Piz Bernina - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Piz Bernina

Appunti sul Gruppo del Bernina - Valmalenco


Il Piz Bernina

La Valmalenco, nella sua parte superiore (cioè sopra Chiesa Valmalenco -sgésa-), si divide in due grandi rami, cioè nell’alta Valmalenco (val del màler), percorsa dal torrente Màllero, ad occidente, e nella val Lanterna, percorsa dal torrente omonimo, ad oriente. La val Lanterna, a sua volta, si divide nei due rami della valle di Scerscen, ad occidente, e nella valle di Campomoro (Cammòor), ad oriente. Le due valli, percorse dai torrenti Scerscen e Cormor (che, confluendo, formano il torrente Lanterna), convergono nella conca di Campo Franscia (localmente solo “franscia”; l’aggiunta di “Campo“ si deve ad una situazione curiosa: la Guardia di Finanza progettò di costruire a Campomoro una caserma; il progetto, però, mutò e la scelta cadde su Franscia, ma nei documenti, già pronti, venne cancellato solo –moro, sostituito con –franscia; così nacque il toponimo “Campofranscia”).

Gruppo del Bernina - Anello per rif. Marco e Rosa

Si tratta di una esursione di due giorni, la prima giornata porta al Rif. Marinelli-Bombardieri -m.2813- tel.0342.451494) e la seconda alla capanna (ora rifugio) Marco e Rosa;(m.3609 tel, )
Un terzo eventuale pernottamento può essere effettuato al Bivacco Pansera al Sasso Rosso (m.3545) oppre al vicino rif. Bignami scendendo circa 1.20 ore dal Bivacco. L'escursione richiede l'attrezzatura da ghiaccio e da ferrata, ramponi-picozza, corda, casco, moschettoni, un paio di cordini ed eventuale sacco a pelo.
Avvicinamento
Da Sondrio si sale a Chiesa Valmalenco dove si prende a destra seguendo le indicazioni per Campo Moro Rif.Zoia. Si sale l'ardita strada superando molti tornanti (circa venticinque) e cave di pietra sino alla diga in cemento prossima al ristorante rif.Zoia a m.2021 . parcheggio.

Salita al rif. Marinelli Bombardieri

Il sentiero con segnaletica per rif. Carate Brianza e rif.A. Musella passa proprio sotto alla diga proseguendo per l'altro versante della valle. Il sentiero prosegue alto lasciando in basso a sx il rif. A.Musella e si raccorda con l'alta Via della Valmalenco n-5, (più avanti a dx una diramazione per la Bocchetta di Fellaria)-
Dobbiamo risalire una serrata sequenza di dossi (si tratta dei famosi “sette sospiri” - "set suspìir" ), ai piedi del versante meridionale delle eleganti cime di Musella (m. 3088). Si perviene al rif. Carate Brianza (m.2636), circa due ore dal parcheggio.
                   
                                                  
                                                                 La bocchetta delle Forbici e sotto il rifugio Carate
    
Il rifugio ("la caràte") era, in origine, un deposito costruito, nel 1916, dagli Alpini che erano di stanza alla capanna Marinelli. Nel 1926 il comune di Torre S. Maria lo cedette all'Unione Escursionisti Caratesi, che lo ristrutturarono ed ampliarono e lo inaugurarono il 15 agosto 1927.  (Alla sua destra troviamo il cartello che indica la partenza del sentiero per la forca di Fellaria (buchèl de felérìe) ed il rifugio Bignami.)

Si continua oltrepassando la bocchetta delle Forbici e proseguendo oltre la cresta delle cime di Musella per il sentiero di destra che sale con indicazione 'Monumento degli Alpini' ( diritti per il vallone è lo stesso, si giunge ad un bivio che a n.est porta al rif. Marinelli B.) Poco oltre  lo sperone  si oltrepassa il cippo con i resti dell'elicottero che ancora ricordano la digrazia del 1957 nella quale morirono il maggiore pilota Pagano e Gino Bombardieri, grande figura di alpinista.
 Si giunge quindi con molti tornanti sul la spalla rocciosa dove è sito il rifugio Marinelli B. quotato m.2813. circa ore 1.30 dal rif. Carate Brianza.

     
         Verso la bocchetta di Caspoggio salendo al rif. Marinelli                           Il rif. Marco e Rosa, a dx La Cresta Guzza

      
  La costa rocciosa che bisogna aggirare per largo sentiero con molti tornanti             La  disgrazia del 1957 - resti dell'elicottero


 
             A sx il rif. Marinelli-Bombardieri agli anni 2010                                                           Il rifugio nel 1976


Eventuale ritorno anticipato per il Passo Marinelli orientale

Nel caso si volesse accorciare l'anello, è possibile effettuare dal rifugio Marinelli il seguente percorso:
L'itinerario è da intraprendere solo in caso di sufficiente visibilità. Dal piazzale del rifugio sotto la cresta in direzione nord-est si scende il valloncello e si risale la costa del cordone morenico pervenendo ad una ampia spianata detritica con chiazze di neve. Si attraversa la spianata, evitando di salire lungo il torrente che cala dalla bocchetta Marinelli occidentale (traccia per rif. Marco e Rosa). Si piega verso est (destra) salendo per ripidi sfasciumi sino ad un picolo ripiano. Per terreno ghiacciato ed innevato ancora su fino alla larga sella del passo Marinelli orientale a m.3120. ore 1.15 circa. Giù verso sud e poi sud-est per il ghiacciaio sino ad uscire per un canale di sfasciumi sino al laghetto Fasso e da quì per sentierino verso sud sino al rif. Bignami  ore1.15

Salita al rif. Marco e Rosa

Dal rifugio si cala brevemente e poi si sale a nord-est per sentierino sino agli sfasciumi rocciosi che si risalgono verso nord sino al Passo Marinelli occidentale dove inizia il plateau ghiacciato. Indossata l'attrezzatura ed in cordata (crepacci) si prosegue ancora verso nord per il ghiacciaio dello Scerscen puntando in direzione della Vetta del Piz Bernina.

         
 Sulla verticale del rif. fra ghiaccio e roccia (non visibili nella foto)  vi sono delle scale metalliche che facilitano il passaggio sul crepaccio che divide il ghiaccio dalla roccia. Vi sono corde fisse per assicurazione. In caso di roccia con vetrato conviene tenere calzati i ramponi.

                                                                                               
Nei pressi del Passo Marinelli occid. dove è meglio legarsi in cordata per attraversare il ghiacciaio dello Scerscen superiore  crepacciato verso l'attacco della via attrezzata che porta al rif. Marco e Rosa.

  
                                                            Sopra e sotto: momenti della salita per via attrezzata

   

Su diretti ad est per la breve ferrata che, con catene (girarci attorno il cordino), corde fisse e pioli fa giungere alla vecchia costruzione del rifugio e da questa, cinquanta metri a nord sino al recente nuovo rifugio Marco e Rosa. Ore 3-3.30  Telefono del rifugio : +39 0342 515370
 
    
                                                                  Il nuovo rifugio Marco e Rosa  

       
                   Il vecchio rifugio Marco e Rosa (anno 1976) ed il suo unico locale interno con la carta edita dal CAI di Sondrio


Ritorno per la Vedretta di Morteratsch, Fellaria orientale ed occidentale.

Va assolutamente evitata in caso di nebbia salvo traccia del percorso su GPS.
Dal rifugio ad est sino al la sella del ghiacciaio dove si indossano i ramponi. Cercando di non perdere quota si prosegue ad Est-NordEst mantenendosi sempre al di sotto a nord della cresta di Bellavista a 3650 metri circa. Proseguendo sottocresta si supera un passo in salita molto crepacciato (crepacci nella direzione di marcia) e si raggiunge dopo circa 1.15 ore di cammino, con una conversione a sud, il Passo di Bellavista, innevato, che apre lo sguardo al bellissimo plateau di Fellaria Orientale. (m.3688)
Si scende attraversando per un chilometro e mezzo il plateau nevoso verso Sud, in direzione di roccie rossastre (Passo dei Sassi Rossi) a mt.3540. Sul versante ovest delle roccette è sito il bivacco omonimo. Ore 0.40. Ora siamo sulla vedretta di Fellaria occidentale che andrà discesa verso sud-ovest sino al sfiorare le rocce della quota 3213 e poi giù ancora  verso sud-ovest sino al passo Marinelli Orientale m.3091- Affioramenti rocciosi. Dal passo di Bellavista al passo Marinelli orientale vi sono oltre quattro chilometri di ghiacciaio con una perdita di quota di circa seicento metri.
(NB: Dal passo Marinelli orientale di può raggiungere il rif. Marinelli Bombardieri in meno di un'ora scendendo verso ovest ripidamente 300 m. prima per ghiacciaio e poi per  sfasciumi )
Si cala a sud e poi sud-est mantenendosi a nord di una cresta. Dalla quota m.2800 si piega ad est giù per un ripido valloncello per il quale si esce dalle nevi (laghetto Fasso in fondo a m.2636 ), aggirando a nord il laghetto, si costeggia verso sud il costone sino alle tracce di sentiero che portano ad alcune baite  con tetto in lastre di pietra. (m.2600 circa)
Si scende a sud per il sentiero sino al rif. Bignami sito sopra al lago artificiale. (m.2401). Ore 2 dal Bivacco

                   
                              Allla bocch.3000 (Passo Marinelli orientale) verso il Passo del Sasso Rosso  (ghiacciaio all'anno 1976)

                   
                                                                            La Vedretta di Fellaria occidentale

                   
                                          La vedretta di Fellaria orientale e nella foto sotto il laghetto glaciale Fasso di q. 2636
                                  


         
Il rifugio Roberto Bignami all'alpe Fellaria (m. 2401 o, su talune carte, 2385; cfr. www.rifugiobignami.it) è dedicato al consigliere della sezione del CAI di Milano tragicamente scomparso nell'attraversamento di un torrente durante la marcia di avvicinamento al monte Api (m. 7132, in Nepal), nel contesto della spedizione Ghiglione del 1954. Fu la madre a volere la sua edificazione, nel 1957. La posizione è splendida: una balconata che offre un colpo d'occhio incomparabile sulla vedretta di Fellaria orientale, sul limite della bucolica ed omonima alpe. L’alpe Fellaria (o Fellerìa, in dialetto “felerìe”) è uno dei più alti alpeggi alpini, posta, com’è, a 2400 metri. Il suo centro è posto in un piccolo avvallamento che pone le baite al riparo dai venti che spirano dai ghiacciai omonimi. Fino alla metà degli anni Settanta del secolo scorso era caricata da una decina di famiglie della contrada di Ganda (Lanzada), ciascuna con il proprio soprannome (i re, i gat, i santin, i mau, i gnolii, i tonitoni, i alpin, i öc, i péteréi), con una settantina di capi che salivano fin qui dopo aver sostato nei sottostanti alpeggi di Campomoro (cammòor) e di Gera (prima che gli attuali invasi li sommergessero); oggi, invece, da molti anni nessun capo di bestiame pascola più nella splendida cornice dell’alta Valle di Campomoro.
Dsl rifugio un buon sentiero scende alla diga ed ancora giù sino a Campo Moro al Park. Circa ore 1.15 dal rif. Bignami. Circa 4-6 ore dal rif. Marco e Rosa.



                   
                                               Ritaglio di schizzo da VALMALENCO si N.Canetta G.Corbellini ed. Tamari 1976

                        per approfondimenti andare allo stupendo sito: http://www.paesidivaltellina.it/rifbignami/index.htm







 
 
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