Ramezza - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Ramezza

Dolomiti > Dolomiti Feltrine > Vette Feltrine
        ACCESSO ALLA VAL DI S.MARTINO DI VIGNUI

Vignui si raggiunge deviando dalla strada che congiunge Feltre con
Cesiomaggiore a circa cinque chilometri da Feltre. (indicazione
stradale ben visibile)
A nord del paese si abbandona la strada asfaltata che gira a sinistra
verso Pren e si va diritti per una stradina asfaltata svoltando a
destra solamente in corrispondenza di un capitello dopo una trentina
di mt. dal bivio.Essa si snoda dapprima in pianura attraverso campi
arati e vigneti e poi in leggera discesa fino alla chiesetta di S.Martino.
Prosegue poi in salita, tenendosi sulla sx della valle ,
salendo ,(dx orografica) si supera un ponticello in salita che ci
porta sulla destra della valle.
In corrispondenza di una presa d'acqua con saracinesche,la
strada diviene impraticabile per mezzi motorizzati ed e' conveniente parcheggiare.
Questo punto , quasi al termine della valle di S.Martino, dove
scorre il torrente Stien, si trova quasi in corrispondenza della
laterale Val Fallonega che vediamo scendere dalla sinistra guardando le Vette.
Subito al di la' della presa d'acqua vi e' una roccia che
e' chiamata la 'scaffa' e viene aggirata dalla strada.
La presa d'acqua e' a quota 625 mt. ed e' denominata Presa del Sass Sbregà-
Nell'agosto 1990 sono stati effettuati dei lavori di posa di un
ulteriore acquedotto che scende la valle di S.Martino sulla sua dx orografica.
Questo punto di partenza e' strategico perche' permette di
effettuare tutta una serie di escursioni ad anello estremamente
remunerative all'interno del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi
nel gruppo delle Vette Feltrine.





Alcuni dei sentieri che si dipartono dal fondo della valle di
S.Martino dalle localita' di Grassuretta e Pian dei Violini verso
le Vette furono allargati e dotati di massicciate dal Genio Militare
Italiano prima del primo conflitto mondiale, in quanto portavano
direttamente verso il confine Austriaco che correva poco piu'
sotto delle creste a nord delle Vette.
Dalla Val di S.Martino si accede allo Scalon di Pietena, Scalon delle
Vette, Val Fratta, M.S.Mauro per sentieri sud-ovest.


SALENDO LA VAL FRATTA DALLA VAL DI S.MARTINO A FORC.SCARNIA
per il sentiero nr.803 della dx orografica della valle.  (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Questo itinerario, assieme allo Scalon delle Vette ed allo Scalon
di Pietena, e' uno dei tre classici sentieri di avvicinamento per
escursioni alle Vette Feltrine.
Esso e' il piu' diretto avvicinamento per il M.Ramezza, Sasso di
Scarnia e per la "Giazzera di Ramezza".
Anticamente era un grande itinerario pastorale, in quanto dalla
localita' Grassuretta, sita sulla testata a monte della Val di
S.Martino, si dipartivano greggi sia verso Ramezza Bassa ed Alta,
sia verso i prati di S.Mauro. Inoltre la val Fratta, attraverso
la Forcelletta e tramite una larga mulattiera collegava i pascoli
di Saladen, mentre la forcella Scarnia portava ai pascoli di
malga Scarnia e di Zoccare'.


               Casera Ramezza

In fondo, (a nord) della val di S.Martino, in prossimita' di una
grande fornace (1) sulla destra della mulattiera, vicino al
torrente, vi e' un bivio a quota 700 mt. dal quale si dipartono i
sentieri segnati dal CAI nr.812 e nr.816 che salgono lo scalon
delle Vette e lo scalon di Pietena, verso nord-ovest, a sinistra.
Sulla destra, verso nord, si diparte il sentiero nr.803, quello
che sto per descrivere, il quale, attraversato un prato, risale
per un centinaio di metri le pendici del M.S.Mauro, ma ben presto
attraversa il torrente con un passo in discesa (sempre acqua) e
si porta sulla dx orografica della val Fratta, in localita' Grassuretta.
(Qui' vi e' un grande intrico di sentieri secondari e mulattiere,
in quanto Grassuretta e Pian dei Violini erano zone molto
frequentate e contavano una decina di abitazioni e stalle.)
Si segue sempre il sentiero ben segnato che sale con molti
tornanti: esso e' sempre molto ben battuto e talvolta fortemente
incavato nel terreno. (2)
A quota 1040 mt. si presenta un bivio: entrambi i sentieri sono
molto larghi, essi, sempre in salita, seguono due direzioni
leggermente differenti (Nord e Nordest), cosicche' si potrebbe
pensare che essi poco sopra vadano ad unirsi: non e' cosi',
perche quello di sinistra, che punta a Nord, (segnaletica
bianco-rossa) segue la dx orografica, mentre l'altro porta alla
malga di Ramezza Bassa seguendo la sx orografica (segni molto vecchi).
Seguire la diramazione di sinistra.
Salendo con larghe serpentine per bosco di faggi e di pini si
perviene ad una caseretta a quota mt.1150.
Essa e' costruita nei pressi di un roccione (croce di legno), fra
due grossi massi naturali e' stato ricavato un focolare, il tetto
e' in lamiera e vi sono due panche in legno con molta legna da ardere.
Qualche metro dinnanzi alla casera un sentiero taglia verso est e
passando sotto al roccione, in piano, va a ricongiungersi con il
sentiero che sale la val Fratta per la sin. orografica.
Si prosegue verso nord, si traversa poi a quota mt.1200 la
valletta che cala dalla Giazzera di Ramezza e si risale la costa
boscosa che con un dislivello di mt. 200 porta ai pascoli di Ramezza Alta.

 

 
 Dalla pendana diroccata di Ramezza il sentiero che sale alla forcelletta verso sud sulla sx orogr. della val Fratta
                                                                                        
Si lascia a sinistra la grande stalla (Pendana) diroccata (3) a mt.1463 e
traversando verso nordest si perviene alla casera di Ramezza Alta
che e' costruita a ridosso di un grande masso. (mt.1485)
La casera e' stata distrutta dai tedeschi durante il
rastrellamento delle Vette nell'autunno 1944 ed e' stata
recentemente riadattata, puo' offrire ottimo riparo.
-------------
NB: dalla casera si diparte il sentierino che sale la Forcelletta
(mt.1535) traversando in quota verso est al di la del canale
della Val Fratta e correndo inizialmente quasi parallelo ad essa
sulla sinistra orografica tagliando la costa mugosa.
Il sentierino a quota mt.1425 si biforca e la diramazione verso
valle scende alla malga di Ramezza Bassa (mt.1149) mantenendosi
sempre sui costoni della sin. orografica.
-------------

Da Ramezza Alta si traversa verso destra oltrepassando una
valletta, poi si risale al centro della valle per prato e ci si
infila nel bosco di pini e di faggi proprio al centro della valle
verso nord. Il sentiero poi obliqua a destra (sorgente) e
perviene in diagonale alla forcella Scarnia ove e' presente
segnaletica del Cai di Feltre.-mt.1599-

(Dalla forcella si puo' scendere in breve (15 min.) alla malga di
Scarnia oppure si puo' salire verso il bivio del Sasso Scarnia
ove si incrocia il sentiero che collega il rif.Boz al rif.Dal Piaz.)

ore 3 in discesa ore 1.20
acqua: a quota 800 sul torrente ed a quota mt.1585.
dislivello mt.1000 circa.
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(1) Esattamente da sopra alla fornace, un sentiero si diparte
portandosi diagonalmente sul bordo della valletta a sud della
fornace e risalendo il suo bordo nord verso i prati di S.Mauro.
(2) Da quota mt. 1025 si diparte verso est un sentiero che porta
a dei ruderi e quindi versi i prati di S.Mauro.
(3) dalla stalla diruta di Ramezza Alta, verso Sud-Ovest un
sentiero aggira in quota la costa mugosa e poi entra nella
valletta che scende dalla Giazzera di Ramezza risalendola fino al
passo di Ramezza (mt.1970)


    SCALON DELLE VETTE
Sentiero nr.812-

E' il percorso che dal Pian dei Violini porta al piano delle Vette Grandi.
Dalla Presa Sass Sbreg… (625 mt.) si prosegue per la stradina
fino al termine della Val di S.Martino, dove essa si dirama :
a destra per la Val Fratta verso i pascoli di Ramezza ; verso
sinistra , in localita' Pian dei Violini, si biforca
ulteriormente verso lo Scalon di Pietena e verso lo Scalon delle Vette.
Il bivio in fondo alla valle di S.Martino e' segnato molto
bene da cartelli indicatori del CAI di Feltre che indicano con
precisione direzione e tempi di percorrenza.
Il sentiero di destra e' il nr. 803 e porta a forc.Scarnia.
Appena si incontra il torrentello Stien lo si oltrepassa
alla sua sinistra ed il percorso si mantiene parallelo ad esso
salendo per bosco di pini e larici fino alla localita' Pian dei
Violini ( 896 mt) dove c'e' il bivio che separa lo Scalon delle
Vette (a sinistra ) dallo Scalon di Pietena (a destra.)
In caso di maltempo, proseguendo per 2-3 minuti per il
sentiero dello Scalon di Pietena, nel mezzo di un fitto bosco di
pini, vi sono due casere con tetto in buone condizioni che possono offrire riparo.
Ore 0.45 dalla partenza.

Si prosegue diritti salendo per un quarto d'ora ancora sulla
sinistra della valle e poi il sentiero si porta sulla destra
salendo con moltissimi tornanti sul costone destro della valle
stessa e si manterra' sulla destra fino in alto, dove sulle
roccette (1500 mt) un ottimo lavoro di origine militare ha
permesso con cinque tornanti provvisti di massicciata e ringhiere
metalliche (ora restano solo gli infissi verticali) di superare un
punto che in precedenza doveva essere piuttosto critico.
In quel punto si vede come dovesse essere molto larga un
tempo la mulattiera con una pendenza costante caratteristica
delle opere militari.
Superata la fascia di roccette si perviene ad una
forcelletta dove si capisce che non si e' affatto arrivati alla
sommita' del sentiero, ma la pendenza diminuisce assai e si
prosegue sulla dx di alcune doline che sprofondano al centro
della valletta. Notare che il terreno ora e' chiaramente carsico.
(1700 mt. - un po' in alto a sx notare sulle ghiaie la traccia del
sentiero che sale diagonalmente per forcella Lasta -nr.815b-
e si puo' scorgere anche la scaffa rocciosa che e' il passaggio
critico su cengia di suddetto percorso)
Si prosegue ora con lieve pendenza attraverso prati erbosi,
bisogna fare attenzione ai segni bianco-rossi: non puntare
diritti verso la sommita' dei colli erbosi, anche se il sentiero
va in quella direzione (OVEST), (poco male...si arriverebbe in
20 min. alla Malga della Vette Grandi incrociando poi la strada
carreggiabile militare ) ma seguire i paletti bianco-rossi che
fungono da segnavia (in mezzo all'erba piuttosto alta in estate)
verso sinistra (SUD-OVEST) fino ad un cartello che segna il bivio
per forcella Lasta (NB: il sentiero che correva parallelo alla ns.
sinistra , attrezzato per circa cinque metri, che porta a Lamen).
ore 3.00 circa dalla presa Sass Sbreg….
Proseguire dritti verso un canalino e la ripida cresta
erbosa fino ad un forcellone (1894 mt- panorama sulla valle del
Piave) che presenta una altro bivio per Lamen (815a)e da qui', a
sinistra (OVEST) , e' visibile il Passo delle Vette Grandi
(mt.1999) immediatamente dietro e' sito il Rif. Dal Piaz.
Il sentiero ora prosegue diritto verso il suddetto passo,
tagliando un costone di ghiaie e mughi, sempre ben segnato ma
chiaramente non piu' di tipo militare. Esso ci porta in una
ventina di minuti , sovrastando il piano delle Vette grandi ,
direttamente al Passo.
Dal passo una rotabile militare (801) scende lievemente e poi
risale con due tornanti verso passo Pietena (Nord) mentre
dal versante feltrino la strada scende al vicinissimo
rifugio Dal Piaz e quindi al passo Croce d'Aune.
NB: Qualche metro ad ovest del passo si diparte un sentierino
segnato dal CAI di Feltre che , seguendo le creste in direzione
NordOvest, porta sulle Vette Grandi, Col di Luna, Monte Pavione ecc ecc.
In due minuti si arriva al Rif.Dal Piaz. mt.1993.

Percorso ore 3.30 circa in salita.
In discesa circa ore 2.00.
Acqua : in fondovalle torrente Stien
 Malga Vette Grandi
Rif.Dal Piaz.


 SCALON DI PIETENA
Sentiero nr. 816-

E' la valle che dal Pian dei Violini porta al piano della Busa
di Pietena dove sorgono le malghe di Pietenetta (semidistrutta) e
Pietena (ruderi). Segnavia al Pian dei Violini, prendendo il sentiero di destra
si giunge in un paio di minuti a due casere in buono stato, nel
mezzo di un bosco di pini molto fitto.
Dal Pian dei Violini si sale rapidamente sulla sinistra della
valle per un costone con vegetazione dapprima di pini e quindi di
faggi fino alle cengie sotto alle pareti gialle e strapiombanti che
incombono sbarrando la parte sinistra della valle.
Due piazzole perfettamente orrizzontali lasciano capire che li' si
ergevano delle capanne, forse di boscaioli.
la mulattiera corre ora da sx verso dx traversando sotto le
pareti (1400 mt) e portandosi al centro della valle con qualche
tornante rinforzato da massicciata.
Si supera un rigagnolo di acqua (unica acqua salendo) che
sembra essere di sorgente e quindi perenne, anche se non e' segnata
sulla carta. ( mt.1470)
ore 1.45 dal Pian dei Violini



Il sentiero, che un tempo doveva essere molto frequentato,
giudicando dalle opere di contenimento e da come esso e' incassato a
volte nel terreno, continua con qualche tornante fino a superare una
lastra di roccia verticale e molto levigata che in caso di piogge puo'
fornire un rigagnolo di acqua, (mt.1600) supera anche un punto in
cui vi sono delle lamiere (salendo a sx) probabile antico ricovero
di cacciatori e posto di guardia dei partigiani (battaglione
Churchill formato da inglesi di stanza a malga Pietenetta durante l'ultimo conflitto).
Alla sinistra della valle che stiamo risalendo, staccata
nettamente dalle altre cime, in primo piano, si erge la Rocchetta ed
e' possibile scorgere la traccia di sentiero che vi gira sul fianco
sudest all'altezza di malga Pietenetta.
Puntando dapprima verso la cima della Rocchetta (SUDOVEST) e
poi verso il Col Fontana (NORD) in breve il sentiero diviene molto
piu' dolce e sbuca sui piani della busa di Pietena, dove alla
estremita' sud sorge la ex malga Pietenetta (semidistrutta dai
tedeschi nel 1944). mt.1856 ore 3.00 dal Pian dei Violini.
Notare verso NORD la parte bassa della Piazza del Diavolo con l'enorme frana.



Da Pietenetta il sentiero prosegue al centro della busa,
seguendo segnaletica formata da paletti bianco-rossi ed
oltrepassando (ortiche!) sulla sinistra un colle alla destra del
quale vi sono i ruderi di malga Pietena. mt.1920.
Alla nostra sinistra le creste che partono dal passo Pietena
con il monte Pietena e la Rocchetta; alla destra il Col Fontana
dietro al quale vi sono gli enormi massi franati della Piazza del Diavolo.
Si scorge sul fronte nord delle creste, che formano un
anfiteatro enorme, il sentiero militare che dal passo Pietena (a sx)
taglia il pendio verso la Piazza del diavolo a dx .
A Nord da sx a dx nell'ordine vediamo Cima Dodici (2265mt),
forc. di Valon (2115mt), La Pietena (2194 mt)
Si puo' scorgere ancora un sentiero che, zigzagando sul
costone sud della Pietena, la risale. Probabilmente si tratta di opera militare.

Il nostro sentiero ora andra' a raccordarsi, tagliando il
pendio dal centro della busa verso sinistra fino esattamente al
passo Pietena, dove vi e' un cartello indicatore.

mt. 2086 Dalla presa di Sass Sbreg… ore 3.30-4.00 circa.
In discesa ore 2.00 circa.
Acqua :torrente Stien a fondovalle
----- a quota 1600 (goccia-goccia)
Malga Busa delle Vette (15 min dal passo)

Dal passo Pietena si scende in 15 minuti circa alla malga della
Busa delle Vette (sorgente e fontana) e quindi in altri quindici
minuti al rifugio Dal Piaz attraverso il Passo delle Vette.
Dal passo Pietena verso nord la mulattiera prosegue molto larga
con un tornante in direzione Cima Dodici, ma la strada, raggiunta la
bocchetta di cresta (2110mt) si trasforma in sentiero scendendo e
perdendosi nel versante nord, nei pressi di una caverna militare (ex
confine). L' ulteriore discesa e' possibile seppur molto ripida.
Dal passo Pietena verso est la mulattiera porta verso il
rif. BOZ (circa quattro ore) , la Giazzera di Ramezza (1.30), la
forcella Scarnia (1.45), la vicina forcella di Valon che porta in
val Nagaoni (rif.Fonteghi) che e' raggiungibile in 15 minuti dal
Passo, ed e' sita esattamente sulla verticale tra i ruderi di casera
Pietena e le due lame d'acqua della busa omonima.
(NB: Cartografia Antica dei luoghi su "Dolomiti Bellunesi" Natale 1992 - Sergio Claut)


ALLA MALGA DI RAMEZZA ALTA PER FORCELLETTA (1535 mt.)
ATTRAVERSO VAL FRAINA E VAL DI SALADEN.
 (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

La guida delle Vette Feltrine cita questo percorso come traccia
molto esile e poco frequentato. Al nov.1992 il sentiero presenta
una buona traccia ed e' stato ripulito dalle mughe.
Il percorso non e' segnalato su terreno, tuttavia si tratta di
sentieri un tempo utilizzati per il transito di mandrie, quindi
originariamente molto ampi, ora a tratti ampi ed a tratti coperti
in parte da vegetazione, ma pur sempre ben percorribili e non
pericolosi. Il tragitto era usato un tempo per trasferire il
bestiame da malga di Saladen a malga Ramezza alta.
Questo percorso e' complementare con quello di forcella Scarnia
(sent.nr.804 segnato) che puo' essere un ritorno alternativo per
compiere un giro ad anello.
(periodo cosigliato : novembre-dicembre



   Ritaglio da Carta del Lombardo Veneto  Seiffert 1856 - toponomastica e sentieristica di allora

Attraverso la val di Canzoi, dopo aver superato di circa
duecento metri il ristoro "Orsera", sulla sinistra sale una
stradina asfaltata che sale in localita' Fraina bassa (mt.633).
Parcheggiata l'auto a fianco della strada, si risale la pista
forestale, superando alcune case ed entrando nella sx orografica della val Fraina.
Alla prima diramazione si prende la pista a destra che sale
portando nei bei prati di Fraina alta (nr.3 case, mt.713). 15 min.circa
Il sentiero che ci interessa si diparte proprio dietro all'ultima
costruzione, (che e' anche la piu' alta di quota) ed entra nel
bosco diagonalmente, dapprima quasi pianeggiante verso sinistra, in direzione sud.
Si sale nel bosco per mulattiera ben battuta e visibile; a quota
mt. 900 circa una diramazione si stacca a destra, si continua
diritti fino ad una sorgente a destra del sentiero a quota mt.1150 circa.
Oltrepassata la sorgente di una ventina di metri il sentiero e'
molto incassato nel terreno e gira a destra e qui' vi e' un bivio
con un sentiero che prosegue diritto (1 -descrizione in calce).
Si supera qualche tornante ed a quota 1160mt. circa, in
corrispondenza di un tornante destrorso e sotto ad un pino
secolare, vi e' la diramazione che dobbiamo seguire. (circa 1h)
(Verso destra si perviene in circa 10 min alle case Saladen mt.
1191, una di esse ha il tetto ancora buono, l'altra e' diroccata.
Interessanti sono i faggi secolari che troneggiano intorno alla
casera. Il sentiero e' ingombro di schianti al nov.1992)


 Le case Saladen

Il sentiero si dirama in leggera salita, si vede che esso doveva
essere molto ampio, ma purtroppo e' ingombro di vegetazione e
quindi bisogna stare attenti alla traccia. Esso sale con pendenza
costante e lieve, supera delle rocce attraversando su ampia
cengia e prosegue oltre. A mt. 1230 circa una diramazione scende
verso valle (2 - descriziione in calce) ma si prosegue diritti,
puntando verso un gendarme di roccia mugoso posto quasi al centro
della valle.(mt.1280)
Prima di giungere sulla selletta dietro al gendarme si oltrepassa
un colatoio bagnato, ed un sentierino poco prima si dirama verso
valle nella valletta probabilmente sede di un lavello.
Si sale ancora ed a quota 1300 mt. sul fronte ovest della val di
Saladen, il sentiero sembra salire la pala erbosa di destra,
verso le Pale dell'Ai: invece bisogna scendere di qualche metro
verso sud puntando verso un gruppo di pini proprio dove scende il
greto di un torrentello, e proseguire per la bella ed ampia
cengia che ci fa superare in quota dapprima e poi leggermente in
discesa il fronte ovest della valle che prima ci pareva
interrotto dalla fascia di rocce. (3 - Descrizione in calce)
Ora il sentiero sale con ampi tornanti tenendosi proprio al
centro della valle che scende dalla Forcellina e passando sulla
destra orografica della valle (sx) a circa 1390 mt.
Salendo ancora per larga mulattiera, si perviene ad un piccolo
ripiano posto prorio al di sotto delle due forcelle che
sovrastano (mt.1450) al centro vi e' un grande sasso, che puo'
essere un riferimento preciso.
Qui' la mulattiera e' completamente sommersa dalla vegetazione:
guardando in alto ci troviamo a sinistra una forcella molto
ampia, a destra una stretta forcellina mugosa. La forcellina
giusta e' quella di destra, la piu' stretta, per
intenderci.(direzione ovest, dal grande sasso)
Bisognera' puntare direttamente verso di essa cercando di passare
dove la vegetazione e' minore, tenendo presente che il sentiero
sale diagonalmente da sin. verso destra, dal centro della valle
verso la forcelletta, passando ad un decina di metri da una fascia di rocce.
Circa 50 mt. di quota piu' in alto il sentiero ci appare ancora,
e man mano che ci si avvicina alla forcellina esso diviene sempre
piu' ampio ed evidente.
(Questi 100 mt. finali sono purtroppo il tratto meno evidente per
l'orientamento, mentre il resto del percorso non presenta
problemi;bisogna fare attenzione.)
Si perviene alla Forcelletta di q.1535. Essa e' mugosa,
frontalmente, sul versante opposto, ci si presenta lo Scalon
delle Vette, lateralmente le rocce che scendono dalla Punta di
Boscolungo (a sx) e dalla pala dell'Ai (a dx).

   


   Tratto superiore della Forcelletta da est

Si scende nel canalino ghiaioso del versante di Val Fratta, esso
inizialmente e' un po' ripido, ma il sentiero lo scende con
stretti tornanti fino ad aggirare, circa cinquanta metri piu'
sotto, una roccia sulla destra.
Si prosegue con pendenza moderata per sentiero largo e ben
tracciato, aggirando il costone ovest delle Pale dell'Ai fino ad
intravedere la Casera di Ramezza Alta e la sua malga diroccata.
Si traversa ancora in mezzo alle mughe in discesa.
A quota mt. 1310 circa vi e' il bivio del sentiero che verso sud
porta a malga Ramezza bassa (mt.1148).
Si sale leggermente fino ad attraversare il greto del torrente
che scende dal Sasso Scarnia (grande masso triangolare) a quota 1440 mt.
Attraversato il greto, in breve si sale il prato che porta alla
malga Ramezza Alta sita davanti ad un grande roccione .( quota mt.1485).
La malga e' stata ristrutturata (tetto) nel 1990.
------------
Dalla malga, verso nord, si diparte il sentiero nr. 803 per il
bivio di Sasso Scarnia di quota 1950,
Dalla malga diruta a sud-ovest di malga Ramezza, in quota, un
sentiero oltrepassa il costone e sale verso la Giazzera di Ramezza.
Dislivello in salita circa mt.900
Ore 3.45 circa. (in discesa circa 1.45)
Acqua: prima del bivio di cas.Saladen a mt. 1050.

NB: Le carte IGM e le carte Tabacco riportano in modo errato il
sentiero che sale dal fronte di val Saladen sotto le Pale dell'Ai
fino alla Forcelletta. (infatti sembra che si debba mantenere
sempre la sx orografica).
In effetti il sentiero scorre sulla sx orografica nella sua prima
parte, poi sulla dx orografica e solo a 100 mt. dalla forcella ritorna sulla sx.

(1) Dalla sorgente si prosegue diritti senza effettuare il
tornante incassato nel terreno e si sale fino all'altezza di una
fascia di rocce (3-4 metri). Si prosegue sotto di esse ed in
discesa si perviene ad uno spiazzo con lavello (sorgente).(q.1000 mt. circa)
Proseguendo ancora in discesa,il sentiero oltrepassa la valletta
di Saladen e taglia la costa di Boscolungo ricongiungendosi con
il sentiero che sale la val Lunga.

(2) IL sentiero scende in diagonale con molti tornanti , coperto
dalla vegetazione ma si capisce che anticamente doveva essere
molto ampio. Scende fino al lavello di cui alla nota sopra.

(3) Volendo evitare di percorrere la cengia, ad esempio causa
neve o ghiaccio, si puo' salire una cinquantina di metri verso il
costone che scende dalla Pala dell'Ai (nord) a destra e poi
attraversare dapprima in salita e poi in discesa la fascia di
rocce tenendosi al di sopra di esse di circa 40 mt. e puntando
poi al centro della valle (ometti, traccia).


  SALITA A FORC.SCARNIA E BIVIO PER CRESTE SCARNIA DA VAL CANZOI
    (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Sent. nr. 805-804-803-
Dalla Val di Canzoi, di fronte alla centrale elettrica che
sorge in fondo alla valle, sulla sinistra, sale la val Neva.
Questa e' la valle che bisogna risalire per giungere alla forc.Scarnia.
Di fronte alla centrale elettrica sale una stradina sterrata
che porta fino a case Cansech (750 mt.) dove vi e' un divieto di
transito poiche' la strada prosegue solo per uso forestale.
(Dopo sette tornanti, a quota 870 mt, sul tornante c'e' un bivio
che prosegue verso sinistra nella valle e sale per la casera Zoccare'
basso. da qui' il sentiero prosegue verso il rudere di Zoccare'
Alto, ma la strada militare e' molto piu' agevole. )
La strada prosegue con pendenza agibile dai fuoristrada ed
attraverso innumerevoli tornanti si restringe a quota 1050 mt. dove
continua come ottima mulattiera, mantenendosi sempre sulla destra
della valle, salendo.
Si tratta di opera di guerra costruita per rifornire le
postazioni militari del Colsento, delle creste del Zoccare' alto e
della forcella Scarnia.
Subito dopo che la strada e' divenuta ampia mulattiera, si
incontra a sinistra un bivio con cartello indicatore. mt.1140.
Noi abbandoniamo la mulattiera che sale a destra con un
tornante (nr.805), e seguiamo il sentiero nr. 804 che scorre in
piano tagliando una ripida costa ed aggirando la valle delle Grave
che lasciamo sulla destra;
oltrepassiamo le rocce che separano la val Neva dalla Valle
delle Grave (in cima alla quale c'e' il passo Finestra) con un
ponticello ancora robusto costruito in legno, fino a portarsi sulla
spalla boscosa che precedentemente avevamo sul lato sinistro.
Sulla spalla boscosa di faggio vi sono alcune piazzole
perfettamente pianeggianti, forse si ergevano delle baracche,
(mt.1200) ed il sentiero punta ora verso ovest giungendo ad un punto
in cui esso e' interrotto da una frana che bisogna aggirare sulla
destra. Sopra alla frana, a quota 1323 mt vi sono i ruderi di casera
Zoccare' alto che pero' sono al centro di una intricatissima vegetazione di pini.
Si puo' notare al di la' della valle una altra frana: sul suo
margine destro, in mezzo al fittissimo bosco di pini si erge malga Scarnia.


  Malga Scarnia

Superata la frana il sentiero effettua una ampia svolta a
sinistra e sulla curva rocciosa (siamo sotto alle rocce del Sasso
Scarnia) vi e' una sogente perenne. mt.1310
(Da questa curva, una traccia sale per i ghiaioni verso le
creste del Zoccare', in mezzo al vallone, perdendosi dopo duecento
metri di dislivello. Quasi certamente porta nelle vicinanze della
forcella che separa il Sasso Scarnia dal Zoccare' Alto, ed era un
sentierino di rifornimento per l'acqua, durante il periodo del primo conflitto mondiale.)

Dalla sorgente, in breve, proseguendo dapprima per terreno
roccioso e poi per un fitto bosco di pini, si giunge alla casera di
Scarnia, in ottime condizioni anche la stalla e la costruzione
principale. La malga non e' visibile dai dintorni in quanto e'
sommersa dai pini. mt. 1306.
Per riprendere il sentiero che sale alla forc. di Scarnia
bisogna tornare indietro per circa cento metri fino ad una piccola
fornace di pietra e li' fare attenzione perche' il sentiero devia
obliquando leggermente a destra e punta diritto al centro del
vallone che scende dalla forc.Scarnia mantenendosi sul versante destro.
Solamente in alto attraversa il vallone fin sotto alle crode e
con una serie di tornanti guadagna rapidamente quota fino ad
arrivare in forcella. mt.1599.
Da qui' il sentiero verso Val Fratta porta in 15 minuti alla Casera Ramezza Alta.

Ore 3 dalla Val Canzoi.
ore 1.45 percorso inverso.
acqua: Sorgente prima di Malga Scarnia
Sorgente 5 min verso casera Ramezza Alta

Nei pressi della forcella vi sono delle piazzole di chiara
origine militare. Prendendo il sentiero che sale in mezzo ai mughi,
in circa 30 minuti si perviene al bivio con il sentiero 801. Il ramo
di sinistra porta al passo Pietena in circa 1.40 ore mentre il ramo
di destra porta verso le creste del Sasso Scarnia ed al rif. Boz in circa 2.30 ore .

Ore 3.30 da Val Canzoi.
Percorso inverso ore 2



DAL BIVIO SOPRA FORC.SCARNIA-(sent.801-803) AL RIF.BOZ
  (traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)

Il Bivio incrocia sulla spalla mugosa a sud del Sasso Scarnia
quota 1850 mt. duecentocinquanta metri sopra alla forcella.
Nei pressi del bivio, se la stagione non e' secca si possono
trovare alcune piccole sorgenti di acqua.(segnavia CAI)
Dal bivio il sentiero aggira verso sinistra lo spigolo sud del
Sasso Scarnia sempre mantenendosi alla stessa quota (1850 mt.
circa) per un sentiero di origine militare .
Esso scorre poi lungo la cengia di mughi che taglia parte del
versante est della montagna.
Dopo circa 15 minuti di cammino ci appare la parete est del Sasso
Scarnia che sembra sbarrare definitivamente il passo al sentiero.
Invece il sentiero prosegue ardito e sempre ben battuto salendo
per una cengia rocciosa ed una spalla molto pendente che in un
primo momento non sembra percorribile per effetto della prospettiva.
Il sentiero sale la spalla con molti stretti tornanti piuttosto
ripidamente superando una grande caverna che puo' offrire riparo dalla pioggia.
In breve si arriva sulla cresta del Sasso Scarnia a quota 2020
che e' la massima quota raggiunta dal sentiero; qui' vi e' una
grande terrazza rocciosa ed e' un ottimo punto di sosta. ore 1 dal bivio.

Si prosegue per la cresta molto aerea (il sentiero e' tutto
scavato sulla roccia) con panorama sia sul versante di Primiero
che su quello della val di Canzoi; si supera un passaggio
attrezzato con corde metalliche e quindi il sentiero, sempre
molto ben battuto ed abbastanza largo, scende con molti tornanti
tenendosi sul versante di Val Canzoi ed a volte in cresta.
(i tornanti sono visibili chiaramente dal passo Finestra)
I tornanti fanno perdere circa 50 mt. di quota e portano sotto ad
una lastra di roccia molto liscia ed inclinata anche questa ben
individuabile dal passo Finestra.
Si scende poi una scalinata completamente intagliata nella roccia
dai costruttori del sentiero (Genio Militare Italiano) che
percorre una crestina molto aerea.
Si superano ancora due passaggi attrezzati con corde metalliche e
quindi il sentiero, tagliando il costone del Zoccare' Alto
giunge al passo Finestra in leggera salita e con qualche piccolo
saliscendi.Prima del passo il bivio per Val Canzoi. (segnavia CAI)
Dal bivio ore 2.00-

Dal passo Finestra (1730 mt)si puo' vedere a nord il Sass de Mura
e, sotto, i prati dove sono site le malghe di Neva e Nevetta, con il Rif.BOZ.
A sud il M.San Mauro ed a sud.ovest il Sasso Scarnia ed il M.Ramezza.
Dal passo Finestra la mulattiera dapprima scende verso i pascoli
di malga nevetta e poi risale per prati e bosco di abeti fino al Rif.Boz. Ore 0.30-

Dal bivio ore 2.30 dal rif.Dal Piaz ore 4.30
Non c'e' acqua lungo il percorso.


NB:Il sentiero fu costruito dal Genio Militare Italiano per
permettere il collegamento tra le Vette Feltrine e le postazioni
di artiglieria del Colsento . Il confine
austroungarico correva sotto le creste percorse dal sentiero,
versante di Primiero.Tutte queste linee difensive venivano
rifornite di munizioni dal forte di Col Perer sopra Arsie'.
Questo sentiero agibile ai soli soldati e non ai muli,
pur essendo sempre ben largo e battuto, tuttavia e' molto esposto
ed aereo; richiede attenzione e tranquillita' in ogni suo
passaggio poiche' uno scivolone sicuramente sarebbe fatale.
Come difficolta' puo' essere paragonato ad alcune vie ferrate
delle Dolomiti e non sarebbe da escludere una sicurezza con corda
in alcuni passaggi in cresta per bambini o persone poco sicure.

 DAL PASSO PIETENA ALLA FORC.SCARNIA

Sentiero nr.801-
La traversata e' quasi tutta sopra i 2000 mt di quota.
Taglia la busa di Pietena-la Piazza del Diavolo-la busa di Ramezza.
Dal passo Pietena mt.2086 si prosegue per la strada militare
verso est in leggera discesa. (NB:Dal passo Pietena parte anche il
sentiero 816 che scende direttamente dal passo tagliando il
pendio in direzione del centro della busa di Pietena: esso scende
lo scalon omonimo fino alla valle di S.Martin e Vignui in ore
1.45).
Si prosegue poi in piano e si puo' notare dopo 15 minuti di
cammino sulle creste di sinistra il passo del Vallon
contrassegnato con evidenti segni rossi. E' a quota 2061 mt. ed
il sentiero 733 che da li si diparte scende in ore 1.40 al
rifugio Fonteghi. mt.1100 presso il lago artificiale di val
Noana.
In corrispondenza della forcella, giu' nella busa di Pietena ,
si possono notare due lame di acqua ed i ruderi di malga Pietena.
Si prosegue per la strada superando la cresta del col Fontana
e, tenendosi sotto le rocce delle creste , si arriva a tagliare
la Piazza del Diavolo nella sua parte piu' alta.
La Piazza del Diavolo e' una grande frana dovuta allo
slittamento degli strati di roccia che si sono ribaltati nel
vallone sottostante. Si puo' notare distintamente attraversando
detta zona come siano molto lisci gli strati di roccia su cui si
cammina e da dove e' avvenuto il cedimento forse in seguito ad un sisma.
La Piazza del Diavolo era conosciuta sino in epoche lontane,
vi sono degli scritti risalenti al 1557 (Le Alpi Feltrine ) in
cui si parla di persone "morte stecchite nella piazza delle streghe".
Alla piazza del Diavolo vi e' un cartello indicatore messo
poiche' parecchie persone, per errore, proveniendo da Ramezza,
invece di proseguire in piano, scendevano verso Col Fontana....
Superata la Piazza del Diavolo si perviene ad una
forcelletta, che si costeggia, la quale permette uno splendido
panorama sulla zona del Primiero. Da qui' e' possibile vedere la
cima del M.Ramezza con il suo brutto specchio riflettente posto
sulla vetta ed usato per ponti radio pubblici. (anno 1978)
Si risale la costa erbosa in direzione del M.Ramezza e poi
si taglia il colle erboso appena salito rimanendo sul versante
nord , giungendo ad una forcellina dalla quale il sentiero
comincia a scendere con qualche tornante nella ghiaiosa busa di
Ramezza che si taglia marginalmente scendendo in direzione est.
Oltrepassato il costone est della busa di Ramezza, il
sentiero diviene pianeggiante e si incrocia il bivio per la
Giazzera che e' ben segnato e visibile (vi sono due grandi ometti
a mo' di pilastrini al suo imbocco). mt.1985 ore 1.00 dal passo Pietena.
Il sentiero che scende alla Giazzera e' segnato con segni
rossi.Vi si perviene in 15 min.
Da questo bivio si puo' notare in basso direzione est la
diramazione dei sentieri 801 verso le creste di Scarnia che corre
in piano ed 803 che scende tra i mughi verso forc.Scarnia
Continuando per la mulattiera che scende con tornanti in
mezzo ad un paesaggio ora roccioso e ghiaioso, si perviene al
bivio che avevamo visto prima dall'alto in circa 20 minuti. Nei
pressi del bivio se la stagione non e' secca ci sono delle
piccole sorgenti di acqua. mt.1850. dal passo Pietena ore 1.20.
Si prende il sentiero in discesa (803) che in circa 20
minuti ci porta a forcella Scarnia in mezzo ai mughi. mt.1599
Complessivamente ore 1.40 dal passo Pietena.
Non c'e' acqua sul percorso.

A sud della forcella vi e' il M.San Mauro.
Da forcella Scarnia e' possibile ammirare a sud i pascoli di
Ramezza alta con la Val Fratta che discende in ore 1.30 fino alla
valle di S.Martino. A circa 15 minuti scendendo verso la val
Fratta si trova la casera di Ramezza alta che puo' offrire ottimo riparo.
Verso est scende una mulattiera che in 1.45 porta in val di
Canzoi. Anche per questo vallone, scendendo circa 20 minuti,
con una piccola deviazione a destra si incontra la casera di
Scarnia che offre ottimo riparo.Sorge in mezzo ad un fittissimo
bosco di pini; l'acqua si puo' trovare sulla valletta rocciosa
che scende dal Sasso Scarnia, a nord della casera.


DA MALGA RAMEZZA ALTA ALLA GIAZZERA DI RAMEZZA

Percorrendo l'Alta via nr. 2 oppure giungendo alla Casera di Ramezza Alta
od allla Forc. di Scarnia e' quasi d'obbligo, conoscendo la zona, la visita
alla Giazzera di Ramezza ed al Covolon Sfondra'.
Purtroppo la zona si trova in piena riserva integrale del Parco
delle Dolomiti Bellunesi e cio' significa che non e' possibile entrare in
tale zona se non tramite i sentieri autorizzati. Questa e' una grande
limitazione per chi frequenta queste zone da una vita, ma comunque la cosa
e' accettabile, purche' ci venga indicato quali sono i sentieri autorizzati e quali no.
Nel frattempo, non conoscendo queste decisioni, penso non sia un reato
descrivere questo percorso.

Il percorso e' anche chiamato Scalon di Ramezza.
Il percorso non e' segnato. Anticamente il percorso era una
buona mulattiera ed era usato per il pascolo sui prati nei
dintorni del passo Ramezza. Si svolge in mezzo alle mughe sino alla Giazzera.

  


Il circoletto localizza la Giazzera sulla dx orog. del valloncello - a sx la traccia per le cengie

I ruderi della pendana della malga di Ramezza Alta presentano
sulla loro sinistra alcuni grossi macigni di roccia.
Da questi ci si alza di circa cinque metri e si traversa verso
sud in piano tra la vegetazione fino ad arrivare ad una radura
ghiaiosa (ometto) proprio sulla costa del canalone che scende dal
vallone della Giazzera.
Proseguendo proprio sul filo della crestina e poi leggermente
nel lato interno al vallone, tra fitte mughe che pero' sono
state tagliate lasciando appena possibile il passaggio, si sale
fino sotto alla parete rocciosa di destra (sin orogr.) del vallone.
Si traversa fino a rimontare la crestina che si sviluppa proprio
al centro del vallone e la si sale per circa 50 mt.
Salendo per terreno sassoso e ghiaioso fino alla dx del vallone,
si supera un salto di roccia salendo da sin. verso destra e si
riprende il sentierino in mezzo alle mughe al centro del vallone.
A quota 1730 circa si supera una fascia di rocce traversando
sotto ad esse verso dx e quindi rimontandole per sentiero.
Si traversa verso sx sopra alle rocce per largo sentiero che ben
tracciato porta fino alla Giazzera (mt. 1800 circa)
L'antro si apre sulla parete rocciosa a sin. e si vede solo
all'ultimo momento. Presenta normalmente un salto di circa 2 mt.
per arrivare al cono di neve.
(ore 1 circa da malga Ramezza Alta)

  


 Imbocco esterno e vista interna della Giazzera di Ramezza

Dalla Giazzera, salendo per prati si giunge al Covolon Sfondra'
chiamato cosi' perche' e' una grande caverna in discesa la cui
volta e' franata in piu' punti cosicche' lascia una finestra
al cielo. Esternamente la caverna e' recintata con un muretto
in pietre, probabile antico recinto per il bestiame.
Nei pressi del Covolon Sfondra' vi sono i ruderi di una casera
probabilmente ricovero di pastori. (mt. 1870)

  
All'interno del Covolòn Sfondrà
 
 


Dalla caverna traversando a sinistra, verso nord, si sale fino
ad incrociare la mulattiera che collega il rif. Dal Piaz con il
rif.Boz. (molti ometti, terreno carsico ) (mt.2040)
Il bivio e' sito proprio qualche metro ad est della cresta rocciosa
che cala dal M.Ramezza verso sud ed e' indicato con due pilastrini fatti con pietre.
(ore 1.40 circa da malga Ramezza Alta)

NB: A causa della difficolta' che puo' esistere nell'individuare
esattamente la traccia nei pressi della malga di Ramezza Alta,
e' consigliabile scendere alla Giazzera dal sentiero alto n.801
proveniendo dal rif. Dal Piaz o da forc.Scarnia.

   
Bivio superiore per scendere al Covolòn Sfondrà e Giazzera di Ramezza (ometti)


ALCUNE NOTE SULLA GIAZZERA DI RAMEZZA

Durante il primo conflitto mondiale la Birreria Pedavena di
Pedavena (Feltre), era stata oggetto di prelievo di macchinari e
di tutto cio' che poteva servire per l'industria bellica
austriaca. Questo 'prelievo' interruppe la produzione di ghiaccio
che serviva per mantenere la birra a bassa temperatura e fu
cosi' che nel 1921 l'industria stipulo' un contratto di fornitura
del ghiaccio con undici persone di Lasen.
Costoro conoscevano bene le zone di Ramezza ed avevano portato in
loco un funzionario della birreria che pote' constatare l'enorme
quantita' di ghiaccio che poteva essere asportata dalla Giazzera.
Il contratto prevedeva la fornitura di quattrocento quintali di
ghiaccio alla pesa pubblica di Pedavena per il mese di Luglio.
Il compenso era lire 4000, l'accordo era rinnovabile per agosto.
La fatica per fare quel lavoro fu davvero grande!
Il ghiaccio era segato con seghe da boscaiolo e staccato con leve
metalliche,poi veniva issato alla superficie con corde e da qui'
caricato sulle 'musse' (slitte con pattini di legno). Veniva
avvolto in sacchi e riparato dal calore con rami di mugo. Poi era
fatto scendere a valle frenato o trascinato a seconda del pendio
e caricato poi su carri alla valle di S.Martino. Buona parte si
scioglieva per strada.....e su di nuovo!
Giovanni De Paoli, uno degli 'undici' aveva raccontato a S.Claut
tutta la storia, che fu pubblicata dallo stesso su Riv.Mensile
del CAI del 1974, cui seguirono altre pubblicazioni molto interessanti.
Sicuramente errata la storiella secondo cui il ghiaccio veniva
issato con una gabbia di ferro ed argano e poi trasportato a
valle mediante teleferica!
Infatti la gabbia di ferro e l'argano, servirono ad un gruppo di
'intrepidi' esploratori che, scesi nel primo plateau della caverna,
rinunciarono a riportarsi indietro la ferraglia, forse pensando
di ritornare piu' avanti nel tempo. Essi ribattezzarono la grotta
con il nome di -Grotta Mussolini-.
Il nome pero' stento' a prender piede tra i Valligiani....e la
ferraglia e' ancora laggiu'!


I nomi degli 'Undici' della Giazzera di Ramezza':

Giacomo Perotto Giosue' Miniati Giuseppe Brandalise
Angelo Perotto Costante Boz Fedele Marchesan
Davide D'Agostini Luigi De Paoli Umberto De Paoli
Giovanni De Paoli (Manca purtroppo un nome!)



SCENDENDO LA VAL FRATTA DA FOR. SCARNIA ALLA VAL DI S.MARTINO
Sentiero nr. 803-

Dalla forc.Scarnia (mt.1599) con ottima segnaletica del CAI di
Feltre si scende tagliando un pendio di faggi e pini fino a sbucare
nel grande pascolo di Ramezza Alta ben visibile dalla forcella.
Si scende dapprima al centro della valle poi si scende
tagliando alla sua destra e dinnanzi ad un enorme masso e' sita la
casera di Ramezza Alta che offre ottimo ricovero perche riadattata
dopo la distruzione del 1944. (mt.1485)
La casera non e' visibile dalla forc. Scarnia.

NB. Dalla casera si diparte il sentierino che sale la
forcelletta (mt.1535) traversando in quota verso est al di la' del
canale della val Fratta e correndo inizialmente quasi parallelo ad
essa sulla sinistra orografica tagliando una banca di mughi.
Il sentierino a quota 1425 mt si biforca e la diramazione verso
valle scende alla malga di Ramezza bassa mantenendosi sempre sui
costoni della sinistra orografica (mt.1149)

Si scende ancora verso destra della valletta fino ad incontrare
i ruderi delle stalle di Ramezza. (mt.1463)

NB. Dai ruderi, traversando in piano a sud si perviene
all'imbocco del canalone di mughi che sale alla Giazzera, superando
un dislivello di cica trecentocinquanta metri. Il sentiero e'
appena visibile e bisogna fare attenzione alla traccia. Piu' in
alto e' marcato molto meglio.

Il sentiero scende ora da Ramezza alta sempre alla destra
orografica della val Fratta perdendo quota rapidamente e molto ben battuto.
Si incontra anche un ricovero di fortuna composto da una
tettoia, due panche di legno recentemente costruite ed un focolare
ricavato da due grandi massi molto vicini tra di loro; vi e' legna
in abbondanza ed e' un ottimo ricovero in caso di pioggia. (mt.1150)

NB:La Ramezza Bassa e' anche raggiungibile da suddetto ricovero in legno
passando in piano sotto un roccione verso EST e ricongiungendosi con il
sentiero molto ampio ed anticamente segnato che la raggiunge.
Si cala per buona mulattiera incontrando il bivio con il sentiero
che porta a Ramezza Alta a m.1040. Esso si stacca verso nord-est in salita.

   



Si contunua a scendere la valle fino a passare sulla sinistra
ografica in prossimita' di un torrentello (acqua), e da qui' in
breve al bivio della valle di S.Martino. Segnavia del CAI che indica
verso destra i sentieri 812 ed 816 dello scalon delle Vette e dello
Scalon di Pietena. -bivio a mt.700 -

NB. da quota 1020 mt. in direzione est si diparte un sentierino
che, superati dei ruderi, punta verso una elevazione quotata 1291
mt. e sale verso i prati di S.Mauro per poi aggirare il monte fino
alla Chiesetta omonima.
Altra traccia si diparte da quota 850 local. Grassuretta verso est
e si congiunge con la precedente a quota 1200 mt.

Ore 1.20 da forc.Scarnia.
Ore 3.00 per il percorso inverso
acqua: al torrentello di quota 800 mt.


 
 
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