Erera - Escursioni ad anello sulle Dolomiti

Vai ai contenuti

Menu principale:

Erera

Dolomiti > Dolomiti Feltrine > Pizzocco-Erera > Erera
                  PERCORSO DAL LAGO DELLA STUA (VAL CANZOI) A MALGHE ERERA-BRANDOL


Erera e Brandol nelle foto del 1972 prima delle ristrutturazioni

 


                    Zona Erera Brandol : ortofoto satellitare sovrapposta a ritaglio CTR foglio Sass de Mura


Ipotesi e note sull'etimologia del toponimo 'Brandol'


Ritaglio da: TITO DE NARDIN, GIOVANNI TOMASI, I nomi dei luoghi della Conca Agordina. Agordo, Gosaldo, La Valle, Rivamonte,Taibon, Voltago-Frassenè. Etimologia e storia, Belluno, Nuovi Sentieri, 2011 


GIULIO NAZARI - 'Dizionario Bellunese-Italiano e osservazioni di grammatica' Oderzo tip. G.B.Bianchi 1884
(L'alare è uno strumento di ferro o altro materiale metallico usato nei caminetti)


La zona di Erera-Brandol da un ritaglio di:
CAI Feltre: F.lli VEDANA Carta dei Monti del Sole e M.Pizzocco 1973 - affiss. c/o Trattoria Bacchetti di Camolino

       
                
1790 - Agrimensore Domenico Argenta. Ritaglio zona 'Arera-Branzol' con evidenziato anche il lago pensile sito sul versante sud sotto le creste verso forcella dell'Omo. Ora il laghetto è pressochè asciutto.


Altre ipotesi sull'etimologia dell'antico  toponimo 'BRANZOL'

'....Il toponimo è attestato per la prima volta nel 1181 come Branzol, nel 1237 come de Branzollo e nel 1249 come Prantzol e deriva dal nome di persona germanico "Berinza" con un suffisso latino -eolus ....'

" ....Dal tedesco medievale brand, luogo disboscato col fuoco ..."

Due ulteriori suggestive ipotesi tratte da studi toponomastici di radice nord-europea  (vedi bibliografia).
La prima si riferisce al nome di un paesino in Alto Adige, la seconda da studi etimologici friulani ulteriormente plausibili se pensiamo che il territorio trattato era vicinissimo (tre ore di cammino) al Tirolo austriaco e vi sono altri oronimi (Giasinozza, Zech, Pelse, Nattern) di  ipotizzata origine nord-europea. 




Erera vista da Ottone Brentari nel 1887

“…Da casera Campedèl una mulattiera sale a Forcella Erera (m.1911); e poco oltre questa un sentiero, detto Pontesei, sorretto qua e là da travi, passando per la Cima Brandol, va diritto alla malga Erera…”.
da:OTTONE BRENTARI - Guida storico-alpina di Belluno-Feltre Primiero-Agordo-Zoldo - Bassano 1887 pag.159 –
rist.anast. Atesa Bologna 2006

Questo scritto è un bel rompicapo, la soluzione potrebbe essere la cattiva scrittura degli appunti del Brentari; sostituendo Cima Brandol con Casera Brandol e quota 1911 con 1711, si tratterebbe del sentiero del ‘Porzìl’ che, scavalcata la forcella scende verso casera Brandol attraverso un terreno paludoso reso percorribile con travature. Interessanti comunque sia la dizione del sentiero detto ‘pontesei’ oggi perduta completamente e l’oronimo di Forcella Erera, molto importante ma non riportato sulle carte.

“…sugli ameni pascoli di Erera e Brandol si monticano in estate cica 500 bovini, oltre a molti ovini e suini; vi si cacciano galli cedroni, galli forcelli,
francolini e le cosiddette gallinelle bianche delle crode: vi si trovano molti preziosi fossili; vi si godono splendide viste: e per tutte queste ragioni essi sarebbero degni di più frequenti visite da parte degli alpinisti…”.

La quantità del bestiame al pascolo sulle zone visitate dal Brentari non è esagerata, se consideriamo le allora malghe di Pinea, Vallonetto, Erera, Brandol, Campotorondo , Agnelèze che erano tutte servite da mulattiere assai ampie ed acqua in loco.


                   La Malga di Erera verso Brandol


Brandol verso Erera


             Sopra ritaglio cartografia IGM-1:10000-1898     sotto ritaglio IGM 1:25000 Gosaldo 1926

 Sino al 1970 circa vi era un lago tra la Forcella dell'Omo ed il M.Brandol (sottocresta a sud). Ora il lago di Brandol  ben segnato sulla carte sopra riportate in ritaglio è asciutto, rimanne una conca pensile molto verde nel periodo estivo.



Sentiero CAI 802-802a

Dall' albergo Boz per la rotabile si sale al lago della Stua e
lo si aggira sulla sinistra oltrepassando poi un ponticello che ci
porta sulla destra della val Slavina a quota 712 mt.
Qui' la strada diviene ad uso forestale ma sara' sempre
percorribile con mezzi fuoristrada autorizzati fino a malga Erera ed
oltre ad esclusione della variante 802a che sale il 'porzil'.
Sulla sinistra al di la' della valle si scorgono le case
Tumitano e si lascia sulla sinistra la strada che vi giunge.
Proseguendo in leggera salita si giunge ad un bivio:
proseguendo diritti per il sentiero 806 si perviene al
biv.Feltre-Bodo in circa tre ore; noi giriamo con un tornante a
destra, al prossimo tornante vi e' una capanna che puo' offrire
riparo ed e' ad uso forestale.
Oltre il tornante menzionato, dopo cento metri vi e' la sbarra
su strada molto ripida che impedisce il passaggio ai mezzi
fuoristrada non forestali.
Superata la sbarra la strada forestale prosegue con moltissimi
tornanti fino a quota 1420 mt dove vi e' il bivio del sentiero 802a
che porta anch'esso alle malghe di Erera-Brandol e sale appena dopo
un tornante verso sinistra.
NB. sentiero 802a: dal sentiero 802 a quota 1420 si devia a
sinistra infilando la lunga e stretta valletta chiamata 'il Porzil'
attraverso la quale salendo paralleli sempre alla destra di essa (a
quota 1531 c'e' un sentierino che devia verso una casera) ci conduce
dapprima alle malghe di casera Brandol e poi alle malghe di Erera.
ore 0.40 dal bivio
Si prosegue ora in direzione sud-est sotto ad una fascia di
rocce che poi poi si aggirano giungendo sull'altopiano dove e' sita
a quota mt.1633 la casera Pinea.
(Circa cinquanta metri oltre casera Pinea si diparte un
sentiero che punta verso est e giunge dapprima a casera Vallonetto,
(mt.1689) poi prosegue e si congiunge al sentiero 851 (quota 1900
mt.) proveniente da malga Erera che collega il passo Forca e passo Cimia).
Si prsegue per la strada e con due tornanti si perviene alla
forcella della Covolada (1755) -a sinistra due caverne militari- che
domina i piani di Erera e ci permette di ammirare i piani Eterni a
nord-est limitati dal m.Mondo e forc.Pelse.
Si scende sul piano di Erera giungendo alla malga omonima.
Malga Erera mt. 1708. Ore 3 da val Canzoi.
Percorso inverso ore 1.45. acqua: Malga Erera

Da malga Erera la rotabile sale a forc. Pelse mt.1847 la
oltrepassa e perviene scendendo alla ottima casera di Campotorondo
circondata da molti Chalet costruiti dalla Forestale negli anni
'70. Il paesaggio e' carsico con fenomeni evidenti.


 Erera-Brandol per le Covolàde (non segnato)

Si giunge per la Val di Canzoi all'Albergo Boz ove si parcheggia
l'auto e si prosegue per pista forestale costeggiando il lago per
ponte di legno sino ad un bivio –indicazioni del parco seguire le indicazioni 
per Erera-Brandol. Dopo circa dieci minuti di cammino dalla sbarra, sulla
sinistra, (mt.870) si diparte un largo sentiero che prosegue in quota e poi in leggera salita. 
Si passa dopo duecento metri 890 c. sotto ai ruderi delle casere Campedel.
Traversando sotto di esse, si attraversa un greto e si cala in
una zona pianeggiante , il sentiero e' difficilmente
individuabile, ma la zona e' agevole e presenta rada vegetazione
di pini. (ruderi di casera)



Si costeggia vicino al bordo del piano ove il sentiero e' ben
visibile e laddove esso si presenta ben marcato. In leggera discesa
(sorgente tre metri sotto il sentiero) ad un bivio non proprio
evidente si devia in salita verso destra a nord, diagonalmente per
largo sentiero. (mt. 870)
Si prosegue per buona mulattiera in salita diagonalmente , alti
sulla sinistra orografica della Val Slavinaz sino a giungere con
leggera discesa al greto del torrente, incassato tra ripide pareti
rocciose e ripidissime pale erbose. (mt.950 - ometti sul greto)
Si passa per una ventina di metri sulla destra orografica e poi si
ritorna sulla sinistra riprendendo la mulattiera che
sale larga costeggiando dapprima il greto e poi alzandosi sulla
valle in mezzo ad un bosco di faggi e pini.
Si sale con ampi tornanti per la costa denominata "Le Covolade
basse" superando molti sassi sporgenti che possono offrire riparo.
Vengono superate tre fascie di gradoni rocciosi ed e' intuibile
dalla carreggiata talvolta scavata nella roccia che il sentiero
anticamente era molto frequentato: molte "ERE" lo confermano.
Il superamento dell'ultima fascia di rocce a mt. 1300 e' agevolato
da un provvidenziale "Scalon" - due mezzi tronchi con pioli di ferro.

NB: trenta prima di giungere alla scala di legno, (tornante) vi e'
la possibilità di scendere nel fondovalle e seguire la traccia sul versante dx della 
Val Slavinàz che porta alta in Val Caorame.

Superato lo scalòn si perviene ad uno spiazzo (Ere) (m.1350 c. – bivio per forc. dell’Omo - ometto)
Il percorso devia con un tornante verso sud-est, puntando alla
base di una fascia rocciosa dove vi è il bivio per Col Spavièr (mt.1380 c.)
Proseguendo diritti si perviene ad un pulpito molto panoramico poi
verso (N) per la costa boscosa, quindi a SE sino ad arrivare ad una era (mt.1510). Il sentiero da qui e' meno evidente per la vegetazione, ma si sale nel fondo di un canalino paralleli ad una fascia di rocce (altre ere). Il percorso m.1550 c. devia poi a NE e segue un largo canale (Pradèl)  carsico e pratoso (parallelo al Porzìl) che va seguito sino alla forcella (mt.1710) con bellissimo panorama su Erera – Brandol e forcella Pelse.


                                  Ritaglio da Kriegskarte di Anton Von Zach 1798-1805  foglio Xi-9
Molto interessanti le dizioni 'il scalon' del sentiero sopra descritto e le  diramazioni del sentieri da 'Narera e Brandol' che scavalcano il 'Coston Covolada'



Accesso alternativo alla Val Slavinàz

Oltre il Bivio della rotabile per Erera-Brandòl, per la rotabile delle
 Case Al Frassen, immediatamente prima di un ponte si segue il 
sentiero che diagonalmente taglia il ghiaione verso NE.
Entrati nel bosco si segue una mulattiera molto larga che sale
a tornanti superando i ruderi di alcune caserette a quota mt. 860
in mezzo ad una fitta vegetazione e prosegue poi inoltrandosi per
la sin. orografica della Val Slavinaz. (questo e' il sentiero
basso, in disuso a causa di un passaggio su roccia sopra una pignatta d’acqua)

Conviene salire per il sentiero alto: qualche metro prima di
giungere al piano dove vi sono i ruderi, (mt.850) si
svolta a destra per dieci metri di sentiero ripido e poi
seguendo la larga mulattiera si giunge mt.870 ad un
bivio.(diritti si sale in leggera salita per Casere Campedel, a
sinistra verso NNE si entra con la larga mulattiera per la sin.
orografica della Val Slavinaz).




 
 
Torna ai contenuti | Torna al menu