Tapp da le Parole - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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Tapp da le Parole

Dolomiti > Escursioni culturali
Vi sono tre luoghi dove erano state fatte iscrizioni di confine dell'epoca romana. Una quarta iscrizione, scoperta da Domenico Rudatis sul colle di Fenazza è andata perduta probabilmente durante lo sbancamento per la costruzione delle piste di sci locali. (Giovanni Angelini - Civetta)


Escursione al "Tapp da le Parole" presso la diruta Malga Ziolera (Casera de Righèss).

Si tratta di una brevissima escursione che porta ad ammirare uno dei vecchi confini d'epoca romana
presenti in zona (altri due sono siti sul versante di Alleghe).
L'iscrizione FIN BELIUL sta per Fines Bellunati Iulienses cioè confine tra proprietà dei bellunesi e dei giuliani (da Julium Carnicum - Zuglio).
La Casera de Righèss era sita (ora solo ruderi) una quarantina di metri a nord del roccione dove vi è l'iscrizione, sotto al "Valon delle Ziolère" mentre il roccione stesso si trova sulla destra orografica, e limita un pascolo con ricca vegetazione.


L'iscrizione era stata inglobata in una "Mandra" (tettoia per stalla) di legno che era appoggiata alla roccia e non è mai stata evidenziata sino alla distruzione della stessa, ai primi del '900.
La scoperta o meglio la pubblicizzazione delle iscrizioni è dovuta al D.Rudatis, alpinista rocciatore nell'anno 1928 su "Le Dolomiti Orientali" di A.Berti.
Ora della casera non restano che ortiche e qualche sasso, ma il sito è inconfondibile e lo si nota già salendo verso la Malga Pioda: un prato limitato da una fascia di grigie e liscie rocce proprio sulla verticale del Vallone delle Ziolère ove è sito il rif. Coldai.

A seguito della scoperta delle iscrizioni, e degli studi che seguirono, lo storico G.Fabbiani (1957), studioso della storia cadorina, così scrive: "…Da ciò vediamo come fin d'allora la provincia di Belluno fosse divisa in tre distinte regioni (Cadore, Bellunese, Feltrino) e troviamo la giustificazione della dipendenza secolare del Cadore dal Friuli, prima amministrativamente e poi anche religiosamente (Patriarcato di Aquileia) e poi ancora religiosamente soltanto (Patriarcato di Aquileia e Diocesi di Udine)…" (NB: da -Civetta- di G.Angelini Nuovi Sentieri Ed.)



Da Palafavera di Zoldo (Camping ed alberghi) si sale la stradina che sale ad ovest verso Malga Pioda e la si raggiunge in circa quaranta minuti di cammino, ma vi è anche la possibilità di salire in seggiovia e poi scendere in breve a Malga Pioda ed al ritorno compiere la discesa a piedi sino a Palafavera.
Dalla malga Pioda (Agriturismo) si seguono le indicazioni per il Rif. Coldai e salendo la stradina sterrata, al terzo tornante (che volge a destra - mt.1880) si abbandona la strada e si prende a sinistra per traccia di sentiero. (circa trenta metri sopra, dove finisce la stradina ed inizia il sentiero, si diparte altro sentiero a sx parallelo a quello descritto che può essere una alternativa)
Attraversando per erba si oltrepassa la costa boscosa tenendosi sempre alla stessa altezza, e si segue un sentierino che in leggera discesa porta alla ex malga Ziolera o "de Righèss" (Diruta, non esiste più). Al di la del Vallone delle Ziolere, sotto al roccione, ad un metro d'altezza si trova l'iscrizione.

Circa 40 minuti da Malga Pioda.
Non c'è acqua sul percorso
Dislivello circa 50 mt.




Iscrizione confinaria romana di Col di Davagnin

Parcheggiata l'auto presso l'arrivo della ovovia a Coi oppure a Pian di Pezzè, si sale la stradina che in salita verso est e quindi (m.1635-trivio) verso ovest, poi in piano per le Strente porta a località Fernazza m.1575 (fontana)- Risalendo per sentiero segnato la costa sx idrogr. della valletta (fontana a mt.1700 oltre il torrentello) La mulattiera passa sulla dx idrografica e compie un tornante a m.1870 -( sentierino si inoltra nel bosco verso sud-ovest)
Superata una baita recentemente ristrutturata (m.1885) si giunge alla sella di m.1910 dove si prende a sud per il filo del colle sino al belvedere del Col di Davagnin. (m.1905-tettoia-panchine-tavolo)
Dopo aver ammirato il panorama delle pareti del Civetta, si prende a Nord- est per una traccia di sentiero che diagonalmente porta al tornante di quota m.1875. Circa sessanta metri prima del tornante, una trentina di metri giù per una valletta, sulla dx idrogr. vi è l'iscrizione. (m.1865) 




Sommità panoramica del Col di Davagnin


L'iscrizione giù per la dx orogr. del canalino. FIN sta per 'fines' cioè confini,  la 'I' è inglobata nella 'N'


Iscrizione confinaria romana di Falconera

Il prcorso è senza sentiero ed abbastanza disagevole. servono buoni scarponi. Dalla partenza delle seggiovie di Pian di Pezzè (1460) si risale la stradina che volge a sud-est in leggera salita, piegando poi decisamente ad est. Alla quota di circa 1500 mt. (trenta mt. prima della pista) si esce dalla strada verso sud, scendendo un paio di metri nel fossetto laterale e si risale tutto il vallonetto privo di vegetazione ostacolante sino a sotto le crode.
Si rasentano le rocce verso ovest laddove il percorso è meno ripido per 350 m (trecentocinquanta metri) sino alla quota di m.1625 dove, alla base delle rocce, vi è l'iscrizione. ore 0.45 dal Pian di Pezzè.
(al 2010 l'iscrizione era stata verniciata in rosso)
NB: alcuni  riferscono che dal sentiero  per il laghetto di Coldai, dalla quota 1570 circa, diagonalmente salendo verso est per ripido bosco si giunge al Tapp de le Parole di Falconera. 


La crocetta indica dove uscire dalla strada. Il circoletto indica il luogo dell'iscrizione.



                                     
                         ll travetto di pietra e sopra l'iscrizione confinaria romana di Falconera (sopra il GPS)



                      
                                                                         Il GPS indica m.1625

Queste scritture confinarie evidenziano un 'errore' negli scitti di Don Ferdinando Tamis che ho avuto la fortuna di avere come mio insegnante nelle ore che dovrebbero essere state di religione ed invece erano di arguta socializzazione critica.
Il prelato, attentissimo e critico nei suoi scritti, descrive quella del Col di Davagnin (FIN) con completa dicitura simile alle altre due ma con ordine invertito , cioè FIN-IUL-BEL. Conoscendo l'intelligenza, la meticolosità e la precisione della persona non penso si sia trattato di un errore.
E' mia convinzione che il nostro Don Tamis ci abbia voluto sottilmente dire:  guardate che su quella terminazione c'è qualcosa che non quadra, non volendo mettere per iscritto che forse si tratta di una  postuma imitazione...

                                   

                               Calchi delle tre iscrizioni dei 'Tapp da le Parole' al Museo di Selva di Cadore


FERDINANDO TAMIS (Don) - Storia dell'Agordino' Vol. I-VI - 1987 - Nuovi Sentieri
GIOVANNI ANGELINI - Civetta per le vie del passato - 1977- Nuovi sentieri- Tamari


 
 
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