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Fasòn-Pescol - Piumovimento dalle Dolomiti

Escursioni e curiosità storiche con testi di Gian Garzotto
(Sito parzialmente in costruzione)
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Fasòn-Pescol

Dolomiti > Dolomiti Zoldo Val Maè

Traversata da Podenzoi (Longarone) a Termine di Cadore
Per Scalòn dei Ros, La Val, cas. Fasòn, Cas. Pescol, Col delle Tosàte


Le casere della ex malga Pescòl


Si tratta di una escursione di media difficoltà per alpeggi ora abbandonati, la maggior parte su sentieri molto ampi ma anche con tratti privi di segnalazione ma molto facili e non pericolosi.
Manca l’acqua sul percorso anche presso le casere, ad eccezione di qualche piccolo rivo non sempre presente. Il percorso supera circa 800 mt totali di dislivello in salita per uno sviluppo di circa 12 Km. Il tempo impiegato senza le soste è di circa 5/6 ore.
A Podenzoi arriva alle 7:00 da Longarone un Bus, a Termine di Cadore vi sono Camere per pernottare, Da Termine di Cadore un Bus  13:50 – 17:30 riporta verso Longarone. L’ideale è l’uso di due auto.
Si raggiunge la strada asfaltata nel punto più alto di Podenzoi (park) dove vi è segnaletica CAI. Il sentiero si diparte dalla strada come pista forestale circa cinquanta metri ad est del park.
(m.810 -sent.495 - segnaletica)


Ritaglio di rappresentazione del Von Zach (KriegsKarte  1798-1805), da notare la precisione dei sentieri, gli oronimi e toponimi di allora.


 
Descrizione dell’itinerario  

Si prosegue per la pista forestale dalla quale il vecchio sentiero si stacca a sx (m.865) dopo aver superato un valloncello ove scorre il rivo Tiora, ma conviene proseguire per la pista forestale. Tralasciare una diramazione in discesa a dx e proseguire sino ad un tornante sinistrorso (m.920).
Subito oltre il tornante, a dx, la segnaletica indica il sentiero da seguire. Superato un corso d’acqua sempre presente (Al Rui m.955) il percorso segnato lascia a dx la Casera dei Gai (non visibile in estate causa vegetazione) e sale ripidamente rasentando poi la bastionata rocciosa di rocce rosse che si costeggia brevemente verso Est. Queste stratificazioni rocciose sono chiamate ‘ I Ros’ ed il passaggio che segue è noto come ‘Scalòn dei Ros’. (m.1000 circa).

   
Si attaccano le rocce rosse intagliate con scalini ed una recente attrezzatura con corda metallica fissa è fissata sui 4 tornanti del vecchio sentiero che ci innalzano di circa trenta metri, poi si prosegue con minore pendenza calando alfine una decina di metri nella valletta dove ci si raccorda con la ampia mulattiera lastricata proveniente da Olantreghe. (m.1067 – loc. Fagaròl – segnaletica).  Il largo sentiero risale il valloncello talvolta con stretti tornanti sino ad uscire sui prati del Pian di Venturìn (m.1294). Sino a qui circa ore 2.45.

NB: dal bivio dei prati verso Est è possibile, in leggera salita dapprima e con uno saliscendi poi, raggiungere la ex malga ora bivacco del Pian dei Boi come alternativa a questo percorso.

   
I prati del Col Venturin con il cartello indicatore per il Biv. Col dei Boi (ex malga) - a dx il bivio di quota 1350

A dx del sentiero, in mezzo al prato, un cartello indicatore indica la direzione per Cas. Pian dei Boi. Abbandonata la mulattiera, In direzione N.Est si prosegue in leggera salita addentrandosi nel bosco e seguendo gli ometti ed i tagli presenti sul percorso che anticamente doveva essere una ben larga mulattiera. Alla quota di m.1350, dove il percorso poi inizia a scendere verso la Cas. Pian dei Boi, vi è segnaletica.


NB: Il bivacco Pian dei Boi (m.1262) si raggiunge in discesa in circa 15 minuti perdendo circa 100 mt. di quota. Il tempo. Per visitare il bivacco circa un’ora tra andata e ritorno. Bisogna segnalare anche che sotto alle costruzioni un sentiero, comune a quello che porta ad una piccola risorgiva, verso NNE, sale fino alla casera Fasòn

    Dal bivio a m.1350, non segnato ma facilmente intuibile, verso Nord, si scende sulla sx orografica una valletta in leggera discesa su terreno bagnato (tracce di animali) e si giunge alla mulattiera per Cas. Fasòn  a m.1320.

NB: questo tratto, sebbene privo di segnaletica, era un tempo molto usato, è impossibile sbagliare se si prosegue verso nord, il terreno è agevole, il bosco non tanto fitto, la valletta da seguire sempre libera da schianti. Il tratto è di circa 270 mt lineari.

Si traversa verso Est per la mulattiera che scorre pressochè pianeggiante con qualche piccolo saliscendi giungendo alfine sulla cresta N-Est del Col Fasòn, da dove la Casera (due costruzioni) è visibile in direzione Est. Per raggiungerla bisogna dapprima scendere qualche metro nel prato sottostante (recinto in pietra) risalendo poi il piccolo colle erboso ove sono site sia la costruzione riservata alla Forestale, sia il bivacco in fase di ristrutturazione, ma aperto con tavolo e stufa. (m.1320) ore 1.15 circa dal Pian de Venturìn). Grande panorama sul gruppo del Bosconero e Sforgmoi)


Le casere di Col Fasòn


Dalle casere Fasòn verso Il gruppo el Bosconero e Sforgnòi


Da Casera Fasòn: panorama sul Bosconero, a dx Col Siron e la cresta de le Pònte

Ora il percorso sarà tutto in discesa: si ritorna per  la mulattiera che traversa lungamente verso ovest, dapprima mantenendosi in quota, poi in discesa sino al bivio a m.1280 dal quale si prende ancora a dx in discesa sino alle case della ex malga Pescòl.

NB: Il bivio di m.1280 si può raggiungere in circa 20 minuti dal Pian di Venturin seguendo il sentiero segnato CAI-1495 lasciando a sx il sentiero per Cas. Busnìc  al bivio di m.1350. Questa variante permette di accorciare il percorso in caso di maltempo.

 
Il bivio di quota 1280 e le casere di Pescòl

Le costruzioni della ex malga Pescòl sorgono al margine di un ampio pascolo in una radura circondata da bosco di pini. Un fabbricato è chiuso e riservato al personale del parco, l’altro è sempre aperto ed è dotato di una tavola molto grande, panche, sgabelli, larìn e sul sottotetto tre reti senza materassi o coperte.
La fontana esterna è purtroppo secca (estate 2022) ma l’acqua è reperibile per il sentiero che dalla segnaletica della casera scorre verso est in quota presso un esile rivo d’acqua (in basso è più abbondante).
Ritorno verso Termine di Cadore: dal lato nord delle casere si segue verso Est  in discesa una mulattiera lastricata che, oltrepassando un piccolo rivo e procedendo in direzione Nest scende con pendenza costante molto largo e massicciato per bosco di faggio. Oltrepassata la valle del Rui di S.Antoni si lascia a sx un sentiero (m.940) che si inoltra più basso verso la Val Tovanella. Si aggira la costa nord del Col de la Varda alla quota di m.950 circa, la mulattiera scende in direzione Est, poi SudEst sempre molto larga. Due attraversamenti di piccole valli ove il fondo , franato dalle piogge, ha obbligato l’impianto di funi metalliche per maggiore sicurezza. Alfine , ove un box metallico indica i lavori di ripristino ancora in corso, la mulattiera si fa pista forestale pervenendo ad un tornante (m.800) che porta al Col delle Tosàte alla quota di m.780. Tabellone iilustrativo, indicazioni.

 
La mulattiera massicciata per Pescòl ed il bivio del Col delle Tosàte

Dal Col delle Tosàte vi sono due possibilità di discesa: seguire il sentiero  ripido che scende a Termine, lasciando a sx il percorso che porta alla Gardona, oltrepassando la ferrovia e pervenendo al paese in prossimità della Chiesa.
La seconda possibilità, più rilassante, è quella di seguire la pista forestale scendendo ben nove tornanti, oltrepassare la ferrovia ed il cimitero del paese per giungere sul lato nord di Termine di Cadore a circa duecento metri dalla strada che sale in paese.
Sono interessanti le lapidi e monumenti che ricordano gli eventi bellici del 1848 (Pier Fortunato Calvi) e le descrizioni storiche dinnanzi al portale della Chiesa.
Il ritorno da Cas. Pescol impegna per circa due ore.

La fermata del Bus è sulla statale (piccolo box) sulla verticale del centro abitato.

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