Valmontina - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Valmontina

Dolomiti > Cortina-Cadore-Comelico > Cadore > Cadore sx Piave
  NB: nel nov. 2016 è stato pubblicato il libro 'Toponimi della Frazione di Caralte (Perarolo di Cadore)' di Pietro D'Olif de i Poi. Questa prima ed unica opera fissa in modo inequivocabile i toponimi locali ai quali ovviamente mi adeguerò modificando le inesattezze dei miei scritti.



DALLA VAL DEL PIAVE AL BIV. BARONI IN VALMONTINA

Il possente impluvio della Valmontina, limitato dalla Cima
dei Preti, dalla Cima dei Frati e dal M.Duranno, possiede un
solo punto d'appoggio che consente il pernottamento, cioe'
il Biv.Baroni, sito sotto la parete nord del M.Duranno in
mezzo ad una verde radura (campìgol) tra bosco di larici e pini.
La zona e la casera diruta   erano  denominate 'Bosco Nero alto'
L'ambiente selvaggio ed il considerevole tempo che si impiega
per arrivare in codesto sito, unito al fatto che la neve
permane fino a stagione avanzata, fanno si che questo luogo
sia meta di pochi appassionati.
Il libro delle firme del Bivacco, originale dal 1976 che è la
data della sua inaugurazione, lascia calcolare una media di
una quindicina di persone all'anno che frequentano questi
luoghi registrando il passaggio. (al 1987)
Il sentiero che verra' descritto e' per la meta' del
dislivello una buona mulattiera, per l'altra meta' e' un
sentierino ben battuto ed attrezzato con un tratto di corda
metallica nel tratto di percorso su cengia.


La Valmontina: a sx la Cima dei Preti ed a dx il M.Duranno


Carta topografica: TABACCO Dolomiti di Sinistra Piave 1:25000
IGM - Tavoletta di Perarolo 1:25000

Tempo ore 4.30-5
Dislivello totale mt.1300
Acqua: all'attraversamento del Ru di Tia e Bosconegro, sorgenti a s.est del Biv.Baroni.

Il punto di partenza e' Macchietto, l'auto puo' essere
parcheggiata presso il bar che e' anche posto di chiamata del
Soccorso Alpino oppure al parcheggio cento metri piu' avanti
del bar, proprio dove inizia il ponte, presso una azienda artigianale locale.
Di fronte alla chiesetta, sulla curva della strada, un
sentiero si diparte dall'angolo di una costruzione e scende
con due tornanti alla sottostante passerella che consente di
attraversare il Piave. (Strada di Servizio ENEL)
Si puo' subito notare che il numero del sentiero (371) non
corrisponde con quello riportato sulle carte topografiche.
Praticamente e' stata cambiata la numerazione del sentiero
ma su terreno non si sono apportate le modifiche.
OLtrepassata la passerella si prosegue per sentiero con
passamano metallico e dopo circa venti metri ad un bivio ci si
inerpica su diritti per il colle abbandonando il sentiero di
servizio dell'Enel che continua in leggera salita e salendo  a destra.
Il sentiero si inerpica per un centinaio di metri, quando
esso diviene meno pendente si incontra un quadrivio a mt.675
e si prosegue diritti per la mulattiera che segue una
valletta in leggera salita, la Val Terzacroda.

Da questo bivio girando a destra si sale la costa verso il
bivacco Casera dell'Alberghèt, aperto ma di proprieta' privata. (sent.396)
A sinistra, in discesa, si giunge in cinque minuti ad una
grande casa della AGESCI di Conegliano. Sul prato dove c'e'
l'abitazione vi sono anche i ruderi di una chiesetta molto
antica. (Archi in tufo, travetti di pietra molto vecchia).
La casa e' stata costruita sui ruderi della Casera di Valmontina.
Si puo' arrivare al bivio di mt. 675 anche proseguendo
per la strada di servizio dell'Enel e raccordandosi con un
pista forestale che con quattro tornanti rimonta alla Casera
di Valmontina , seguendo la pista di destra ad un bivio.
Proprio dietro alla casera di Valmontina un sentiero si
infila nel bosco ed in sette minuti porta al bivio.
A quota mt. 730, dove un grande masso bianco e' rotolato
presso il sentiero, si abbandona la valletta e la mulattiera
gira a sinistra salendo diagonalmente e ripidamente la Costa del Peocio.
Aggirata la costa si perviene al Pian delle Sbolighe, dove
un tavolo in legno, una panca ed un focolare denotano un
posto di ristoro probabilmente per boscaioli. mt.1098. ore
1.40 da Macchietto.

La capanna di boscaioli a q.1176

Un sentiero da qui' sale il Col Strasei e porta alla Casera
dell'Alberghet per la forcella Val della Cima a mt. 1513.

Ora il percorso da mulattiera diviene sentiero, esso prosegue
in piano molto panoramico sulla Valmontina e taglia tutta la
costa scendendo alfine di una cinquantina di metri per
calare nel greto della Val Ru di Tia a mt.1070.


     La Val di Ru di Tia con il Sasso delle Dieci

NB:La Val di Ruditia e' risalibile sulla sx orografica del greto
e quando essa si restringe, in alto tra i baranci, si
prosegue sulla dx orogr. con possibilita' di salire alla
forc. Van di Ruditia che si raggiunge sottocroda dopo aver
salito un ghiaione barancioso.
E' possibile altresi' salire al Van di Ru di Tia ed alle Portel-
line, in cresta.
Anche il Col dei Tas e' aggirabile da una quota di circa 1700
metri, pervenendo in alta Val di Bosconegro, nel cui versante
dx orografico sorge il Biv.Baroni. (Mughe, tante...)
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Si oltrepassa il greto (acqua) dove un masso e' segnato con
segni rossi e si rimonta il versante opposto salendo di una
cinquantina di metri, dopodiche' il sentiero aggira la costa
di baranci in piano, con un piccolo passo su roccia che
costringe ad un po' di attenzione.
Proseguendo ancora per cengia, si perviene ad una capanna in
legno che puo' offrire riparo a tre-quattro persone, mt.1176.
e poco prima nei pressi di una curva delle pietre accatastate
denotano l'antica presenza di una piccola costruzione in
muratura. (ore 2.40 da Macchietto)
Proseguendo con saliscendi, si supera una piccola frana dove
va fatta attenzione (due metri).
Sempre con saliscendi ed in piccola salita si giunge al Rio
di Bosconero dopo aver superato una sorgente d'acqua.
Una stretta cengia attrezzata con circa sessanta metri di
corda metallica consente un passaggio sicuro per la stretta
cengia che porta al rio.

Nei pressi della sorgente, tracce di sentiero passano alte
supra alla fascia di rocce e, tagliando il rio di Bosconegro
ad una quota superiore (circa 1475 mt.) riguadagnano la dx
orografica salendo ai margini della grande frana sino alla
costa dove sorge il Bivacco. (percorso non segnato, ma che
sara' per forza seguito se la frana della cengia dovesse
portare via le corde metalliche.)

Si attraversa il rio di Bosconegro ad una quota di 1340 mt,
poi il sentierino si inerpica su diritto per il bosco con
strette serpentine superando un passo su roccia non
difficile. Esso traversa poi sulla sinistra e poi risale un
canalino pietroso per una cinquantina di metri usendone poi
sulla sinistra (c'e' il sentiero sul lato sin. del canale!)
e salendo ripidamente il bosco.


   La Valmontina dalle creste della Cima dei Frati. Il M. Col Alto e la forc. agibile del Collalto


Da sx la Cima dei Frati, I Frati, il M.Duranno, la spalla del Duranno


   Il Col Tondo e Col Alto, sulle creste rocciose, la Cima Laste ed il Tridente


     Le cengie del Col Tondo

Raggiunta la costa di pini la pendenza diminuisce e si segue
un rivo d'acqua mantenendosi sulla dx di esso.
Si riprende a salire verso la costa con buona pendenza, nel
bosco di pini, uscendone poi presso la radura di ortiche dove
vi e' il vecchio muro della ex casera di Bosconegro alta.
Superata la radura si giunge al Bivacco Baroni. mt. 1732.


  Il biv.Baroni sul campìgol di Bosco Nero alto

                            da sx la Cima Laste, la crestina del tridente e la Cima dei Preti



   La spalla del Duranno vista da est


                                    alta Valmontina dalla spalla est della Cima dei Preti

                       Il M.Duranno dal Biv.Baroni - La 'Sfinge' del Duranno sotto il bernoccolo sommitale

Il Bivacco Baroni sorge accanto ai ruderi della Casera di 
Bosconegro, anticamente raffidurata anche sulle carte dell'800.
Esso e' allestito dalla sez. CAI di Venezia,
consente il pernottamento di nove persone, e' dotato di
fornelletti a gas, pentolame, posate, attrezzi per il taglio
della legna, ecc.  (al 1994)
E' del tipo "Fondazione Berti", in legno rivestito di metallo.
Le coperte in dotazione sono nuove al 1994 ed il bivacco
stesso e' mantenuto pulito in modo corretto dalle poche
persone che vi transitano.
L'acqua e' presente su due sorgenti che sgorgano a circa
duecento metri a sud del bivacco, sul sentiero per forcella
del Frate. (cinque minuti).
Vi e' abbondanza di legna da ardere ricavabile dagli schianti
di alberi nei dintorni.



Ricordo di Sergio.
'...Lassù in Cadore, nell'alta Val Montina, sotto la parete nord del Duranno, c'è un piccolo pezzo della storia della nostra Sezione, un segno tangibile a ricordo permanente di un socio tragicamente scomparso sui monti. Forse a molti, ora, il nome di Sergio Baroni non dice molto ma chi l'ha conosciuto sa di aver perduto un amico generoso, un socio attivo della Sezione, un valido alpinista e sciatore. Aveva solo 27 anni. Qualcuno di quelli che più hanno collaborato alla costruzione e manutenzione del bivacco eretto a suo nome, tornandovi, ha la sensazione di giungere a casa; qualcun altro ha voluto euforicamente chiamarlo una piccola succursale sui monti della nostra Sede sociale.
Sergio scendeva tranquillo, quel 12 agosto 1973, su un ghiacciao dell'alta Val Senales che, a detta del gestore del vicino Rifugio Bellavista, mai aveva dato problemi in quanto, a suo dire, privo di crepacci. Quel giorno invece proprio una spaccatura del ghiacciaio doveva inghiottirlo senza speranza; fu vano ogni recupero immediato da parte del suo compagno di gita. (...)
Giovane Montagna, C.A.I. ed A.N.A., di cui Sergio era socio, fecero subito a gara per una sottoscrizione mirata alla costruzione di un'opera alpina che ricordasse il giovane amico scomparso. Sentita la Fondazione Berti, fu decisa l'erezione di un bivacco fisso e venne scelta l'esatta località dove collocarlo.
Il bivacco venne inaugurato il 10 ottobre 1976. ...'   (www. gmvenezia.it)

     Zona di BoscoNegro: ritaglio  Kriegskarte di Anton Von Zach 1798-1805  - tav.XIII-7 cartografo Z.Von Klebek
     Si nota sotto alla 'r' di 'Durano' la doppia traccia di attraversamento della spalla asattamente come l'attuale..


 
 
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