Rif.Casati - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Rif.Casati

Ortles-Cevedale
Al rifugio Gianni Casati ed Alessandro Guasti al Cevedale
Il rifugio è sito sulla cresta del Passo del Cevedale alla quota di m.3254.


Il rifugio G.Casati ed A.Guasti  al Passo del Cevedale con sfondo Gran Zebrù
Cenni storici:
La costruzione della capanna Casati cominciò nel 1922 su iniziativa del Cai Milano nei pressi del Passo Cevedale ove, durante la guerra appena conclusa, vi erano posizionati dei baraccamenti austriaci. Il luogo venne scelto anche in considerazione del fatto che, durante la guerra, erano andate distrutte sia la Capanna Cedech che la Capanna Halle che si trovava all’Eisseepass: venne quindi preferita questa ubicazione in quanto si trovava circa alla stessa distanza tra i due vecchi rifugi ed era in posizione strategica sul passaggio che metteva in comunicazione la Valfurva, Solda e la Val Martello.
I lavori cominciarono durante l’estate ma, a causa del maltempo, si conclusero solamente l’anno successivo: l’inaugurazione del rifugio avvenne in forma solenne il 9 dicembre del 1923.Appena ultimato il rifugio venne intitolato al socio Cai Gianni Casati, perito valorosamente a Gorizia il 12 agosto 1916. Il padre dello sfortunato ufficiale partecipò alle spese per la sua costruzione con delle grosse e generose offerte.Lo sviluppo sempre maggiore dello sci alpinismo diede impulso, nel 1932, ad una scuola di sci che organizzò da subito i primi corsi.
La notevole affluenza di alpinisti dalle vallate circostanti costrinse quasi immediatamente ad ampliare il rifugio a cui si aggiunse nel 1934 l’ulteriore struttura (attuale Guasti) che sorge poco più in alto in vista del Gran Zebrù ed utilizzata nel periodo invernale. Dal 1986 questa ulteriore struttura è stata intitolata al consigliere Cai Milano Alessandro Guasti la cui famiglia ha contribuito alla sua ristrutturazione. Nel 1985 il rifugio Casati ha subito un notevole intervento di ristrutturazione ed ammodernamento per venire incontro alle esigenze dei tanti escursionisti.
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I principali accessi al rifugio avvengono dalla Val Martello (m.2070 – Rif. Genziana) e dalla Valle dei Forni, versante di Valfurva -Bormio, Dall'Albergo dei forni a m. 2178. Il percorso con minore dislivello è quest'ultimo.
Altri accessi che sono tuttavia di carattere alpinistico provengono da Solda per il passo del Lago Ghiacciato e dalla Val di Pejo con lo scavalcamento diretto della Cima del M.Cevedale (m.3769)



Accesso dalla Valfurva (Bormio)

Da Bormio per la statale del Passo Gavia si raggiunge Santa Caterina Valfurva (m.1735) dove una strada rotabile verso est risale la Valle dei Forni sulla dx orografica sino all'Albergo dei Forni ove si parcheggia (m.2178).


Ritaglio di carta Tabacco - M.Cevedale scala 1:25000 GPS WGS84


Si seguono le indicazioni per rif. L.E.Pizzini n. 28b che è raggiungibile sia per la rotabile di servizio sia per la mulattiera che sale con un tornante verso ovest e quindi a n.est sulla costa della dx orografica della Valle di Cedec. Il rifugio L.E.Pizzini – Frattola è sito a m.2700 e si raggiunge in circa ore 1.45. E' un tragitto per tutti con dislivello di circa 500 m.
Dal rifugio si prosegue per stradina a n.est sino ad una teleferica a quota m.2830 (eventuale servizio di trasporto zaini e sci – informarsi) dove la pista termina lasciando posto ad una mulattiera militare ben segnata. Il sentiero sale son ampi tornanti che si fanno sempre più stretti e ripidi mano a mano che si sale. Si rasentano alfine le rocce sino a sbucare ripidamente sul Passo del Cevedale dove circa un centinaio di metri oltre lo scavalcamento sono site le due costruzioni dei rif. G.Casati ed A.Guasti. (m. 3254)
Dislivello m. 1080 m. - ore 4 circa

 
Arrivando al rif.Pizzini. a sx il Gran Zebrù


Il rif. Pizzini con sfondo la Punta S.Matteo e  parte delle  'tredici cime'

Dal Passo dello Zebrù verso la Cima di Solda. segnata la teleferica ed il sentiero che sale al rif. Casati dalla Val di Cedec. Il rif. Pizzini è a dx fuori campo

Un ricordo.... da ricordare bene...
Una gita del CAI degli anni '80 ci portava con una quarantina di persone per la salita del M.Cevedale, partiti dall'Albergo dei Forni e superato il rif. Pizzini arrancavamo su per i tornanti della mulattiera militare ormai prossimi ai 3000 metri di quota. Il tempo stava cambiando. Un gruppetto molto veloce dei nostri ci raggiunse in scioltezza, sembrava non facessero fatica.... infatti non avevano lo zaino perchè lo avevano caricato sulla teleferica del rifugio per fare meno fatica... nel giro di dieci minuti si scatenò una tormenta di neve con forte vento che ci fece indossare l'abbigliamento pesante. Ma quelli sopraggiunti avevano i loro capi di vestiario tecnico e marchiato nello zaino che però non avevano.... dividemmo così quello che avevamo, un guanto per ciascuno, una maglia di lana, un berretto, una mantella e su sempre senza soste. Il rifugio era indefinibile sino all'ultimo in mezzo alla neve ed alla nebbia, i fiocchi arrivavano orrizzontalmente e facevano addirittura male sulla pelle. Penso che quella lunga mezz'ora di cammino abbia convinto i velocisti che alle volte è meglio fare un poco più di fatica ma avere tutte le risorse sulla schiena...a quelle quote non si scherza!




Accesso dalla Val Martello

Da Bolzano e Merano, percorrendo la Val d'Adige a Laces si passa sulla dx orografica seguendo poi le indicazioni per la Val Martello. Essa andrà risalita tutta sino al lago artificiale omonimo ove sono parcheggi a pagamento nelle immediate vicinanze del rif. Alb.Genziana, sito a m. 2070.

Il rif. Nino Corsi (m.2265), base per escursioni alpinistiche 



Ritaglio carta IGM 1:25000 M.Cevedale


Salita al rif. G.Casati
Occorre subito precisare che questo itinerario presenta nella sua parte superiore l'attraversamento del ghiacciaio crepacciato che obbliga all'uso della attrezzatura da ghiaccio (ramponi-picozza) e la progressione in cordata.

Partenza dal rifugio genziana in Val Martello, oltre il lago artificiale.
Dai parcheggi a pagamento alla quota di 2070 si segue il sentiero numero 150 con indicazione del rifugio Corsi e Casati , procedendo verso sud ovest. Si giunge al rifugio corsi a metri 2265 in 45 minuti per largo sentiero. Dal rifugio Corsi sempre per sentiero con indicazione 150 si sale sul promontorio per la valle sino ad un bivio a quota 2318 con molte indicazioni. Verso sud ovest e poi ovest si prosegue rimontando la morena laterale. Si supera un rivo d'acqua a 2400 m e dopo una serie di tornanti sul filo della morena ( in vista del ghiacciaio) si perviene ad un lago pensile alla quota 2825. Bellissimo panorama. Sempre seguendo il filo della morena si prosegue fino alla quota 2915 dove si volge decisamente verso sud in piano, salendo poi verso ovest a ripidi tornanti dalla quota 2935 molto ripidi sino alla spalla 3080 m dove vi sono resti di baracche austriache, legname un po' dappertutto. Si scende verso est guadagnando il ghiacciaio e alla quota di 3110 m sotto al passo del lago gelato. Indossare l'attrezzatura e legarsi. Si prosegue a sud a lungo in vista del rifugio Casati che e si raggiunge la 3254 m. (il ghiacciaio è crepacciato) circa 4-5 ore. Dislivello m.1200 circa


Quota m.2825 - Laghetto, Ghiacciaio del Cevedale e cima del Gran Zebrù


Quota m.3080 - ruderi di baracche austriache verso il Passo del Lago Ghiacciato


Traversando sotto al Passo del Lago Ghiacciato una aggiustatina ai ramponi ...


 
 
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