centocinquanta metri per un pascolo aperto sino ad un muro diroccato (m.1800 - segnaletica). Verso nord il sentiero 301-SAT supera un rivo e prosegue verso il passo Sadole e rif. M.Cauriol, mentre questo percorso ci porta a superare il muro diroccato ad est puntando al limitare dx del pascolo. Il sentiero ora si fa più marcato e segue alto il bordo della valletta sino alla quota m.1750 (segnaletica) dove la mulattiera compie un tornante verso nord. Superato un ponticello in legno si prosegue in leggera salita e, superata una radura (m.1740) il sentiero si infila nel bosco e comincia la discesa per mulattiera all’ombra dei pini. In direzione SudEst. Da m. 1690 sino al raccordo con la strada forestale a m.1600 la tempesta Vaia del 2019 ha disastrato la costa con schianti incrociati uno sull’altro, rendendo molto ardua l’individuazione della mulattiera. Bisogna, con pazienza, scavalcare od aggirare le piante sapendo che la strada è cento metri sotto. Il perditempo per questo tratto è di circa mezz’ora, evitabile quando i servizi forestali avranno tagliato le piante per agevolare il passaggio.

La mulattiera, molto ripida alla fine, si raccorda alla strada dove essa compie una curva e supera la costa rocciosa. Seguendo la strada verso valle, fatti due tornanti. si giunge al bivacco di Malga Cupolà di Sotto (m.1550 – acqua). Il bivacco è stato ristrutturato sulla ex malga, all’interno è provvisto di tavolo, panche, stufa, larìn e tavolato per la notte. Ore 1:15 da malga Cupolà di Sopra.



Il biv. Malga Cupolà di sotto a dx la strada da dove si arriva


Si segue la strada con pendenza costante lasciando a sx dopo il primo tornante la pista per Malga Laghetti e Passo Sadole (segnaletica). Si giunge a fondovalle dopo aver compiuto bel sedici tornanti. Un ponte supera il torrente Vanoi ed a m. 1236 ci si raccorda con la strada forestale Refavaie- Ponte Conseria abbandonata a Malga Val Cion. Due chilometri di pista forestale ci portano al rif. Refavaie a m.1100. Ore 1:30 circa dal Biv. Cupolà di sotto.
L’intero percorso impegna per circa 5/6 ore con un dislivello in salita di circa 300 m. - in discesa circa 1000 m. Lo sviluppo totale è di circa 12.5 km.



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