Forte M.Tudaio - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Forte M.Tudaio

Dolomiti > Cortina-Cadore-Comelico > Cadore > Cadore sx Piave

Salita al Forte di M.Tudaio (m.2140)
Da Piniè di Vigo di Cadore


Carta igm 1:25000 zona Lorenzago di Cdore


La caserma del Forte di M.Tudaio, le cupole con i cannoni erano in alto a sx

Il forte ebbe vita dal 1904 al 1918. Fu fatto esplodere dagli italiani dopo Caporetto.
Si tratta di una escursione tutta su stradina militare scavata quasi completamente nella roccia, adatta al traino di cannoni, (tuttora risalibile con fuoristrada per la manutenzione dei ripetitori di vetta). Trentasei tornanti: Il dislivello complessivo è di m.1270, dalla vetta il panorama è stupendo su tutte le Dolomiti del Cadore sino alle creste di confine. Sulla vetta è sito il formidabile Forte del M.Tudaio (ruderi) che offre la viva testimonianza storica riguardante il primo conflitto mondiale. La salita impegna per circa 4-5 ore mentre la discesa impegna circa per due ore. Non vi è acqua sul percorso se non quella di fusione della neve in quanto i vecchi impianti idrici non sono più funzionali.

Avvicinamento:
Risalendo la valle del Piave per la statale n.51b si supera il Lago el Centro Cadore ed un km e mezzo dopo il bivio per il Passo della Mauria e Lorenzago, in località Tre Ponti si segue la statale che sale a dx con indicazioni per Casera Razzo e Laggio. Si seguono le indicazioni a sx per Piniè (1.3 km oltre il bivio della statale) salendo sino al 'Pino Solitario' località Col Ciampòn m.872 – ristoro, ove iniziano le indicazioni per sentiero n.339 CAI.

La casermetta di Pian de Liberàl
 a m.1150

 
La casermetta di m. 1550 sita in località La Busa ed una delle gallerie che si attraversano

  
Uno degli innumerevoli anelli per assicurare il transito dei cannoni


Descrizione della salita:
Dal 'Pino Solitario si raggiunge il park dove si parcheggia l'auto poiché vi è il divieto di transito (sbarra). Seguendo la segnaletica del tragitto n.339 CAI si oltrepassa il greto della Val di Ciariè ove scorre il Rin de Soandre.

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 NB: Oltre il Rin de Soandre si lascia a sx un sentiero che porta alle fortificazioni del Vallo Alpino – linea Sigfrido – Rin de Soandre risalenti all'ultimo conflitto mondiale – esse erano funzionali per lo sbarramento della statale proveniente da S.Stefano di Cadore -250 metri- ed il nodo stradale di Cima Gogna distante novecento metri.
L'opera è scavata in cavera e presenta due ingressi. L'opera è disposta su diversi livelli, infatti viene anche denominata "400 scalini" o "opera alta". Al suo interno un lungo corridoio conduce verso le 2 cannoniere (dove un cannone è stato ripristinato) e all'osservatorio attivo. Altri lunghi corridoi collegano le postazioni alle camerate.
Recentemente l'opera è stata affidata ad un'associazione di volontari che hanno provveduto al suo restauro e organizzano eventuali visite. 
  
L'ngresso dell'opera di Rin de Soandre e planimetria della stessa
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Superati molti tornanti si giunge ad una prima casermetta del Pian de Liberàl a m.1150 ove era sito un vecchio osservatorio di artiglieria del 1908, (cartelli esplicativi) si notano ai tornanti scavati nella roccia i grossi anelli metallici ove i pezzi di artiglieria da 149 erano assicurati con corde per le manovre di traino. La strada supera una breve galleria sino alla quota di m.1550 ove si incontra il ricovero in muratura de La Busa intitolato a Don Natale Talamini. Alla quota di circa 1960 m. già in vista delle opere del forte, ad un ampio tornante dinnanzi al Col Muto (m.1996), si stacca a nord una strada che penetra nella roccia: si tratta di una opera in grotta dove era stata ubicata una batteria con quattro finestre che dominava sia la Val Ansiei e passo del Zovo che la Val del Piave verso S.Stefano di Cadore.



L'ingresso delle cannoniere di Col Muto a m.1960

Ancora una galleria ed otto tornanti ed alfine ancora  una breve galleria fanno giungere al corpo di guardia superiore ed alla caserma del forte Tudaio le cui cupole superiori dei cannoni da 149 vennero fatte esplodere dopo Caporetto dagli stessi italiani, contestualmente alla ritirata. In vetta vi sono oggi antenne di  ripetitori radio.


Ritaglio da G.De Donà e W.Musizza '...Il Forte di Monte Tudaio...'

NB: Un sentiero difficile e parzialmente attrezzato (CAI-339) sale direttamente al forte dalla Val di Ciariè. Si tratta del Sentiero dei Mede che risalendo dapprima la sx orografica e poi la dx orogr. Della Val di Ciariè si inerpica alla quota di 1400 m. molto ripido a nord sino al piazzale del forte, (segnaletica a dx del park)
si segue una buona mulattiera segnata con bolli rossi che risale alta, in sin. orografica, la Val de Ciariè. Si cala poi per attraversare il greto del Rin de Soandre, poi si sale tra i mughi sulla d. orografica. Usciti dalla vegetazione in loc. Porte de Ciavel, a quota 1300 m, si risale il ripido ghiaione a sin. puntando allo stretto e friabile canalino sommitale. Poco prima di raggiungerlo, si piega a sin. sulla costa rocciosa coperta da magra vegetazione (i Mède), che si risale con l’ausilio di corde fisse nei tratti più esposti. Alla quota di c. 1500 m, si continua a salire all’interno di un canalone e quindi si piega nuovamente a d. per imboccare una labile traccia fra i mughi, che conduce a una piccola porta nel muro di cinta a SE del forte di M. Tudaio, dalla quale si entra sul piazzale antistante lo stesso.

La vetta del M.Tudaio ove vi erano le cupole con i cannoni da 149 ora sede di ripetitori radio


Gli schizzi sono ritagliati dalle opere:
GIOVANNI DE DONA' WALTER MUSIZZA 'Le Fortificazioni del Cadore (1904-1918) Il forte del Monte Tudaio e le altre difese dell'oltrepiave' Ed.Ribis 1987
GIOVANNI DE DONA' WALTER MUSIZZA 'Dalle Dolomiti al Grappa - La ritirata dal Cadore dopo Caporetto' 
Ed.DBS 1999


 
 
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