S.Mauro-Palmar - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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S.Mauro-Palmar

Dolomiti > Dolomiti Feltrine > Pizzocco-Erera > Tre Petre
 IL GRUPPO DEL M.TRE PIETRE

E' un massiccio roccioso, formato da dolomia, che si erge tra
la Valbelluna che lo limita a sud, la val di Canzoi che lo
limita ad ovest, la val Casole che lo delimita a nord e la
val Scura che lo limita ad est.
Esso e' collegato con una serie di creste irte di pinnacoli
con l'altopiano di Erera, una di queste cime e' il monte
Pievidur.
La quota raggiunta dalle sue cime e' piuttosto modesta, si
va dai m.1965 che e' la quota massima del M.Tre Pietre ed i
mt.1930. quota del M.Cimone, fino ad una serie di cime che
svettano sui 1600, 1700, 1800 metri.
Le valli che incidono il massiccio sono fondamentalmente due,
cioe' la val Fosserla, e la val di Salmenega. Le restanti
sono da considerarsi a confine del gruppo.
I sentieri che si inoltrano nel massiccio, decisamente
impervio e selvaggio, sono stati segnati solamente di recente
ed alcuni rimangono solamente come tracce, perche' oltre alla
caccia nessuno frequenta piu' quei luoghi per il pascolo o
la raccolta del legname.
Il sentiero escursionistico "De Bastiani" e' il tracciato che
si inoltra piu' sicuro nel gruppo. Esso e' stato adattato e
segnato dal gruppo escursionisti di Cesio, permette l'accesso
al Bivacco del Bosco dei Buoi, costruito su ruderi nel 1990.
Il sentiero piu' comodo per pervenire al bivacco e' questo,
esso sale il M.Palmar e poi con un saliscendi di cento metri,
da localita' Sass da Porta vi perviene con tortuosi
aggiramenti di vallette e con qualche corda fissa.(dis.1000m)
Dal versante ovest un sentiero dapprima molto largo, poi
stretto e scarsamente seguibile, seppur segnato, percorre in
salita molto accentuata la Val Fosserla e perviene al Bosco
dei Buoi a quota mt.1645, superando un dislivello di ben 1100
metri.
Dal bivacco e' facilmente raggiungibile la cima del gruppo
salendo il canalone che spacca in due il gruppo. La salita
del canalone si intraprende dalla localita' Lebi, (100 mt.
sotto al bivacco, sul sentiero, o traversando alti in quota.
Sulla antica cartografia, inoltre, (Grandis-1713 ed anche su
carte del 1899) viene riportato un collegamento tra la val
Fosserla e la Val Casole scavalcando il M.Piavon e
pervenendo a casera Fraton. Esso e' segnato con traccia
leggera rispetto agli altri percorsi. Si sa che oggi e'
solamente un percorso di caccia ( anche se le tabelle di
riserva di caccia si snodano lungo tutto il crinale del
M.Piavon su verso il M.Tre Pietre.)
Dal versante della val scura il sentiero che sale
maggiormente il Gruppo e' quello che sale alla chiesetta di
S.Mauro, a quota 1175. Da essa qualche traccia sale verso il
M.Cimone e cala verso la val scura, ma sono percorsi di
caccia e da boscaioli, che ben presto si arrestano sotto alle
pareti incombenti del Gruppo.


GIRO AD ANELLO DA CAMPEL ALTO PER RICOVERO PALMAR
E BIV.CASAGRANDE A SUD DEL CIMONE (COL GRAND)
Dislivello mt.700

Acqua: al biv.Casagrande ed al ricovero di q.1400.
tempo: ore 2.30 circa in salita
ore 0.45 in discesa.
Questo itinerario si svolge per mulattiere e sentieri ben
battuti ma non segnalati dal CAI su terreno al 1991-
Le carte topografiche al 25000 sono estremamente imprecise,
al punto che e' meglio consultarle solo per avere una idea del
tipo di terreno ma non dei sentieri esistenti.
Punto di partenza ed arrivo e' Campel alto a mt.700.
Vi si arriva da Cergnai per una strada che passa dinnanzi
all'asilo comunale, in salita: giunti a Campel, si lascia a
sinistra la strada per Cesiomaggiore (Case Marianne) e si
prosegue diritti in salita lasciando a destra una casa (sede ANA
- statua di un Alpino-) arrivando cosi' alle case di Campel Alto.
Il sentiero ha inizio sulla sinistra della strada, in
corrispondenza di un tornante (a destra abitazione) con prato
con scritta 'proprieta' privata'(mt.700); piu' su la strada si
inoltra nella Val Scura (teleferica) e diviene praticabile solo
ai mezzi fuoristrada.
La mulattiera si inerpica tagliando in diagonale la montagna
verso ovest, si lasciano a sinistra due sentieri secondari e
prosegue a tornanti in mezzo al bosco fino ad una spalla ove
arriva una teleferica per trasporto legna. (mt.1000 circa- oltre
la spalla, e' possibile vedere casera Rissac mt.1022)
Da qui' si inverte il cammino in direzione ovest e salendo
ancora per bosco e superando un grande masso (posto di ristoro
per i boscaioli) si perviene al bivio (mt.1150 circa), sul
costone della montagna, che porta a nord in discesa verso Casera
Rissac (diruta).
Dal bivio, puntiamo dapprima in piano poi in leggera discesa
verso sud-ovest, passando dinnanzi a grandi muraglioni di pietre,
(muri di sostegno di vecchie cave di pietra) e poi, per sentiero
molto largo e con muretto laterale si giunge in piano ad una
Casera parzialmente diruta.(mt.1039) La parte sana di questa
Casera ha il tetto in lastre di pietra ed e' provvista di
serramenti.
Il sentiero vi passa dietro e poi sale verso n.ovest e
subito presenta un bivio: salendo diritti verso nord (m.Palmar)
si va verso il biv.Casagrande. (Percorso di discesa)
Si prosegue in leggera salita verso ovest e poi il sentiero
corre in piano (e taglia in piano anche un sentiero che sale
verso alcune case soprastanti.)
Proseguendo in leggera discesa si incontra poi un sentiero
che sale e lo si imbocca verso nord. (dalla casa semidiruta fino
a questo bivio vi sono circa 500 mt. di di sentiero.)
Con qualche tornante ed in mezzo a vegetazione prevalente di
larici e pini si arriva fino al Rif.Ricovero Palmar (mt.1171).
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NB. Una di queste abitazioni e' stata adibita a rifugio. Le
chiavi sono presso il Bar di Cergnai. Vi e' una grande tettoia
per riparare dalla pioggia, un focolare e legna in abbondanza.
Poco distante, circa 200 mt ad ovest oltre ad un orto
recintato, vi e' una altra costruzione in muratura molto piccola
ma con tetto in pietre ancora solido. (sentierino).
Dalle costruzioni adibite a rifugio si diparte verso
sud-ovest (davanti all'orto) un sentiero che scende e porta in
localita' Pra' della Montagna presso altre casere a sud-est del
m.Palmar.
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Il sentiero punta verso l'orto e poi effettua un tornante
verso nord-est passando in salita dietro alle case. Si sale per
il bosco e, giunti ad un bivio, si prende il sentiero che sale a
sinistra , piu' ripido. (andando diritti si costeggia la
montagna, ma poi il sentiero si perde su per ripidi prati)
Ad un altra biforcazione del sentiero si prende il ramo di
sinistra e subito si giunge al Bivacco Casagrande.(mt.1350 circa)
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NB: Il biv. Casagrande e' stato costruito dai Cacciatori di
S.Giustina. E' metallico (box d'auto) ed internamente vi e' una
stufa a legna ed una rete metallica, due sedie ed un'asse in
legno che funge da panca. Vi e' anche un piccolo armadietto, ma
il tutto e' in condizioni pietose. Il biv.e' ancorato al terreno
con funi metalliche. Esternamente vi e' un tavolino rotondo in
cemento.
L'acqua e' oltre al bivacco, a nord e sul sentiero, a circa
centocinquanta metri, dove e' stata messa a punto una vasca con
rubinetto.
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Proseguendo per il sentiero a nord del bivacco, in piano e
poi in leggera salita, dopo aver oltrepassato la fontanella (a
sinistra) si prosegue per bosco di pini puntando verso il vallone
che scende dal Cimone (Col Grand) e, dopo aver superato il bivio
del sentiero che sale dalla valle, si perviene ad una altra
costruzione in muratura a mt.1400 circa, laddove la vegetazione
lascia posto ai prati e nel bel mezzo del vallone che scende dal
Cimone.
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NB: Questa costruzione, recentemente riadattata dal gruppo
cacciatori di s.Giustina, e' composta da un vano aperto con panca
e focolare (caminetto in lamiera zincata). Il tetto e' in lastre
di pietra e tela incatramata.
Esternamente un tavolo in pietra ed una fontanella con
rubinetto che al 10/1991 e' funzionale. la fontana e' datata
1968.
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E' possibile scendere per sentiero molto scorrevole come
segue: dal ricovero dei cacciatori di s.Giustina si scende per
qualche centinaio di metri e poi, al bivio, si cala verso
sinistra scendendo per un sentiero molto largo e senpre in mezzo
al bosco.
Si lasciano a sin. i ruderi di una casera (circa mt. 1300)
ed a tornanti si cala a sud fino a quota mt.1175 dove il sentiero
presenta un bivio: a sinistra si scende verso un gruppo di tre
case ancora non dirute del tutto e poi si scende ancora a sud
fino a pervenire nei pressi della casera semidiruta di q.1039 mt.
di cui prima avevo scritto.
Da qui' si prende verso nord in piano ed in leggera salita
ripetendo il tragitto effettuato precedentemente.
Giunti al bivio per Casera Rissac, non volendo ripetere il
tragitto di salita, si scende verso tale Casera e da qui' giu' in
val Scura dove si incrocia la pista forestale che riporta a
Campel Alto costeggiando in quota. (Il sentiero sotto al prato di
casera Rissac si biforca, ma entrambe le possibilita' portano a
valle).



Chiesa di S.Mauro di Cergnai


La chiesa di S.Maurocon dfondoil M.Pizzocco


La Chiesa di S.Mauro si erge sulla dx orografica della Val Scura
una confluente della Valbelluna sulla sua dx orografica.
Da Cergnai si sale fino a Campel e piu' su fino a Campel alto,
mt.780 circa, dove la strada si infila nella dx orografica della Val Scura. 
(parcheggi laterali-segnaletica del Parco delle Dolomiti Bellunesi).
Si segue la strada sterrata e subito si oltrepassa una lapide
datata 1881, poi un capitello e poco oltre si lascia a destra la
strada rotabile che porta alla vicina casera Noie a mt.851.
Si lascia sulla sx anche una bella fornace in sasso ancora molto
ben conservata.




La Chiesetta di S.Mauro di Cergnai


Chiesetta di S.Mauro di Cergnai con sfondo il M.Pizzocco

  
          La chiesetta ed il tragitto di Salita                       Sopra la chiesetta per la traccia che cala in Val Scura


L'ampia carreggiata della mulattiera che ale alla chiesetta di S.Mauro


A pochi passi vi e' la teleferica di servizio per la chiesetta ed
un ricovero con buon tetto; poco oltre bisogna abbandonare la
strada che prosegue a sinistra, proseguendo diritti per una
mulattiera ben battuta e lastricata: vi e' l'indicazione per la
Chiesa.
Si salgono numerosi tornanti nel bosco e la mulattiera diviene
sempre piu' ripida, ma sempre ben agibile: In alto, a quota 1000
mt. circa il sentiero taglia tutto il colle da est verso ovest per
una bella cengia mugosa che passa sopra a salti rocciosi.
Oltre alla cengia il sentiero si fa un po' roccioso, scavato
nella roccia ed in corrispondenza dell'ultimo grande tornante
supera una vena di acqua con tubo cementato.
In breve, con pendio ben piu' dolce, si prosegue verso est sino
al pascolo dove si erge la Chiesa di S.Mauro.
Dietro alla chiesa vi e' un ricovero adibito a bivacco e sempre
aperto: vi e' il larin, cucina, tavolo e panche nonche' legna da
ardere;
Un sentiero porta ai prati sul colle sopra alla chiesetta.
Dislivello mt.475
Vena d'acqua al tornante prima della chiesetta.
Ore 1-1.30 circa
Cartografia Tabacco n.23 - Alpi Feltrine-Le Vette-Cimonega


Localita' S.Mauro di Cergnai

Accessi alla pala di quota 1160 a nord della Chiesa
A nord della chiesetta di san Mauro, ad una quota inferiore e
piu' a monte seguendo la val Scura, vi e' una pala boscosa, non
quotata sulle carte (mt.1160). A sud della sua cima vi e' una
forcellina agibile che collega la val Scura con una valle
laterale senza nome.
Questa pala boscosa e' tagliata alla base est dal sentiero della
dx orografica della val Scura, descritto in altra nota; il
versante nord-ovest e' agibile e sbocca nella alta val Scura dove
da ovest ad est (a quote leggermente differenti sul versante
della pala del Ciso scorrono due larghe mulattiere di boscaioli
che si ricongiungono al sentiero del passo Forca nel bosco di
pini ed abeti di quota 900 mt. dove val Cavaller e val Scura si
uniscono.
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Descrizione del percorso effettuato:

Dove val Cavaller e val Scura si uniscono, circa una ventina di
metri prima dell'antico confine (cumulo di pietre sul sentiero)
sulla destra, una traccia ben battuta scende qualche metro in
direzione del greto del torrente.
Si continua esattamente sul versante opposto del torrente
entrando diagonalmente nel bosco e continuando in leggera salita
sul suo margine sinistro, appena sopra il greto della val Scura.
(direzione ovest)
La mulattiera diviene evidente e poi cala a sud nel greto del
torrente dopo aver superato un tratto ricoperto di mughe e ne
risale il versante opposto verso ovest perdendosi nell'erba.
Si prosegue salendo sottocroda fino ad entrare in un canalino
sassoso che cala da sinistra (da sud, grossomodo dalle creste
della chiesa di S.Mauro). Si segue un sentierino tracciato piu'
dalle bestie che dall'uomo, il quale dapprima sale ripido sulla
destra del canalino, poi sulla sua sinistra, e lo risale
completamente fino a quota 1150 mt. circa (sotto le crode)
dove si esce a sinistra verso est per evidente traccia fino alla
forcellina di quota 1160 mt.
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NB: Il vallone di cui abbiamo risalito il canalino piu'ad est
della dx orografica, e' agibile anche sulla sua sx orografica per
tracce non molto marcate.
(La forcellina e' evidentemente molto frequentata dalle bestie,
presenta un sentierino che sottocroda verso sud risale due ripidi
canalini per portarsi verso le cengie nord della chiesa di
S.Mauro; v'e' da dire, inoltre, che da questa posizione gli
animali possono usufruire di molte vie di fuga e per questo il
pulpito e' per loro una perfetta posizione strategica)
Dalla forcellina si cala in mezzo al bosco di faggi verso est per
pala ricoperta di fogliame (a sinistra schianti di piante),
lasciando sempre alla ns destra il ripido canalone sassoso che
scende verso la val Scura. Quando il bosco lascia il posto ad
abeti e pini, il sentiero che prima era ricoperto di fogliame
diviene evidente: esso diagonalmente a quota 950 mt.(*)scende
verso nord per bella cengia fino ad un piano (lapide di marmo a
sinistra, sotto ad un sasso) e quindi cento metri avanti a
destra finisce grossomodo trenta metri piu' a valle del punto in
cui era stato iniziato codesto giro.
(grosso segno bianco sul greto del torrente, lato della dx
orografica)

(*) in questo punto si ricongiunge con la traccia del vecchio
sentiero della dx orografica ed il percorso da qui e' comune con
detto percorso.
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Dal bivio di Val Scura: Dislivello circa 250 mt.
Non c'e' acqua sul percorso
tempo circa ore 1.30.


Sentieri della dx orografica della val Scura (Pizzocco-T.Pietre)
(sentiero 'basso')
Vi sono solamente due sentieri che si inoltrano nella val Scura
seguendo la dx orografica: entrambi sono in parte comuni al
sentiero che sale verso la chiesa di San Mauro, uno scorre
relativamente basso, poco piu' alto di casere Noie, l'altro cala
dai prati sovrastanti la chiesetta. Entrambi confluiscono alla
testata della val Scura, dove si congiunge con la val Cavaller.
Esii non sono frequentati poiche' con la creazione del parco
naturale della val Scura sono stati interdetti anche ai
cacciatori, principali frequentatori della zona. Fino agli anni
sessanta veniva effettuato anche un prosperoso lavoro da
boscaioli, testimoniato dai larghi sentieri che entrano dalla
sin. orografica; con la chiusura della ex malga Miari e della
malga di Noie si puo' dire che la valle non e' piu' frequentata
salvo qualche raro turista amante dei luoghi selvaggi.

La descrizione del sentiero 'basso' della dx orografica della val
Scura viene fatta partendo da Campel Alto, per motivi di
facilita' di orientamento, e si consiglia di percorrere il
tragitto come da descrizione, eventualmente ritornando per il
sentiero basso della sx orografica, compiendo cosi' un bel giro
ad anello.
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Da Cergnai si sale a Campel Alto, superando la 'Casa degli
Alpini' e parcheggiando l'auto in localita' -La Perina- dove
terminas la strada asfaltata. mt.725.
Si prosegue per la pista forestale che si inoltra nella val
Scura, superando una lapide, un capitello ed una fornace ben
conservata, tutti sulla sx.
Poco dopo aver superato l'inizio della teleferica di servizio
della chiesetta di S.Mauro, si abbandona la pista che compie un
tornante a sx e si prende la mulattiera dinnanzi a noi, ben
lastricata.
Il sentiero taglia a lungo e completamente tutta la costa boscosa
che scende sotto la chiesetta, ed effettua un tornante poco piu'
avanti di due grandi abeti con sotto due cumuli di grossi sassi
ricoperti di muschio, proprio dove la costa cala verso il
torrente Veses.( mt.925)
Sia dal tornante che da quota 950 mt. (poco sopra, all'altezza
delle roccette) si diparte la traccia che passa proprio alla base
delle roccette (covolo). Per non sbagliare, in caso di
vegetazione molto alta, puntare subito sotto alle roccette ed
attraversarle alla base, ritrovando cosi' la traccia.
Si aggirano le rocce alla base per sentiero evidente che poi
risale una pala boscosa fino ad una caratteristica forcelletta
molto panoramica a quota mt.1025. (Ex zona di appostamento dei
cacciatori - questa ultima risalita presenta un sentiero
piuttosto incerto per il fogliame, ma anche qui' basta puntare
alla sommita' dx della forcelletta.)
Il canalino che bisogna scendere al di la' della forcelletta si
imbocca aggirando il colle a dx dove il sentiero diviene ancora
evidente.
Si scende la valletta tenendosi sul sentiero che dapprima scende
tenendosi sulla costa dx, pittosto ripida, poi diagonalmente si
riporta al centro e poi esce dalla valletta mantenendosi
sottocroda a sx per bel sentierino.
(non c'e' alcun problema per scendere la valletta anche subito
centralmente od a sinistra, perche' essa e' ben praticabile e non
pericolosa.)
Si risale a sinistra, su per altro canalone circa quaranta metri
fino alla base di una frana detritica gialla. (ometti)
Si attraversa il canalone in quota verso il bosco di pini della
costa che abbiamo frontalmente proprio alla base della frana,
poi, sempre in quota si taglia il bosco verso nord (esile
traccia) fino ad incontrare il sentiero che scende la costa
dall'alto.(mt.950) (Anche qui', in caso di nebbia,basta tagliare
in quota la costa ed e' impossibile non incontrare il sentierino)
Quindi con un bel passaggio su cengia inclinata (ben visibile
anche dal sentiero nr.852 della sx orogr.) il sentiero scende
diagonalmente sempre meno pendente fino ad un pianoro dove a sx
vi e' una lapide in marmo a ricordo di un boscaiolo deceduto.
Dal pianoro, mantenendosi a dx sul bordo del torrente, per
sentierino si cala sul greto. (si arriva esattamente all'altezza
del bivio tra sent.852 per S.Felice e sentiero basso per Campel-
grosso segno bianco su di un masso del greto, ottimo riferimento
per chi volesse compiere in senso inverso il tragitto)

Non vi e' acqua sul percorso
Dislivello mt.275
ore 1 circa.
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SALITA ALLA CROCE DI CESIO (MAGGIORE) mt.1235

Il percorso non e' segnato, ma e' evidente e molto battuto.
Da notare innanzitutto che la topografia attuale riporta come
"Croce di Cesio" la quota mt.1150, mentre la quota dove e'
sita la croce e' a mt.1235, quattrocento metri piu' a nord.
Nemmeno l'ultima parte del sentiero, cioe' quella che porta
in vetta, e' riportata, pur essendo il sentiero stesso di
grande carreggiata.

                               
                                                            Croce di Cesio sopra alla 'Perina'

Accesso automobilistico: da Cesiomaggiore (mt.480) si segue
la strada che passando dinnanzi alla chiesa prosegue diritta
in salita verso le montagne, poi ad un bivio (Roncogna e
Marianne) si prende la strada asfaltata per Roncogna, la
quale taglia in quota la montagna per circa 600 metri e poi
compie due tornanti, giungendo in localita' Bulpan.
Si passa una strettoia tra due case e poi si traversa ancora
verso ovest, in piano, fino alle Case Camelin, dove una
indicazione a destra indica "Perina".
La strada ora diviene sterrata, essa e' piuttosto ripida e
porta con due lunghe traversate ed un tornante alla localita'
"Montagna" dove sorgono due casere e vi e' posto per
parcheggiare. (mt.973)
Conviene comunque lasciare l'auto dove finisce l'asfalto, per
salire la strada sterrata a piedi, oppure seguire uno dei
sentieri che erano l'antico accesso alla montagna.
Volendo salire a piedi, ricordo che una buona mulattiera sale
la montagna proprio dietro le case Camelin; essa e' molto
larga ed a quota mt. 750 ad un bivio (capitello su albero)
bisogna prendere a destra). Ci si collega alla strada
sterrata a quota mt. 900 circa che si percorre in salita
verso ovest.
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Dal bel piano con le case di quota 973 mt. si prosegue per
la pista forestale che taglia il colle soprastante ai suoi
piedi, da s.ovest verso n.est, (il colle e' quotato mt. 1150
riportato erroneamente sulla carta come quello della croce).
Ad un tornante di quota mt. 1050 si abbandona la pista
forestale che prosegue verso ovest verso localita' "Il
Termen" e si prosegue con minore pendenza per una mulattiera
che si stacca verso n.est dal tornante stesso.
Essa aggira la costa del colle e ci porta in localita' Casera
Le Mandre, da dove si scorge la grande Croce di Cesio.
Le casere sono diroccate, un grande covone di fieno indica
pero' una recente monticazione di bestiame.
Un grande covone di fieno si erge un po' storto a fianco del
sentiero ed indica una sicuro pascolo di bestiame.
Infatti poco piu' avanti, presso un bivio a quota mt. 1135
verso sud si apre un pascolo pianeggiante ed anche un po'
incavato. Proseguendo diritti in mezzo al prato verso una
ampia forcella, il sentiero porta in localita' "I Piai" e
cala verso il sottostante "Col della Torre", mentre per
salire verso la Croce si prende la diramazione di destra, in
salita.
NB: Dal tornante precedente, un sentiero prosegue in quota
verso nord, passando sotto alle casere diroccate, esso
poi aggira la costa rocciosa delle cave di pietra e
prosegue in quota fino ad un rudere che si erge a mt.
1180, sotto alla cima "Le Laste".
Ora si segue tutta la cresta affilata del colle per buona
mulattiera che porta in dieci minuti dal bivio fino alla cima
dove si erge la grande croce metallica.(mt. 1235).
Vi e' una targa metallica che fa risalire la costruzione al
1968.
Dalla cima un sentierino usato per la caccia segue tutta la
cresta verso nord in direzione della Cima le Laste, sopra la
costa dei "Piai".
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Dalle case Camelin: dislivello mt.535
acqua: solo presso le frequenti casere.
tempo: 2 ore circa.
Dal piano di quota mt. 973, dove si giunge in auto, il tempo
impiegato e' di circa 1 ora.











 
 
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