La Gusèla del Vescovà - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

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La Gusèla del Vescovà

Dolomiti > Dolomiti bellunesi > Schiara Sud - Rui Frèt

La Gusèla del Vescovà (Ponta de Prièta)




(Foto da WEB- George Tappeine)

 
ritaglio da: MASSIMO E LUCIANO GARZOTTO - Appuntamenti nel selvaggio della Schiara - Alta via dei Bellunesi 


E' l'architettura rocciosa più curiosa che domina Belluno, un 'ago di roccia slanciato di circa quaranta metri che arriva alla quota di 2361.7 m. CTR.
Si trova tra la cima della S'ciàra e le Pale del Balcòn, sul versante ovest della Forcella della Gusèla quotata m.2290.7 CTR
Essa è visibile dalla Valbelluna, dall'Alpago, da parte dell'agordino e dalle cime dolomitiche più elevate, poggia sul comodo basamento roccioso sito una quarantina di metri ad ovest della forcella della Gusèla, a m.2319.8 CTR.
Ad est della Gusèla, all'estremo ovest della 'Cengia Zacchi' del M.Schiara, ad una settantina di metri in linea d'aria a m. 2320 c. , è sito il bivacco 'Dalla Bernardina', il più efficace punto di pernottamento per la salita della guglia.
I tempi per arrivare alla base della Gusèla sono, da entrambi i versanti, di circa 5/6 ore.
La via più semplice per arrivare alla base della Gusèla del Vescovà è per la Val Vescovà, e Rifugio Furio Bianchèt. 
Il percorso quindi prosegue per sentiero n.503 CAI che presenta uno scalino di circa otto metri attrezzato con infissi. (circa 3 ore dal rif. Bianchèt)
Gli accessi dal Rifugio 7° Alpini avvengono per le ferrate 'Zacchi' oppure 'Sperti' oppure per la ferrata 'Piero Rossi' abbinata alla traversata della creste del M.Schiara.


  
Gusèla del Vescovà versante Est (sx) ed Ovest (dx)



Sentieri e vie di accesso alla Gusèla del Vescovà




Ecco la definizione della Gusèla fatta dal grande Piero Rossi nella sua guida 'Schiara' della collana 'I monti d'Italia' edita da CAI.TCI nel 1982.



Ritaglio dalla Kriegskarte di Anton Von Zach (1798-1805): si legge M.Prieta, M.te Pelf, La Bassana, Val Caneva ecc.

1869 - 27 agosto: prima ascensione documentata alla base della Gusèla.
Antonio Da Rolt (delle Scalette) e Luigi De Pellegrin (un forestale) con 
N.Pellati (relatore) Schwinger (ing. montanistico) Dr. Scaglia





Ottone Brentari, che compilò le prime guide alpinistiche del Veneto e Trentino (anni 1880 - 1890), riporta nella sua guida 'Guida storico - alpina di Belluno-Feltre - Primiero - Agordo e Zoldo'  : 
'....la città è difesa dai venti settentrionali da un'ampia cinta rocciosa, nella quale si alza al cielo, ardita come un minareto, la curiosa Gusella di Vescovà', detta anche Prieta.. ...'





L'allora ten. Arturo Andreoletti  con il capitano J.Cornaro ed il tenente C.Sassi, ed alcuni alpini della 64a compagnia del battaglione Feltre, nel tentativo nell'anno 1909, arrivarono sul terrazzo (ad 8 m.) sopra al gancio di ferro sul lato n.ovest della Gusela  ('Belluno' di  Piero Rossi - 1977)



14 settembre 1913: la prima salita della Gusèla

 ....si dovette attendere fino al 1909 per assistere ad un serio tentativo. Nel luglio di quell’anno alcuni ufficiali del 7° Reg. Alpini, salirono fino alla forcella. Con una rudimentale scala tentarono di superare il primo tratto, ma poi dovettero abbandonare ripromettendosi di tornarvi con attrezzature più adatte.
Di quella comitiva faceva parte il S. Tenente Arturo Andreoletti già esperto alpinista.(tra le innumerevoli sue ascensioni è doveroso citare la prima italiana alla Sud della Marmolada, e la magnifica grande prima sulla parete Nord dell’Agner) il quale venne a conoscenza che a Belluno era addirittura sorto un comitato per promuovere la conquista dell’inviolata guglia. Invogliato dagli amici e assicuratosi la partecipazione del grande alpinista fassano Francesco Jori (con il quale nel 1921 vincerà l’immane parete settentrionale dell’Agner), decisero di dare il definitivo assalto alla vergine Gusela. La attaccarono da Nord alle 11,45 del 14 settembre 1913 e alle 13,30 erano in vetta, sulla quale li raggiunse, Giuseppe Pasquali. Issarono su di un palo il tricolore il cui garrire fu subito notato a Belluno: l’inviolabile Gusela era stata finalmente violata....
(Ritaglio da: Ezio Etrari, per il “Notiziario del CAI di Verona” del Gennaio 2014)


 
Francesco Jori ed Arturo Andreoletti: non vi è la foto di Pasquali, forte rocciatore ed attendente di Andreoletti



  
da sx 'Genio Pòl', 'Chino' Viel e Francesco Terribile, Angelo Dibona 'Pilato' , autori assieme a Francesco De Marchi, della prima ripetizione della salita della Gusèla del Vescovà (maggio 1921) fatta senza tutto l'pparato militare ed il supporto logistico della prima salita e salendo per la parete sud del M.Schiara.
(foto da: 'Belluno' di Piero Rossi - 1977)


La prima ascensione femminile: Maria Breviglieri

 
La prima ascensione femminile (1928) è di Maria Breviglieri (a destra sulla vetta del Cimon della Pala) effettuata assieme ad Eugenio Da Rolt detto 'Genio Pol)   ('Belluno' di Piero Rossi - 1977)




 
Salita alla Gusèla dell'alpinista Piero Teza con amici nel 1929 (arch. Maria Teresa Contro)


Le vie di salita alla Gusèla del Vescovà
(Ritagli schizzi e relazioni da: Guida dei Monti d'Italia - Schiara di Piero Rossi -1981)

  
  sch.23    (Ritagli schizzi e relazioni da: Guida dei Monti d'Italia - Schiara di Piero Rossi -1981)      sch.24









Una facile via diretta dal Rif. 7° Alpini alla Gusèla del Vescovà

Nei primi anni '70 l'allora segretario della stazione di Belluno del Soccorso Alpino, Roberto Mezzacasa, con il quale arrampicavo abitualmente, con ottima intuizione mi propose di effettuare una via diretta alla Gusèla del Vescovà che doveva proprio finire sulla punta della stessa.
Questa via doveva sfruttare in forma più diretta possibile tutti i canalini e le paretine site tra lo spigolo Est della Prima Pala e la Punta De Biasi che verrebbe lasciata ad est. Sicuramente la prima parte della via doveva essere stata già salita per l'attacco alle torri soprastanti.
Avevamo sopravvalutato le difficoltà e la salita si dimostrò piacevolmente facile con un solo passaggio dove, in un terrazzo, io mi misi sulle spalle di Roberto e lui poi si alzò facendomi afferrare solidi appigli che noi classificammo di 4 grado (tre metri). La relazione della via fu scritta sul libro del rifugio e venne poi pubblicata su 'Le Dolomiti Bellunesi' del Natale 1983.

Una relazione più dettagliata della originale:
Dal rif. 7° Alpini si segue il sentierino che  nella boscaglia sale la valletta dove è sito il generatore a turbina.
Si sale ancora tenendosi nel fondo della valletta che si fa più ripida ed, in prossimità delle rocce, Salire per trenta metri le roccette di II grado sino alla cengia che taglia la base delle pareti sino all'attacco della ferrata Sperti.
Si segue la cengia verso sud aggirando il costone roccioso (ometto) e proseguendo quasi sino al canalone che discende dal Biv. Sperti. Attacco sulla verticale di un caminetto orientato a Novest. (m.1800 c.)
(Si raggiunge questo punto anche 50 m. sotto l'attacco della ferrata Sperti traversando per mughi il canalone in quota  e rimontando la cengia)
Si risale il caminetto su roccia non buona sino al suo termine 30 m. III°. Sicura su spuntone.
Si risale per spigoletti e caminetti a Nord per tre tiri di corda con diff. II° e passaggi di III° ed in vista del Biv. Sperti si traversa salendo obliqui in direzione dello spigolo giallo della Prima Pala con identiche difficoltà.
Arrivati sotto ad uno scalino di roccia presso un terrazzino, lo si supera con una piramide IV° (Roberto mi diceva che vi era una possibilità più facile una ventina di metri sopra).
Su per il canale  tra lo spigolo della Prima Pala e la Punta De Biasi superando la forcellina II° III° ed attraversando poi un prato per un buon tratto sino sotto al Nasòn. (sulla foto sopra lingua di neve - si cammina legati).
Su diritti per i caminetti e poi a dx puntando alla Gusèla (divertente, roccia ottima III°) per tre tiri di corda obliquamente a Nest uscendo sul lato ovest della stessa. La via finisce dopo la salita alla Gusela del Vescovà per viia normale - due tiri di corda -40 m. IV°.
(Gian Garzotto e Roberto Mezzacasa - Ore 3.30 dal Rif. – sviluppo m.500 friabile solo l'attacco che forse è evitabile attaccando più addentro nel canalone)

     L'ombra della Gusèla del Vescovà. il Biv. Dalla Bernardina
(foto del 04.09.1971 dalla cima della Gusèla con lo scrittore Renzo Bettiolo CAI - VE)





Gusèla 1964:  Soccorso Alpino della Guida Alpina Gabriele Franceschini

Nel 1964 avevo sedici anni ed era da molti mesi che ero di casa al rifugio 7° Alpini ed ultimamente al Biv.G.Sperti che veniva ufficialmente inaugurato quell'estate. Durante la 'festa' nella tarda mattinata al rifugio vedemmo discendere di troppa corsa dal colle  sottostante  il 'portòn' (allora non vi era vegetazione) un alpinista che,  con grande affanno  informò  il gestore Arturo Valt di una persona infortunata. Vi fu una  grande  agitazione e poi nel giro di pochi minuti, uno alla volta e stracarichi, partirono alla volta del M.Schiara alcuni rocciatori bellunesi con un passo che  allora mi sognavo. Io naturalmente non potevo essere d'aiuto e quindi mi incamminai con un amico, come previsto, per pernottare alla volta del biv. G.Sperti che raggiungemmo dopo poco più di un'ora scrutando la parete sud del M. Schiara per individuare i soccorritori che salivano per la ferrata 'Zacchi' con un ritmo impressionante. Nel pomeriggio con cielo coperto un rombo di morore: stava arrivando un'elicottero da Belluno, poco più alto del Biv. Sperti. Noi eravamo con parecchie persone al bivacco e rimanemmo stupiti dalla velocità e sicurezza con cui esso si infilò diritto per forcella Viel tra la seconda e la terza Pala del Balcòn sparendo in un attimo alla nostra vista. Non sentimmo alcun botto e questo era un buon segno, sentimmo dopo alcuni minuti il rombo attutito del velivolo dai pressi del biv. Dalla Bernardina e poi nulla. Intuimmo che l'elicottero serviva per il soccorso e, scesi al rifugio, la Rosellina (moglie del gestore) ci spiegò che a bordo doveva esserci Piero Rossi.
( NB: vi era una linea telefonica militare da campo tra il rifugio ed il ristorante di Case Bortot con oltre 6 km di filo).
Ecco la descrizione dell'incidente fatta dallo stesso Gabriele Franceschini (feltrino, guida alpina):


Ritaglio da: FRANCESCHINI GABRIELE 'Vita breve di roccia - in montagna con Dino Buzzati, Leopoldo di Brabante - pastori e boscaioli - 1986

  
Gabriele Franceschini (Guida emerita) è mancato il 31 agosto 2009: la sua autobiografia del 1986

Ecco la descrizione in uno scritto riguardante l'assegnazione a G.Franceschini del premio 'Pelmo d'Oro 2004' e  di chi ha vissuto in prima persona il soccorso:

'...Seriamente infortunato sulla Gusèla è Gabriele Franceschini, nota guida alpina feltrina (Pelmo d’oro alla carriera 2004), a lungo accompagnatore di fiducia di re Leopoldo del Belgio e Dino Buzzati: brutta frattura esposta ad una gamba. Quel giorno è in corso accanto al rifugio Settimo Alpini un affollato raduno per l’inaugurazione del sentiero attrezzato Gianangelo Sperti, circostanza che consente l’immediata attivazione dei soccorsi. C’è chi sale in fretta la parete, raggiunge il ferito e incomincia la lunga calata sul fronte opposto verso la Val Cordevole e chi intanto si rivolge all’aeroporto di Belluno che da settimane è campo base di automezzi e velivoli impegnati nelle riprese del film Von Ryan Express (regista Mark Robson, con Frank Sinatra e Raffaella Carrà).
«Stiamo scendendo, siamo ancora poco sotto alla Gusèla – ricorda Loris De Moliner, uno dei soccorritori di allora – quando sentiamo arrivare l’elicottero. Seduto accanto al pilota francese c’è Piero Rossi che fa da interprete e ci dà indicazioni. Portiamo Franceschini sopra un salto di roccia dove il pilota si appoggia con un pattino, Gianni Gianeselli (Accademico CAI e Pelmo d’oro 2009) e un altro, non ricordo chi, si aggrappano all’altro pattino per tenere fermo l’elicottero finché riusciamo a scaraventare Franceschini dentro il portellone spalancato». Altri tempi, altri metodi....'



Lo scrittore Dino Buzzati sulla Gusèla del Vescovà



  
(Foto d'epoca da WEB)

“Quelli che vanno su a Cortina di solito passano per Belluno con una furia tale, manco si fermano a prendere un caffè, manco levano per un istante gli occhi a guardare lo Schiara con la sua immortale Gusèla”

Dino Buzzati, all'anagrafe Dino Buzzati Traverso (nato a San Pellegrino di Belluno il 16 ottobre 1906 morì a Milano, 28 gennaio 1972). Nell'estate del 2010 le sue ceneri, dalla Chiesetta di San Pellegrino saranno disperse sulla Croda da Lago, sulla torre Dino Buzzati, nelle amate Dolomiti. 
Dino è stato un alpinista e rocciatore, scrittore, giornalista, pittore, drammaturgo, librettista, scenografo, costumista e poeta italiano. Fin da quando era uno studente collaborò al Corriere della Sera come cronista, redattore e inviato speciale. La guida Gabriele Franceschini fu principalmente il suo maestro di croda con il quale effettuò noltissime arrampicate impegnative ed anche nuove vie. Salì la Gusela del Vescovà con una guida ampezzana e non con Franceschini impegnato in quel periodo allo studio per la laurea.
La sua attività alpinistica è riportata in forma romanzata in: FRANCESCHINI GABRIELE 'Vita breve di roccia - in montagna con Dino Buzzati, Leopoldo di Brabante - pastori e boscaioli - 1986





Settembre 2013: Il Centenario della prima salita della Gusèla del Vescovà



Quindici persone contemporaneamente in vetta alla Gusèla del Vescovà. La caratteristica guglia di dolomia di circa 40 metri, collocata sul fianco occidentale della Schiara, simbolo delle Dolomiti bellunesi.
Protagonisti della singolare scalata, domenica scorsa, gli amici dei “cinghialotti” di Bolzano bellunese, che hanno così superato il precedente record che era di dodici persone. Ecco nomi e soprannomi dei 15 arditi:
Ruggero Da Rold detto Gero (nella foto con coppola) nipote del pioniere della Schiara Genio Pol; Jmmy Da Rold detto Jmboy (il piu a sinistra con casco rosso) pro nipote di Genio Pol; Patrick Da Rold (con casco azzurro e sottocasco giallo) pro-pro nipote del Genio Pol, di solo nove anni di età! Vito Viel istruttore Cai di Belluno, Dino De Bona istruttore Cai di Belluno, Davide De Bona aiuto istruttore Cai di Belluno, Roberto Cervo detto Cervet, Michele Deola, Mattia Buffello, Giovanni Da Ronch, Alessandro Bianchet detto Keto, Alberto Dalla Corte detto Ibou, Lorenzo Lucchet, Fabio Bergamin e Massimo Garzotto detto Cimo, autore della guida “Appuntamenti nel selvaggio della Schiara”. (Ritaglio dal giornale online  Bellunopress-Dolomiti)


al 2016: L'unico libro sulla Gusèla del Vescovà

 

Si tratta di una raccolta di disegni stilati nel 1985 con l'humor del poeta dialettale Ugo Neri e dell' artista e scultore Franco Fabiane, lo stesso che ci ha lasciato un affresco sulla parete di roccia del 'Porton' della S'ciàra dove attaccano le vie ferrate 'Luigi Zacchi' e 'Piero Rossi'. Questo libro con sottile comicità pone la Gusèla nelle più fantasiose situazioni originate dal protagonista: Il Martorèl. E' quasi un invito per qualcuno alla scrittura di un libro dove curiosità storiche,  argomenti ed annedoti particolari di certo non mancherebbero...   




Ritagli da: UGO NERI - FRANCO FIABANE 'La Gusèla del Vescovà' ed. Lib. Mezzaterra 1985





 
 
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