La Forcola - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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La Forcola

Ortles-Cevedale
                        Alla Forcola (mt.3032) dalla Val di Pejo e rif. Larcher (mt.2608)



Si tratta di una bella escursione su larghi sentieri militari della grande guerra sino ad affacciarsi a tremila metri di quota, sulla alta Val Martello. Il percorso lascia ammirare il ghiaccio vivo della Vedretta della Mare che cala dinnanzi al rif. Larcher e più su ancora, il grande panorama della vedretta della Forcola e del ghiacciaio del Cevedale.
Dalla Forcola sono in vista i rifugi Corsi (m.2266) e Martello (m.2610), sito sul costone della montagna a nord delle "Tre Venezie." Si consiglia la salita alla Forcola nel primo mattino, per poter godere del panorama senza nubi termiche che si formano in tarda mattinata.

Dislivelli: Da Malga Mare al rif. Larcher mt.700 su larga mulattiera.
Dal Rif. Larcher alla Forcola mt.350 su sentiero segnato per ghiaioni.
Salita complessiva ore 3-4 escluse le soste. Discesa ore 1.45 circa.
Acqua abbondante lungo il percorso.
Non vi è copertura telefonica sul percorso.

AVVICINAMENTO
Percorrendo la statale del del Tonale si devia verso Pejo e Cogolo. Raggiunto l'abitato di Cogolo invece di prendere a sinistra per Pejo Fonti e Pejo Terme si prosegue diritti per strada asfaltata che si inoltra sulla sinistra orografica del Torrente Noce, per la Val della Mare. La strada è piuttosto stretta e richiede attenzione negli scambi con altre vetture; la strada è sempre asfaltata e porta con 9.5 Km. Sino alla Malga Mare ove termina a mt. 1970. (chiuse dell'Enel - buon parcheggio). Circa 20 min. d'auto da Cogolo. Agriturismo presso la malga raggiungibile a piedi in circa cinque minuti.
DESCRIZIONE
Si prosegue per la pista forestale che punta con un tornante alla Malga Mare per percorso n.102. (indicazioni per Careser e rif.Larcher).
Con qualche tornante si raggiunge la bella conca sovrastante ricca di rivi d'acqua, e si può intravedere sulla sinistra ad est la condotta d'acqua che proviene dalla soprastante diga del Careser (Bacino Enel artificiale).
Si rimonta la costa sino ad un pulpito molto panoramico ed oltrepassatala si lascia a destra il sentiero che sale al Careser.( Bivio a mt. 2275 con sent. n.146.)


 Oltre la Forcola verso il Gran Zebrù

NB: al ritorno è consigliabile per la bellezza dei luoghi seguire dal rif. Larcher il sentiero n.104 che taglia la costa in salita verso est salendo in quota di circa cento metri (a nord il lago della Marmotta). Esso cala poi nella val del lago Lungo (bivio a sud per sentiero n.146). Superato il bel laghetto ci si ricongiunge al percorso di salita alla quota sopra menzionata di mt. 2275.
Superato il bel Pian Venezia con la partenza della teleferica di servizio del rifugio, si percorre ora tutta costa morenica sulla sinistra orografica della val Venezia sino al Rif. Larcher sempre ben visibile sopra al roccione quotato m.2608.
Si raggiunge il rifugio in circa un ora di cammino su larga mulattiera con media pendenza.
Dal Rifugio è possibile ammirare la calotta ghiacciata del M.Vioz e Palon della Mare a Sud-Ovest, mentre a Nord Ovest vi è la vetta del M.Cevedale. Il ghiacciaio della Mare cala da ovest ed è abbastanza normale, in agosto, ammirarlo in condizioni di ghiaccio color verde azzurrino.
Da malga Mare circa ore 1.45-2

NB: Il rifugio Larcher è stato costruito dalla SAT ed inaugurato nel 1982 col nome di rifugio Cevedale. Dal 1938 è intitolato a Guido Larcher, patriota trentino e più volte presidente della SAT.
E' aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Tel.0436-751770.



Dal rifugio si prende verso nord ovest, sotto ad un roccione ove il sentiero scende in leggera discesa perdendo una quarantina di metri di quota. Si lascia a sinistra la diramazione per il ghiacciaio e biv.Colombo proseguendo (acqua) per la valletta detritica che va risalita con tornanti. Sempre seguendo i segni rossi sul percorso il sentiero poi si fa più esile, destreggiandosi tra grossi detriti e piccole balze di rocce. (Vi è un altro sentiero che sale alla Forcola mantenendosi sulla destra del colle detritico, non è però segnato anche se ha il vantaggio di non perdere quota.)
Si perviene alfine alla Forcola (mt.3032) che è un passo facile e detritico verso sud, mentre sul versante della Val Martello inizia immediatamente il ghiacciaio della Forcola. Esso è crepacciato e va attraversato in cordata. (attraversata alpinistica n.103 per rifugio Martello.)
Tutta la cresta rocciosa è percorribile e porta verso nord-ovest a salire il M.Cevedale per cresta est, ove sale una facile via su terreno misto.
Va alfine ricordato che a 3000 mt. se non vi è il sole o solo se c'è vento, occorre indossare l'abbigliamento invernale, ed è meglio avere con se berretto di lana e guanti.
Dal rif. Larcher circa ore 1.30.

    

                       Dai passo della Vedretta Alta  verso il rif. Martello e margherite a 3160 metri.





                       Salita dal Rif. N.Corsi alla Fòrcola per il Rif. Martello e ghiaciaio della Fòrcola
                                    Agosto 1976: Le foto sono di Celestino Signori e Daniela Savi


    
                 Al laghetto Pozza di Cuna di Sotto a sx Celestino ed il Gran Zebrù ed a dx Daniela ed Ivana

   
           Aspetti delle Vedrette della Fòrcola  e del Cevedale con la ZufallSpitze vista da nord-est

    
            Progressione in cordata sul ghiacciaio crepacciato sfondo Zufallspitze (Cima nord-est del Cevedale)  

                       
                     Ripartenza dal Rif. Martello

                                          Celestino si fuma la sigaretta alla Forcola (m.3032)

       
                                  Il the caldo alla Forcola e la cascata poco prima del Rif. Martello

Descrizione:
 dal Rif. Corsi m.2265 si prosegue sulla sx orografica della val Martello per sentiero nr.150 sino al bivio con ricca segnaletica a m.2318 dove si segue il sentiero n.103 per il Rif. Martello. Oltrepassata la valle il sentiero volge crca duecento metri ad est per poi volgere ad ovest e rimontare  la valle con tornanti sino al rif. Martello sito a m.2610. ( circa ore 1.15) Il sentiero poi supera il Laghetto Pozza Cuna di Sotto ed in discesa passa sotto ad una fascia di rocce ( cascata) e risale la morena  da dove arriva la lingua di ghiaccio della Vedretta della Forcola (ghiaccio vivo da quota m. 2700 all'anno 1977 ma si presume sia ora sui 2800 mt.)  Si indossa l'attrezzatura. Il ghiacciaio à crepacciato.
Si risale verso sud-ovest sino a quota 2900 per poi puntare a sud rimontando la crestina di sfasciumi sommitale a m. 3032 che è il punto più basso della cresta - (segni, indicazioni). Se non si divalla al rif. Larcher il ritorno è per la stessa via. ( ore 3 circa dal rif. Corsi più il tempo delle soste ).

NB: volendo compiere un percorso ad anello è possibile rimontare la crestina della forcola verso Est. Sempre pressochè in cresta si giunge al Passo della Vedretta Alta a m.3163.  
Da qui , in discesa verso Nord aggirando la dorsale, è possibile aggirare su sfasciumi appena sotto i ghiacci della Vedretta Alta che cala da Cima Marmotta giungendo a m.2913 ad incrociare il sentiero n.27 che scende al rif. Martello. ore 2.30  circa. ( da intraprendere solo con una buona giornata poichè non vi sono ometti e  segni)


                                 La salita per buoni tratti di ghiaccio vivo ed in fondo il Rif. Martello

  
            Dal Rif. Nino Corsi si sale al Rif. Martello                            La Vedretta del Cevedale ed il Gran Zebrù

                                                 Ritaglio da Cartografia Tabacco 1:25000 -M.Cevedale





 
 
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