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Tofana Ròzes - Piumovimento dalle Dolomiti

Escursioni e curiosità storiche con testi di Gian Garzotto
(Sito parzialmente in costruzione)
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Tofana Ròzes

Dolomiti > Cortina-Cadore-Comelico > Cortina
Anello della tofana di Rozes
(traccia gratuita GPS disponibile sui link citati)



E' una  tra le più belle escursioni dolomitiche.
Si tratta di una escursione in ambiente dolomitico classico, tra i giganti delle Dolomiti e luoghi teatro di combattimenti di posizione della prima guerra mondiale. La zona e' parco naturale delle dolomiti Ampezzane.
Il tragitto, ad esclusione della ferrata del Minighel peraltro evitabile, e' accessibile a tutti (ma non bambini), presenta un dislivello di circa 950 metri ed impegna per sei ore.


La Tofana di Rozes vista da sud


Dalla forcella dei  Bos verso i ghiaioni che salgono il M.Cavallo,  M.Casale, M.Castello e la Furcia Rossa


Il famoso 'Sasso misterioso', avamposto austriaco con feritoie


Scendendo la Val Travenanzes (in fondo  la Furcia Rossa)


Scendendo la Val Travenanzes: il Castelletto


La scala del Minighèl - è tutta così, diritta sino in cima dove sbocca sul sentiero


La Cascata del Minighèl

Salita al Rif. Giussani per forc. dei Bos

Lungo la statale che sale da Cortina d'Ampezzo verso il passo Falzaego a m.1698 si diparte verso nord la strada per malga Federola e rif. Dibona. Si può parcheggiare l'auto presso il rif. Dibona a m. 2037.
Si segue il sentiero n.403 per stradina di servizio sino alla quota di m. 2103 dove vi è un bivio.
Dove vi e' il box metallico (seguire indicazioni sent. n 412) si devia decisamente a destra (ovest) superando la valletta e proseguendo in leggera discesa.
Si prosegue a lungo sul margine del parco delle Dolomiti Ampezzane con leggeri saliscendi lasciando a sx il sentiero n.114 che calaa sud (m.2070 - acqua sui rivi) poi il sentiero sale un centinaio di metri e compie qualche tornante raccordandosi in salita con la strada militare in corrispondenza di un tornante.
Si sale per la strada  (sent.n.404) fino a che essa finisce in prossimita' della forcella Col dei Bos. ( i militari non hanno potuto ultimare il lavoro a causa della repentina ritirata dopo Caporetto.)
Si scorgono i resti di casermette sotto le crode a sin. della forcella, mentre sotto al Castelletto si scorgono vicine le finestre rettangolari della galleria delle cannoniere che ospitavano pezzi di artiglieria italiani puntati verso la Marmolada.
Nei pressi della forcella si lascia a destra il bivio per la ferrata del Castelletto e della Ferrata Lipella  e si giunge alla forcella dei Bos tra molte fortificazioni di guerra.
Alla forcella vi e' segnaletica ed un cippo in memoria di un tenente caduto durante la guerra. In caso di maltempo vi e' una caverna abbastanza ampia con finestra in cemento che guarda la valle e puo' offrire ottimo riparo.
Mt.2331. Ore 1.30 dal parcheggio.
Tralasciare il sentiero che verso est porta in trenta minuti alla forcella Travenanzes e scendere per sentiero molto ben battuto (sent.n.404) puntando verso le fortificazioni austriache tra i massi forati dappertutto.
Si scende passando sulla destra orografica, e si puo' scorgere sotto le ghiaie del Castelletto, il famoso "Sasso Misterioso", a forma romboidale con diverse feritoie per tenere sotto tiro le posizioni italiane.
si scende per circa venti minuti sino ad un bivio (segnaletica) nei pressi del torrentello (acqua) e qui si prende decisamente a destra per sent. n.403, verso il salto di roccia dove vi e' la "Scala del Minighel" che si può  raggiungere sottocroda  (circa 30 minuti dalla forcella dei Bos. mt.2100 circa)

NB: La "Scala del Minighel" e' di costruzione antecedente al primo conflitto Mondiale. Era stata costruita con centinaia di pioli (molti di essi ancora originali) dal gestore del Rifugio "Wolf-Glanvell" cioe' il Minighàl nel 1911 per scopi di attrazione turistica per accompagnare i ricchi appassionati di montagna alla Tofana di Rozes.
Durante il conflitto mondiale la posizione era occupata dagli austriaci ed essi tagliarono e piegarono un buon tratto di pioli per rendere inaccessibile la discesa.
Il rifugio fu bombardato dagli italiani e distrutto completamente. Se ne vedono i resti all'altezza del bivio sopra menzionato (m2080)  sul colle esboso sito al centro della valle. Vi passa vicino il sentiero n.401.   
La ferrata e' verticale tutta a pioli di circa 80 mt.
La salita e' accompagnata da una corda continua in acciaio doppia. La difficolta' non sta nella salita ma nell'eventuale scambio con persone che dovessero incrociarsi.
E' consigliabile imbrago con dissipatore.
La salita impegna per circa 40 min. ed e' evitabile proseguendo per il sentiero sottostante.

Non volendo seguire la scala del Minighel si prosegue per il sentiero in discesa, perdendo circa centocinquanta metri di quota, ed a quota 1970, nei pressi di malga Travenanzes di prende a destra portandosi fino sotto le rocce.
Qui il sentiero si destreggia a stretti tornanti risalendo una costa mugosa, entra poi nel grande vano del Masare' sopra alla cascata del Minighel a mt.2202 presso un pulpito molto panoramico. (ore 1.15 dalla scala del Minighel)
Si prosegue per buona mulattiera tra piccoli ricoveri di guerra, ci si ricongiunge poi con il sentiero che arriva  dalla ferratina del Ninighèl a circa mt.2230.
In alto a sx sotto alla "Nemesis" si puo' ammirare la cengia Paolina con il sentiero che scorre proprio sotto le crode, le gallerie austriache vicino al canalone.
Su ancora verso   le rocce della Tofana di mezzo per addentrarci in quel labirinto di massi fortificati chiamato "Il Masarè. Dapprima superiamo le linee austriache, poi superiamo il famoso "sasso cubico" ed alfine sempre per un labirinto di sassi  si perviene alla Forcella di Fontanafredda (linee italiane) dove e' sito il nuovo Rifugio Giussani.
(a meta' Tofana di Rozes  e' possibile scorgere le "Tre dita" un pulpito con tre guglie cubiche fortificato dagli austriaci, avamposto molto scomodo per le posizioni italiane, da li scende la ferrata Lipella.)  

Circa 3 ore dalla forc. dei Bos e ore 4.30 dal parcheggio del Rif.Dibona.
E' d'obbligo la lettura delle varie lapidi di guerra ed una occhiata ai dintorni. Frontalmente ad ovest si scorge il Gruppo del Fanis, M.Cavallo, Casale e Castello da dove sparavano le artiglierie austriache.

Discesa dal Rif. Giussani al Passo Falzarego

Si scende per mulattiera molto larga che lascia a destra il vecchio rifugio Cantore, composto da due edifici ora inspiegabilmente dismesse.
Un bivio a sinistra taglia i ghiaioni e porta verso la ferrata Olivieri e rif.Pomedes dove arriva vicina la funivia.
Si scende per mulattiera molto ampia con ampi tornanti ed il ghiaione si lascia anche scivolare docilmente per chi volesse scenderlo "sciando" e si cala cosi' giu' per il vallone per circa cinquecento metri. Tralasciare il sentiero sottocroda che in salita porta alla galleria del Castelletto (n.404) e calare giu' ancora sino alla partenza della teleferica di servizio del Rifugio Giussani. (mt.2100) proseguendo per la stradina sino al parcheggio del rif. Dibona. Per la discesa ore 1 dal rifugio

Totale circa ore 6 escluse le soste
Dislivello mt.950
Acqua al Bivio del Minighel
                Rif. Giussani



La parte più impegnativa e delicata del sentiero che rimonta la spalla mugosa sino al Masarè


Dal Masarè verso l'alta val Travenanzes ed il gruppo del Fanis


Gruppo del Fanis


Neve in luglio risalendo il Masarè


Prime linee austriache della grande guerra. Sfondo M.Cavallo, M.Casale, M.Castello, M.Furcia Rossa


Le Tre Dita, forte postazione austriaca. Alpinisti di ritorno dalla ferrata che sale la Tofana per il Castelletto


La cima della Tofana di Rozes dal passo di Fontanafredda


Il nuovo rifugio Giussani


Verso Lastoni di Formin e Averau-Nuvolau, a dx il vecchio rifugio Cantore


Telefoto verso la Croda da Lago scendendo verso valle, sfondo M.Pelmo



Foto della parete nord del M.Nuvolau, dove sale la ferrata

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